
La zona del “nuorese” ruota intorno alla città di Nuoro. Il territorio è in prevalenza collinare, ma si presenta aspro nell’area montana del Supramonte di Orgosolo e del Monte Corrasi di Oliena. È la zona più conservativa della Sardegna dal punto di vista degli usi, costumi e tradizioni, basati principalmente sull’attività ed economia pastorale, portata avanti per secoli in condizioni di sussistenza a causa della morfologia del territorio e dell’isolamento. L’antichità della zona si riflette anche nei siti archeologici, che a partire dalle necropoli neolitiche sono fra i più arcaici della Sardegna.
La Baronia è una terra di dolci colli e piane che si aprono verso la splendida costa Est. È solcata da 2 fiumi: il Cedrino e il Posada. La fertilità della terra ha dato luogo a un’economia basata sull’agricoltura: si coltivano agrumeti, vigneti e oliveti. Le comunità primitive si organizzarono nelle piane a ridosso del litorale caratterizzata da numerosi stagni e spiagge di sabbia fine, fondando villaggi e complessi che diedero spesso origine agli odierni borghi e paesi.
COMPLESSO NURAGICO DI NODDULE
È il più importante complesso nuragico del territorio tra Nuoro e Orune. Realizzato con blocchi di granito locale, include un nuraghe trilobato, un villaggio e un pozzo sacro. Il nuraghe è costituito da una torre principale alla quale furono addossate 3 torri secondarie. Tutto intorno sono visibili i resti di numerose capanne circolari. Una di queste, forse utilizzata per gli incontri comunitari, presenta un diametro di ben 9-10 metri e un focolare centrale. A poche decine di metri a est del nuraghe si trova il pozzo sacro, il monumento più interessante del complesso: presenta un vestibolo quadrangolare realizzato con conci di trachite finemente lavorati e le cui pareti laterali sono provviste di banconi sedile. Una scala immette nel pozzo, che presenta un portello architravato rettangolare, con piccola nicchia sopra l’architrave. La cella cilindrica del pozzo presenta una magnifica copertura a tholos ed è davvero notevole per la perfezione della lavorazione con conci di trachite. Nel fondo è presente una fossetta di decantazione circolare.
Sito: https://www.nooraghe.com/
FONTE SACRA DI SU TEMPIESU
Il monumento, edificato con conci di trachite e di basalto perfettamente lavorati e uniti cn grappe di piombo, è di importanza eccezionale poiché è l’unica testimonianza n Sardegna di strutture in elevato e della copertura delle fonti sacre del periodo nuragico. Si tratta di un tempo con copertura a doppio spiovente, un vestibolo e una cella dove si raccoglie l’acqua sorgiva. Il vestibolo è coperto da 2 archetti monolitici. La facciata, alta circa 3,5 metri, presenta un timpano triangolare che culmina in un blocco di pietra piramidale su cui erano fissate 20 spade votive di bronzo. Dal vestibolo, una scala di 4 gradini conduce al vano dove si raccoglie l’acqua, coperto con una volta a tholos di conci di trachite. l’acqua defluisce dal pozzo in una canaletta che attraversa l’atrio, un blocco di basalto e un blocco di steatite rosa finemente lavorato, per riversarsi infine in un pozzetto esterno dotato di una mensola di pietra per le offerte. Le numerose offerte votive ritrovate consentono di datare il monumento dal Bronzo recente alla prima Età del ferro.
Sito: http://www.sutempiesu.it
VILLAGGIO NURAGICO DI ROMANZESU
Il sito include uno dei più importanti complessi culturali della Sardegna nuragica, un villaggio-santuario dedicato al culto delle acque e incentrato su un pozzo sacro collegato a un anfiteatro, un recinto cerimoniale con andamento a spirale, 4 templi a megaron e un villaggio. Il pozzo sacro conserva la scala d’accesso e la camera circolare; all’imboccatura si apre un canalone lungo 42 metri, ai lati del quale ci sono alcuni menhir, che portava l’acqua di piena della sorgente fino alla struttura ad anfiteatro. Quest’ultima è un ampio bacino circolare gradonato, dove probabilmente si svolgevano le abluzioni rituali. L’area del pozzo ha restituito materiali del Bronzo recente e finale. I templi a megaron si trovano a monte del pozzo. Vicino al primo tempio si trova un grande recinto elittico con un andamento dei muri a spirale, dove forse si svolgevano riti di purificazione. Il villaggio include un centinaio di capanne circolari; le ceramiche ritrovate attestano un primitivo impianto dell’abitato del Bronzo medio.
Sito: https://www.romanzesu.sardegna.it
SANTUARIO NURAGICO SEDDA ‘E SOS CARROS
Il complesso è unico in Sardegna sia per l’ambientazione, all’interno della magnifica valle di Lanaitto, sia per la presenza di importanti tracce dell’attività di fusione dei metalli. Datato dal Bronzo recente alla prima Età del ferro, presenta strutture dedicate al culto delle acque. Il settore visitabile si caratterizza per la presenza di un cortile centrale, dove per la presenza di un cortile centrale, dove si affacciano capanne circolari e ovali realizzate in pietra calcarea locale, molto probabilmente laboratori per la lavorazione dei metalli. Un di questi ambienti conserva una magnifica rotonda con bacile, vale a dire una vasca monolitica circolare in arenaria che raccoglieva le acque che sgorgavano da sculture di protoni d’ariete o muflone. L’ambiente della fonte presenta un bancone-sedile lungo il perimetro interno. Nella zona più a monte è stata riportata alla luce una scultura circolare a gradoni, dove forse si svolgevano le abluzioni cerimoniali. Tutto intorno all’area sacra si intravedono i resti di un vasto villaggio formato da un centinaio di capanne.
Sito: http://www.sardiniainside.it
VILLAGGIO DI TISCALI
Situato sulla cima del Monte Tiscali il sito è una delle mete preferite in Sardegna degli appassionati di escursioni e di archeologia. Infatti, i sentieri che consentono di raggiungerlo penetrano nel supramonte, territorio selvaggio dove la natura si conserva intatta da millenni. Si raggiunge l’interno di una dolina carsica dove ci sono i resti di un villaggio di capanne di pietra e fango realizzato da alcune tribù per sfuggire alle persecuzioni dei Romani stabilitisi nella sottostante valle di Lanalito. L’area presenta 2 agglomerati: una quarantina di capanne circolari e ovali a uso abitativo si trovano nel lato Nord-est; una di esse conserva parte della volta e l’ingresso con l’architrave in legno di terebinto. Dietro alle capanne, un foro nella volta della dolina consentiva l’uscita del fumo del villaggio ed era un ottimo punto di vedetta. Sul lato Sud-ovest della dolina ci sono i resti di una trentina di capanne che servivano come magazzini e rifugio per animali.
Sito: http://www.ghivine.com
COMPLESSO NURAGICO DI SERRA ORRIOS
Il complesso è uno degli insediamenti nuragici meglio conservati della Sardegna e include un villaggio-santuario, 2 templi a megaron e 2 sepolture megalitiche. le capanne del villaggio in genere presentano pianta circolare e sono raggruppate in 6 quartieri collegati da stradine gravitanti intorno a piazzette con pozzi-cisterna e condotte di pietra. La Capanna delle riunioni conserva il sedile bancone lungo il perimetro interno. Le strutture più interessanti del sito sono 2 templi a megaron. Il primo, distanziato dal villaggio, è racchiuso da un recinto ellittico e presenta un vestibolo provvisto di bancone-sedile; la camera interna conserva un focolare al centro. Anche il secondo tempio, di maggiori dimensioni, è circondato da un recinto e presenta la parete retrostante a emiciclo. La camera conserva il bancone-sedile e il pavimento lastricato. Nelle vicinanze del villaggio si trovano i resti di una tomba di giganti e di una sepoltura di tipologia incerta. Il villaggio è stato frequentato dal Bronzo antico fino al Bronzo recente e finale.
Sito: http://www.ghivine.com/
AREA ARCHEOLOGICA DI JANNA ‘E PRUNA
L’area archeologica nuragica, realizzata sulla sommità del Monte Senes a dominio della valle del fiume Cedrino, include un tempio dedicato al culto dell’acqua, e un pozzo sacro. Un recinto trapezoidale delimita l’area del tempo destinata alla celebrazione dei riti e include due ambienti sub-circolari, o forse un cortile. La cella del tempio è preceduta da un vestibolo rettangolare che conserva sul lato sinistro una porzione di bancone-sedile. La cella presenta pianta circolare e probabilmente in origine era coperta a tholos; conserva parte del bancone-sedile addossato alla parete. Al centro del vano si trova un focolare. Verso sud-ovest, a circa 150 metri dal tempio, ci sono altre 2 strutture, la cui funzione è sconosciuta. Più a valle si trova la fonte di Su Notante, realizzata con blocchi di basalto, di cui restano la parte ovest della facciata e il pozzo di captazione della sorgente.
Sito: https://www.janirgoli.it
NURAGHE SAN PIETRO
Il nuraghe San Pietro, si trova su un piccolo rilievo lungo la sponda sinistra del rio Posada, è uno dei monumenti preistorici più importanti della sub-regione delle Baronie; del tipo quadrilobato; è costituito da una torre centrale realizzata con una qualità locale di porfido rosso e un bastione che include 4 torri laterali realizzate con conci di scisto. Un’apertura architravata nelle mura del bastione conduce a un cortile, al centro del quale si trova un pozzo profondo 5 metri, e dove si svolgevano attività di culto durante l’Età del ferro. Nel cortile si aprono gli ingressi alle torri. La torre centrale è la parte più antica del monumento databile al Bronzo medio, e presenta l’ingresso sovrastato da un architrave di grosse dimensioni. A sinistra del corridoio di accesso si trova la scala che portava al piano superiore e al terrazzo. Un breve corridoio conduce alla camera con 3 nicchie. A qualche decina di metri dal nuraghe si trova un vasto villaggio di capanne.