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La via del volto santo

Partenza: Pontremoli

Arrivo: Lucca

Lunghezza: 146 km

Già nota come “Francigena di montagna”, la Via del Volto Santo, si snoda tra la lunigiana e la Garfagnana lungo le antiche mulattiere delle Alpi Apuane e dell’Appennino. L’itinerario è una delle principali vie di comunicazione transappenninica, e fin dal medioevo è anche un frequentato pellegrinaggio devozionale, legato al culto del Volto Santo conservato a Lucca. Un cammino affascinante sia dal punto di vista paesaggistico, per le superbe vedute sulle creste delle Apuane che ripagano della fatica dell’ascesa, sia da quello storico – culturale, perché offre la possibilità di ammirare i numerosi castelli tipici del dominio dei Malaspina, i ponti a gobba, le pievi, le fortezze e i resti di antichi ospedali. Attraverso una Toscana poco conosciuta e meno turistica, ma tutta da scoprire.

DA SCOPRIRE

Pontremoli

Nel castello costruito tra il IX e il X secolo nel borgo del Piagnaro, il più antico di Pontremoli, ha sede il Museo delle statue stele lunigianesi che raccoglie numerose effigi di guerrieri, donne e bambini risalenti alla civiltà che si sviluppò in questo territorio prima dell’arrivo dei romani.

Villafranca in Lunigiana

Ospita il Museo etnografico della Lunigiana, dove si racconta la storia più recente di questi luoghi, quella delle attività silvio – pastorali che si sono dissolte a causa dell’abbandono delle campagne.

Fivizzano

La passione per i libri appartiene all’identità della Lunigiana. Dalla metà del Novecento la vocazione della pagina scritta della Lunigiana viene festeggiata con il Premio Bancarella, consegnato ogni anno a luglio a Pontremoli da una giuria composta di soli librai.

Castelnuovo di Garfagnana 

Dalla cinquecentesca fortezza di Mont’Alfonso, uno dei monumenti più imponenti della valle del Serchio, si ha una spettacolare vista delle pendici dell’Appennino tosco – emiliano e del gruppo delle Panie, nelle Alpi Apuane. La Fortezza ricopre una superficie di circa 60.000 metri quadri, e ha una possente cinta muraria lunga 1.150 metri, con 7 baluardi e 2 porte. Lo stemma estense campeggia ancora sulla porta principale.

Castelvecchio Pascoli

Seguendo il corso del fiume Serchio si possono visitare i luoghi dove nacquero i Canti di Castelvecchio di Pascoli: il poeta trascorse infatti l’ultima parte della sua vita in questo piccolo paese, dove era riuscito ad acquistare una casa vendendo l’oro delle medaglie di un concorso di poesia. L’abitazione rustica, immersa in un dolce paesaggio campestre, è oggi un museo che raccoglie le memorie e i cimeli del poeta.

 

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