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la via ghibellina

Partenza: Firenze

Arrivo: La Verna

Lunghezza: 83 km

La Via Ghibellina si snoda attraverso una ricca varietà di paesaggi, passando dalla vite all’olivo delle colline, alle faggete e ai pascoli di media quota, secondo il disegno modellato dalla settecentesca frammentazione dei grandi appezzamenti in piccoli poderi. I segni di un passato particolarmente ricco di testimonianze storiche e artistiche punteggiano l’intero territorio, dai castelli alle pievi romaniche, fino alle diverse forme di un artigianato artistico che qui vanta una tradizione, a cominciare dalle celebri terrecotte de Della Robbia.

Quasi tutto il percorso tra Firenze e Poppi si snoda su strade bianche o, se asfaltate, poco trafficate. Alcuni tratti lastricati testimoniano un’antica origine, anche se di incerta datazione. Usciti da Firenze si raggiunge in breve l’Antico Spedale del Bigallo. Anche a Rignano esisteva uno spedale, in attività fino al XVIII secolo. Superata la pieve di San Pietro a Pitiana, sulla Via Aretina Vetus, e dopo una salita di 6 km che fa toccare quota 1.000 metri di altitudine, si giunge a uno dei luoghi più visitati della Toscana: l’abbazia di Vallombra, fondata nel 1036 dal monaco benedettino san Giovanni Gualberto. L’attraversamento della stupenda foresta di Vallombrosa regala un momento di grande emozione: Riserva Naturale Biogenetica dal 1977, è una copertura per circa 1.300 ettari, tra i 500 e i 1.450 metri di altitudine, costituita in parte da boschi artificiali di abetine di antica istituzione e in parte da boschi naturali di castagni, alle quote più basse, e di faggi, tigli, aceri, ontani e carpini più in alto. Superata la Croce Vecchia si scende lungo il torrente Scheggia verso Pieve Molino, e più oltre si attraversa il torrente Pistiano su un bellissimo ponte medievale. Da Pagliericcio il percorso sale quindi a Castel San Niccolò e raggiunge Strumi. Nella bella stagione si può scegliere una variante passando dalla pieve di San Martino a Vado, che già dal nome manifesta la necessità di un guado (vado) del torrente Solano. Poco oltre si incontra Poppi, in posizione dominante sul suo colle, quindi si prosegue per Bibbiena, sulla riva sinistra dell’Arno, e successivamente per il santuario di Santa Maria del Sasso. Si raggiunge infine la località Campi e, subito dopo, si sale per 6 km fino al santuario de La Verna.

DA SCOPRIRE

Pratovecchio

L’abitato è dominato dalle imponenti rovine del castello di Romena, situato a circa 2 km a sud-ovest del centro. La massiccia struttura, eretta intorno al mille, dal XII secolo fu una delle principali residenze fortificate dei conti Guidi. Delle 14 torri originarie ne rimangono oggi solo 3, oltre al cassero. Non lontano, isolata nella campagna, sorge la bellissima pieve di San Pietro di Romena, uno dei più interessanti edifici romanici del Casentino.

Poppi

Se si vuole comprendere appieno il significato storico del potere signorile, non  può mancare una visita al castello dei conti Guidi, uno dei più classici e meglio conservati esempi di architettura duecentesca toscana. Notevole il complesso del cortile, dei ballatoi e della scala. La cappella è decorata da affreschi attribuiti a Taddeo Gaddi, e in un salone c’è una terracotta della scuola dei Della Robbia. Interessante in paese anche la badia di San Fedele e, poco fuori dall’abitato, la pieve di Santa Maria Assunta, fondata dai Benedettini nel X secolo.

Bibbiena

La cittadina è da secoli sinonimo di teatro, scenografia e costume, sia per i suoi illustri cittadini, che diedero in modo diverso un contributo essenziale alla cultura teatrale italiana, sia per l’attività che si sta sviluppando ultimamente in tale settore. Il teatro dovizi, di linea neoclassica e mimetizzato fra i palazzi nobiliari. Propone ancora oggi una stagione teatrale di alto profilo. Il Comune ha poi promosso la realizzazione del Museo di scenografia.

Chitignano

La Verna

 

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