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borghi da vedere in toscana (parte 3)

RADICOFANI

Affacciato sulla val d’Orcia, all’interno del parco omonimo, l’antico paese spicca sulla cima di una roccia, sulla quale si sviluppa in un intrico di stretti vicoli costeggiati da possenti edifici in pietra e botteghe tradizionali di oggetti in terracotta. Tra le case si erge il castello che vanta una singolare presenza: il fuoriuscito senese Ghino di Tacco.

DA NON PERDERE

L’imponente castello, dalla caratteristica sagoma merlata. La romanica chiesa di S. Pietro, con alcune terracotte robbiane e una Madonna col bambino del Valdambrino. Il Palazzo della Posta, antica stazione dogana in cui sostarono Montaigne, Chateaubriand e Dickens.

SAN CASCIANO DEI BAGNI

Antico e carattristico borgo che si trova nel punto più meridionale della provincia di Siena. All’entrata del paese, in piazza Matteotti, è situato il Castello Turrito. Con il suo aspetto imponente e medievale, caratterizza tutto il paese, ed è visibile da ogni punto del circondario.

DA NON PERDERE

Il dedalo di stradine del borgo storico, d’impianto medievale con resti della cinta muraria, ruota attorno alla cinquecentesca collegiata di S. Leonardo e al suo campanile. Le Terme, le cui acque sono consigliate per la cura delle malattie reumatiche. Il tempietto pagano dedicato alla dea della salute Igea.

SAN GIMIGNANO

Il suo centro storico colpisce il visitatore prima dell’arrivo, da quando compare con le sue 13 imponenti torri, che nel periodo storico di massima prosperità erano ben 72. Di grande bellezza le piazze del borgo, tra cui: piazza delle Erbe con le torri dei Salvucci (dette anche gemelle); piazza della cisterna, a pianta triangolare, circondata da case-torri medievali, pavimentata a mattoni a spina di pesce e con le due torri Ardinghelli; piazza del Duomo, centro monumentale della città, con il palazzo del Podestà, dominato dalla torre “Rognosa” e con al piano terreno una loggia con 3 file di sedili in pietra.

DA NON PERDERE

La collegiata, che conserva una straordinaria raccolta di cicli pittorici, e la cappella di Santa Fina, annoverata tra i capolavori del Rinascimento toscano. Il ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli nella chiesa di Sant’Agostino. La rocca di Montestaffoli, dalla cui ultima torre superstite si gode una splendida vista sul centro storico e sulle torri.

SARTEANO

Borgo dominato dal castello quattrocentesco che si staglia sullo sfondo del verde massiccio del monte Cetona.

DA NON PERDERE

La tomba della Quadriga Infernale, il cui eccezionale rinvenimento, avvenuto nel 2003 nella monumentale necropoli delle Pianacce, a poca distanza dal centro di Sarteano, ha costituito una delle scoperte più significative nel campo dell’etruscologia degli ultimi decenni. Il Museo civico archeologico ospitato nelle sale del cinquecentesco palazzo Gabrielli.

TREQUANDA

Piccolo comune circondato da boschi, vigneti e oliveti, immerso nella natura incontaminata delle Terre di Siena. Terra di contadini, dove fanno da spicco le produzioni  tipiche locali: olio extravergine di oliva, vino, formaggi, miele. Nella piazza principale si è subito colpiti dalla facciata a scacchi di pietra bianchi e neri della parrocchiale dei Santi Pietro e Andrea, di fondazione duecentesca. Altre atmosfere medievali si respirano nelle due piccole frazioni di Castelmuzio e Petroio.

DA NON PERDERE

Il Castello Cacciaconti con la sua imponente torre cilindrica e il Museo della terracotta di Petroio che celebra la tradizionale arte tipica del luogo.

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