
Vi continuo ad illustrare i borghi più belli da vedere nelle Marche.
GENGA
Borgo racchiuso tra le mura del castello. Da visitare il museo “Arte, storia, territorio”, presso il Palazzo Fiumi Sermattei, che espone i capolavori dell’antica chiesa di San clemente, vero scrigno di arte e di storia con opere di Antonio da Fabriano. Nel borgo antico di San Vittore è visitabile il Museo speleopaleontologico, che presenta l’ampio panorama delle ricchezze della storia e di questo territorio.
DA NON PERDERE
Le grotte di Frasassi, uno tra i più spettacolari complessi di questo genere conosciuto in Italia. La cavità maggiore è detta Grotta del Vento. La chiesa di San Vittore delle Chiuse, tra i più importanti romanici delle Marche. L’eremo santuario di Santa Maria Infra Saxa, un tempo convento di clausura. Il tempietto del Valadier che ospitava una statua della bottega del Canova raffigurante la Madonna con Bambino, ora nel museo di Genga.
GRADARA
La sua rocca e il suo borgo rappresentano una delle strutture medievali meglio conservate d’Italia e le due cinte murarie che proteggono la fortezza la rendono anche una delle più importanti.
DA NON PERDERE
La rocca, e i camminamenti di ronda. Le mostre d’arte contemporanea presso il Palazzo Rubini Vesin.
MERCATELLO SUL METAURO
Il borgo fu tra i castelli più importanti della Massa Trabaria, antica regione governata da potentati locali, e ha mantenuto l’impianto medievale. Il centro storico è caratterizzato da una cinta murata protetta dal solco dei due corsi d’acqua: il metauro e il torrente S. Antonio. Il Toponimo “mercatello” suggerisce l’antica funzione commerciale.
DA NON PERDERE
La collegiata, con un’antica icona bizantina raffigurante la Madonna delle Grazie in una preziosa teca di legno dorato e dipinto. Il Museo della Collegiata, con un’ampia collezione di arredi sacri. Il Castello della Pieve. Il museo e la chiesa di S. Francesco, gioiello di stile romanico-gotico, con notevoli opere d’arte come il crocifisso di Giovanni da Rimini, il polittico attribuito a Giovanni Baronzio, la duecentesca tavola di Bonaventura di Michele “Madonna col Bsmbino” e il monumento sepolcrale di Bartolomeo Brancaleoni.
MONDAVIO
Chiuso in una cinta muraria e difeso da una poderosa rocca. Conserva nei palazzi e nelle chiese i segni di un passato glorioso. La rocca è il principale monumento e simbolo di Mondavio.
DA NON PERDERE
La rocca, sede del Museo di Rievocazione Storica e Armeria, con manichini in costume e armi dal ‘400 al ‘700. Il teatro Apollo, di origine tardo settecentesca. La rievocazione storica Caccia al cinghiale.