
L’itinerario comprende una vasta porzione della Sardegna centrale e si estende verso ovest con la propaggine della Planargia. Il Meilogu è dominato da rilievi basaltici di origine vulcanica: è terra ricca di tradizioni, di storia e di siti archeologici importanti a partire dall’epoca neolitica; ovunque lo sguardo è attratto dalla sagoma di un nuraghe, come il sontuoso e ben noto “Santu Antine” di Torralba.
La Planargia è terra di altipiani di basalto che digradano su spiagge dorate e falesie dove ancora oggi nidifica l’avvoltoio grifone. La zona è nota in particolare per la produzione del vino Malvasia. Include la cittadina medievale di Bosa, sorta intorno al castello dei Malaspina. Ma anche qui la presenza umana è documentata sin dall’antichità, come testimoniano numerose necropoli neolitiche e grandiosi resti di complessi nuragici.
Il Marghine segna idealmente il confine tra Nord e Sud dell’isola: infatti è una delle aree con la più alta densità di siti archeologici risalenti all’età del bronzo della Sardegna, alcuni dei quali di straordinaria importanza.
COMPLESSO NURAGICO DI SANTU ANTINE
È uno dei monumenti megalitici più importanti d’Europa, e fra le forme più spettacolari della civiltà nuragica. Edificato con massi di basalto, il complesso include una torre centrale cinta da un bastione triangolare, che ingloba 3 torri angolari, e un villaggio. Il bastione contiene un cortile dove si trova un pozzo profondo 20 metri e dove si aprono gli accessi a tutti gli ambienti. La torre centrale, è anta 17 metri e conserva 2 camere sovrapposte con le volte a tholos intatte, mentre del terzo piano restano pochi filari. Le torri laterali sono unite alla torre posteriore del bastione da corridoi monumentali, davvero sorprendenti per la raffinata tecnica costruttiva che richiama le tecniche ciclopiche micenee. La torre posteriore presenta un pozzo profondo 2,90 metri. Sul cortile si aprono anche gli ingressi alle scale che portano agli spalti del bastione. Soltanto 14 capanne del villaggio sono state riportate alla luce; su di esse si sovrapposero strutture di età romana.
Sito: https://www.nuraghesantuantine.it
NECROPOLI DI SANT’ANDREA PRIU
Si tratta di una delle necropoli più estese e più importanti della Sardegna pre-nuragica. le tombe ipogee sono una ventina. La sepoltura detta Tomba a capanna conserva la cella principale a pianta circolare con fossette per le offerte e la volta che riproduce il tetto delle capanne dei vivi. La Tomba a camera il cui ingresso monumentale con scalinata è crollato presenta una camera centrale rettangolare con tutti gli elementi delle abitazioni pre-nuragiche sarde. La sepoltura più interessante è chiamata Tomba del Capo, con ben 18 ambienti disposti intorno a 2 vani principali; fu trasformata in aula di culto cristiana e utilizzata come chiesa fino all’Alto Medioevo. In cima al pianoro ci sono altre tombe a pianta più semplice e la roccia nota come il Toro o il Campanile, probabilmente una tomba le cui pareti furono successivamente distrutte.
NURAGHE NURADDEO
È uno fra i nuraghi meglio conservati del territorio della Planargia. Include una torre centrale circondata da un bastione trilobato. L’ingresso al bastione immette in un corridoio che sbocca in un cortile a cielo aperto con pianta pentagonale. La torre centrale, ottimamente conservata, si innalza fino a 12 metri ed è stata edificata con filari regolari di blocchi di grandi dimensioni; l’ingresso è sormontato da un architrave dotato di finestrino. Un corridoio strombato conduce fino alla camera a piano terra la cui bella volta a tholos è priva solo della lastra terminale. A destra del corridoio, sopraelevato di 2,5 metri rispetto al piano di calpestio, si trova il vano della scala che conduce al piano superiore. Al quale si accede oggi dall’esterno attraverso un finestrone rettangolare che si apre a un’altezza di 6,3 metri dal suolo e immette in un corridoio strombato che conduce alla camera con la volta ancora intatta. Tutto intorno al nuraghe si intravedono i resti di un vasto villaggio di capanne circolari.
AREA ARCHEOLOGICA DI TAMULI
L’area di Tamuli è uno dei luoghi più affascinanti della Sardegna, dove i numerosi nuraghi paiono bastioni di un’ideale roccaforte culturale. Comprende sei betili risalenti al neolitico, un nuraghe complesso, un villaggio e 3 tombe di giganti. 3 dei 3 betili neolitici presentano attributi sessuali femminili che sono indizio di un’area sacra dedita ai riti di fertilità; sulla quale si sovrappose l’area sacra nuragica con le 3 tombe di giganti, 2 del tipo “a filari” e 1 del tipo a sepoltura dolmenica. A ovest si erge il nuraghe, costituito da una torre centrale e 1 bastione con due torri: la torre a sud-ovest presenta un ingresso sopraelevato che immette in un corridoio a gomito per una lunghezza di circa 6 metri fino quasi all’altezza della torre centrale. Le capanne del villaggio, una decina, hanno pianta ovale, circolare e sub-rettangolare, e la volta è costituita da lastre di pietra disposte a piattabanda. Nelle vicinanze del complesso è stata segnalata anche una fonte nuragica.
Sito: http://www.esedraescursioni.it
COMPLESSO DI SANTA BABINA
Il sito è un’eccezionale testimonianza della sovraesposizione delle culture in Sardegna, grazie alla presenza d un complesso dell’Età del bronzo con un nuraghe, i resti di una tomba di giganti, di un pozzo sacro, e una chiesa cristiana. Il nuraghe, è un monotorre edificato con grossi massi di basalto. La camera del piano terra conserva intatta la volta a tholos. La scala conduce al primo piano, che probabilmente è stato distrutto quando i conci furono reimpiegati per la costruzione della parte inferiore dell’adiacente chiesa. Il santuario cristiano, che la tradizione vuole dedicato a Santa Sarbana, è stato edificato in Età tardoantica o bizantina sulle rovine dell’abitato o dell’area sacra dell’Età del bronzo. Una rotonda, coperta da cupola e absidata, è affiancata da 2 camere rettangolari anch’esse absidate. Sulle absidi e sui prospetti laterali dei vani si aprono delle monofore decorate.