cultura

il professore e il pazzo (recensione)

Il film è la vira storia del Professor James Murray (Mel Gibson) al quale viene affidata la redazione del primo dizionario al mondo che includa tutte le parole di lingua inglese. Per far ciò il Professore avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a mandare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato però ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester (Sean Penn) un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato pazzo. Le migliaia di parole che il DR. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza che si trasformerà in una splendida amicizia. Drammi, omicidi, tradimenti, storie d’amore, IL Professore e il Pazzo intreccia generi, multipli in un racconto avvincente e indimenticabile su due uomini straordinari che, attraverso un’improbabile amicizia e contro temibili avversari, hanno scalato una delle vette più alte della ricerca accademica, accompagnandoci nell’era moderna. Nessuna ampollosità o sguardi languidi ad ornamento. Questa storia commuoverà.

IL TONO

In linea con i temi moderni della storia, il tono del film è contemporaneo, raccontando una storia attuale che è ambientataa nel passato. Era un periodo di grande ambizione per l’Impero britannico, così come lo è oggi per la civiltà occidentale nel suo insieme, e la telecamera ha cercato di catturare proprio questo aspetto.

IL RITMO

Ci sono numerose sequenze intrinsecamente eccitanti, dalla scena di apertura con l’inseguimento notturno attraverso i bassifondi della Londra vittoriana, a una agghiacciante che ci fa immergere in un momento di confusione e di caos che sfocia in un violento omicidio, fino alle sequenze che ci portano direttamente nella chirurgia di emergenza della fine del XIX secolo, e agli orrori delle cliniche psichiatriche, dettagliati e senza filtri. Ma il ritmo si manifesta anche nelle scene interne dell’Oxford English Dictionary. La squadra di redattori, guidata dal personaggio di Mel Gibson, è sopraffatta fino all’esasperazione dall’enorme mistero su come accedere all’inaccessibile. Anche in questo caso la telecamera ha catturato quell’energia con uno stile deliberatamente insistente, lasciando il pubblico nel bel mezzo dell’azione. Quando i personaggi sembrano essere nei momenti più bui, vengono visualizzati visivamente solo piccoli accenni di luce. Le transizioni della storia, dagli zoom ravvicinati sulle scritte e le pagine dei libri, fino alle panoramiche sulle grandi facciate di Oxford, sono create da singole inquadrature, a volte anche da singole sequenze.

LA MUSICA E IL SUONO

Dal punto di vista musicale, siamo nel cuore del tardo periodo romanico, quando alcune delle cose più belle di sempre venivano create e suonate al pubblico. Per questo film sono stati presi alcuni dei pezzi più iconici del periodo per dare al pubblico qualcosa di non solo commovente e indimenticabile, ma qualcosa che, proprio come i temi dei film, facesse da ponte tra il vecchio mondo e quello moderno.

 

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