
Dal 15 al 26 maggio la città palladiana ospita la XXX edizione di New Conversations con oltre 20 concerti, 4 prime italiane e artisti da tutto il mondo
Trent’anni di jazz internazionale in una delle città d’arte più belle d’Italia. Vicenza Jazz 2026 — la XXX edizione di New Conversations — si svolge dal 15 al 26 maggio e porta nel cuore del Veneto alcuni tra i nomi più rilevanti della scena jazz contemporanea, in un festival diffuso che attraversa il Teatro Olimpico, il Teatro Comunale, la Basilica Palladiana, Villa Almerico Capra detta La Rotonda e persino il Cimitero Maggiore.
Il titolo scelto dal direttore artistico Riccardo Brazzale è emblematico: Dalle trombe di Gerico al divino Miles. L’edizione è interamente dedicata a Miles Davis, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita (Alton, Illinois, 26 maggio 1926), il musicista che — come ricorda Brazzale — «ha cambiato le sorti del genere più o meno cinque volte: dalla rivoluzione del Bebop al relaxing del Cool Jazz, dalla classicità dell’Hard Bopall’innovazione del modal playing, sino all’eresia della fusion music».
L’anteprima è affidata il 15 maggio a Makaya McCraven, batterista e producer di Chicago tra gli artisti più innovativi del momento, capace di fondere jazz, hip-hop, soul ed elettronica in quella che lui stesso definisce «organic beat music». Il 16 maggio l’apertura ufficiale spetta al Teatro Olimpico — capolavoro del Palladio e patrimonio UNESCO — con il soprano e direttrice d’orchestra canadese Barbara Hannigan e il pianista francese Bertrand Chamayou, in una prima italiana che include Jumalattaret di John Zorn, musiche di Olivier Messiaen e Alexander Scrjabin. Il giorno seguente, sempre all’Olimpico, sarà la volta della chitarrista statunitense Mary Halvorson e del compositore e pianista Uri Cainein piano solo.
Il cuore pulsante della programmazione è la notte del 25 maggio, attesa come una vera festa jazz: Enrico Rava con il suo Fearless Five — formazione dell’anno 2024 per Top Jazz — e poi Fabrizio Bosso Quartet con i brani del nuovo album, in un concerto che porterà la mezzanotte a soffiare idealmente le candeline per Miles. Il 21 maggio invece Paolo Fresu e il suo Quintetto Italiano eseguono dal vivo la colonna sonora di Ascensore per il Patibolo, il capolavoro noir di Louis Malle con musiche di Davis del 1958: una produzione originale del festival che incrocia il jazz live con il linguaggio cinematografico.
La ricorrenza del centenario di John Coltrane (23 settembre 1926) attraversa l’intera programmazione. Il 19 maggio è la sera di Joshua Redman con il suo nuovo quartetto e l’album Words Fall Short (Blue Note, 2025). Il 22 maggio doppio concerto con Isaiah Collier— esponente di punta dello spiritual jazz di Chicago — e la travolgente Lakecia Benjamin, che porta in anteprima il nuovo album We Dream. Il 23 maggio toccherà a due eccellenze del jazz europeo: il sassofonista Roberto Ottaviano con il chitarrista britannico Rob Luft e poi il veneziano Pietro Tonolo con il suo quartetto.
Grande attesa anche per Billy Cobham, il 18 maggio al Teatro Comunale: considerato il più importante batterista jazz-fusion della storia, ripercorrerà oltre 50 anni di carriera accompagnato da Gary Husband alle tastiere e da una band di livello assoluto.
Due appuntamenti fuori dall’ordinario rendono Vicenza Jazz unico nel panorama dei festival jazz italiani. All’alba del 24 maggio nei giardini di Villa La Rotonda, il sassofonista Dimitri Grechi Espinoza esegue la sua Meditation on A Love Supreme, omaggio personale al capolavoro di Coltrane tra improvvisazione modale e misticismo orientale. La notte del 22 maggio, invece, il Cimitero Maggiore accoglie la cantante greca Savina Yannatou con Primavera en Salonicco e la voce tunisina di Lamia Bedioui: in prima italiana il nuovo album ECM Waters Songs, viaggio sonoro tra dialetti beduini, canti natalizi greci e lamenti dell’Italia meridionale.
Il 20 maggio il coreografo spagnolo Israel Galvan e il trombettista newyorkese Michael Leonhart portano in scena New Sketches of Spain, liberamente ispirato all’album di Miles Davis e Gil Evans del 1960: un incontro tra flamenco contemporaneo e jazz orchestrale. Il 24 maggio debutta invece Neapolis Mantra, opera multidisciplinare del coreografo Mvula Sungani. Come da tradizione, il festival diffuso anima librerie, negozi, ristoranti e caffè del centro con concerti Happy Hour (ore 19) e After Hour (ore 22.30) dal 20 al 23 maggio.
Vendite biglietti: http://www.tcvi.it
CALENDARIO
15 maggio | ANTEPRIMA NEW CONVERSATIONS – VICENZA JAZZ 2026
ore 21 | Teatro Comunale – Sala del Ridotto
MAKAYA McCRAVEN QUARTET
16 maggio
ore 21 | Teatro Olimpico
BARBARA HANNIGAN & BERTRAND CHAMAYOU – Jumalattaret di John Zorn per soprano e pianoforte (e altre musiche di Olivier Messiaen e Alexandr Scrjabin)
Prima Italiana
17 maggio
dalle ore 21 | Teatro Olimpico
- MARY HALVORSON QUARTET – Canis Major
- URI CAINE Piano solo
Prima Italiana
18 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
BILLY COBHAM BAND
Prima Italiana
19 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
JOSHUA REDMAN QUARTET
20 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
ISRAEL GALVAN & MICHAEL LEONHART – New Sketches of Spain
21 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
PAOLO FRESU QUINTET – Ascensore per il patibolo | una produzione Vicenza Jazz 2026
22 maggio
dalle ore 21 | Teatro Comunale – Sala del Ridotto
ISAIAH COLLIER QUARTET
LAKECIA BENJAMIN We Dream
ore 24 | Cimitero Maggiore
SAVINA YANNATOU & PRIMAVERA EN SALONICCO feat. LAMIA BEDIOUI – Water Songs
Prima Italiana
23 maggio
dalle ore 21 | Teatro Comunale – Sala del Ridotto
- ROBERTO OTTAVIANO & ROBERT LUFT
- PIETRO TONOLO QUARTET
24 maggio
alba | Villa Almerico Capra detta La Rotonda
DIMITRI ESPINOZA – Meditation on A Love Supreme
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
NEAPOLIS MANTRA
25 maggio
ore 21 | Teatro Comunale – Sala Maggiore
ENRICO RAVA FEARLESS FIVE
FABRIZIO BOSSO QUARTET
Dal 20 al 23 maggio
concerti Happy Hour ore 19.00
concerti After Hour ore 22.30