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gita al sacro monte di Varese e Campo dei fiori

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Il Parco regionale Campo dei Fiori, si estende tra la città di Varese a sud, e la Valcuvia e la Valganna rispettivamente a nordovest e a est, è un’area che vanta un paesaggio caratterizzato dai boschi di faggi e castagni e aree umide  in cui alberga una fauna avicola diversificata e interessante. Il parco comprende al suo interno  due massicci montuosi il Campo dei Fiori e la Martica, tra i quali si estende la valle della Rasa, da cui nasce il fiume Olona e non è privo di importanti testimonianze architettoniche e storiche, tra cui spicca il Sacro Monte. Si tratta di un complesso religioso costituito da 14 cappelle consacrate ai Misteri del Rosario, che scandiscono l’ascesa pedonale al monte lungo un percorso di circa 2 km, noto come Via Sacra. Replicando la scansione del Rosario, anche le cappelle sono suddivise in gruppi di 5 e il percorso si snoda attraverso fontane e archi trionfali che richiamano lo stile del manierismo. In località Prima Cappella, il Centro Espositivo Mons. Pasquale Macchi raccoglie dipinti, bronzi, ceramiche e altri oggetti di pregio. le statue e gli affreschi che impreziosiscono le cappelle, realizzati dai maggiori artisti, artigiani e scultori dell’epoca, rappresentano una bella testimonianza dei risultati dell’arte sacra seicentesca nel territorio lombardo. Prima di arrivare al santuario, merita una visita la Casa Museo Pogliaghi, che si incontra dopo l’ultima cappella: una ricca collezione che annovera pitture e sculture rinascimentali e barocche, oltre a schizzi e gessi dell’artista. Il santuario di Santa Maria del Monte, luogo di pellegrinaggio, è inserito in un piccolo e caratteristico borgo che mostra ancora oggi l’originario impianto medievale. Il santuario si trova a 844 m sul livello del mare ed è raggiungibile da Varese tramite una strada carrozzabile con servizio di autobus urbani o, in alternativa, con la storica funicolare. nella cripta del santuario si ammirano reperti archeologici del XIII-XIV sec. Nel borgo merita una visita il Museo Baroffio del Sacro Monte, che espone le sue ricche collezioni di dipinti, sculture, disegni, codici, monete, mobili e ceramiche, nonché una sezione dedicata all’arte religiosa moderna.

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itinerario turistico di Varese

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Varese è anche chiamata la città giardino, grazie ai numerosi spazi verdi che punteggiano e cingono il suo territorio. L’itinerario può avere inizio dal Municipio, vale a dire il Palazzo Estense caratterizzato da uno stile barocchetto lombardo, non privo di influssi neoclassici. Alle sue spalle si apre un parco pubblico all’italiana ispirato ai giardini della residenza di Schönbrunn. Qui si trova Villa Mirabello: situata sull’omonimo colle da cui si gode una vista meravigliosa sul lago e sulle Alpi, oggi ospita le collezioni del Museo Civico Archeologico e il Museo del Risorgimento. L’itinerario prosegue nella centralissima piazza Monte Grappa, che rappresenta il punto in cui convergono le vie principali del centro storico, da via Volta a corso Matteotti, con i suoi antichi portici. La piazza è caratterizzata da un’architettura razionalista. A breve distanza da qui, ecco la chiesa di S.Giuseppe con affreschi seicenteschi. Dopo la visita si può passeggiare nei dintorni di piazza Monte Grappa, da cui si diparte il corso pedonale, corso Matteotti, che conduce fino a piazza Carducci. Sul percorso si ammirano la pregevole piazzetta del Podestà, con il bel monumento al Garibaldino, e palazzo del Pretorio poi palazzo del Podestà. Da piazza Carducci si raggiunge la basilica di S.Vittore che si caratterizza per la sua torre campanaria. Accanto si ammira il battistero di S.Giovanni Battista, monumento nazionale ed esempio di architettura romanica in città. Tornando al corso, a pochi passi verso il termine di Piazza Carducci, ecco il Chiostro di S.Antonio: è costituito da un porticato con colonne binate in cui sono ancora visibili tracce di affreschi coevi. Ci si muove poi alla volta  delle castellanze, che ospitano splendide ville e residenze nobiliari. Tra queste, in località Casbeno, merita una citazione villa Recalcati, che oggi ospita la Provincia di Varese e la Prefettura. Altro edificio di pregio è villa Toeplitz, sede del Centro Studi dell’Università dell’Insubria, in località Sant’Ambrogio, ai piedi del Sacro Monte. Il parco pubblico in stile eclettico ospita nella dépendence della villa il Museo etnografico Castiglioni. Un altro complesso architettonico di grande rilievo è costituito dal Castello di Masnago. oggi ha l’aspetto di un’elegante residenza signorile, anche se era stato concepito come struttura difensiva. La sala degli Svaghi e quella dei Vizi e delle Virtù sono impreziosite da pregevoli cicli di affreschi riconducibili al gotico internazionale. Nel complesso ha sede il Civico Museo D’Arte moderna e contemporanea. Poco distante si trova Villa Baragiola, con un pregevole giardino all’inglese. Consigliata anche una visita al parco delle ville Ponti, a Biumo Superiore. Il complesso architettonico, ospita un centro congressuale proprietà della Camera di Commercio di Varese. Accanto a queste si ammira villa Menafoglio Litta Panza, il cui parco di oltre 3 ettari ospita un giardino all’italiana e alcune aree sistemate all’inglese. Nei saloni e nelle scuderie è esposta la collezione d’arte contemporanea della famiglia Panza, che comprende alcune installazioni. Ospita mostre d’arte di rilievo internazionale. Merita una menzione anche il parco di villa Augusta, in località Giubiano.

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giardini da vedere in lombardia (parte 2)

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Vi illustro tutti i giardini della lombardia da vedere.

Giardino alpino di Pietra Corva (Romagnese)

L’Orto Botanico Alpino di Pietra Corva, situato nel cuore del sito di importanza comunitaria Sassi Neri – Pietra Corva è oggi il giardino, la cui gestione è affidata alla Provincia di Pavia, ospita più di 1200 specie, organizzate a seconda della provenienza geografica e dell’ambiente di appartenenza. Qui si svolgono visite guidate, laboratori, incontri a scopo didattico – divulgativo nonché corsi e lezioni sulle finalità di un orto botanico. L’orto botanico è inoltre dotato di una foresteria e di un centro visita nel quale vengono illustrate le caratteristiche del territorio e delle specie floristiche che vi si possono trovare nell’Orto.

Orto Botanico di Pavia (Pavia)

L’Orto Botanico dell’Università di Pavia, che si estende su una superficie coltivabile di circa 2 ettari, ospita una tale ricchezza di specie da costituire una visita di grande interesse anche per il pubblico non particolarmente informato in materia. Difficile descrivere l’intera collezione e ciò che si prova alla vista degli splendidi esemplari esotici e autoctoni, tuttavia ecco cosa non bisogna assolutamente perdere: la serra delle orchidee, che attualmente ospita specie provenienti dai continenti  americano e asiatico; la serra tropicale Tomaselli, che raccoglie esemplari meravigliosi, vere e proprie esplosioni di colore e di profumo. Durante la visita dell’Orto Botanico non può mancare, infine, il gigantesco platano secolare piantato nel periodo della fondazione dell’Orto Botanico, la cui età quindi si attesta oggi intorno ai due secoli e mezzo.

Giardino botanico alpino Rezia (Bormio)

L’Orto botanico alpino Rezia è il più recente giardino botanico italiano. Si trova a nord di Bormio, poco lontano dal Parco Naturale dello Stelvio, a un’altitudine di 1.500 metri sul livello del mare, ai piedi del monte Reit. Organizzato us una superficie di quasi 15.000 metri quadrati, al suo interno ospita più di 2.500 specie vegetali, suddivise in 4 macro aree di appartenenza: la flora del Parco Naturale dello Stelvio, gli esemplari alpini delle zone europee ed extraeuropee, e le specie artiche e antartiche. Oltre che dagli specialisti del settore, il giardino botanico è molto frequentato dagli appassionati di fotografia e da famiglie con bambini al seguito, che hanno così la straordinaria possibilità di avvicinarsi alle meraviglie del mondo naturale e imparare a rispettare l’ambiente. La struttura è inoltre un’accreditata fonte di divulgazione scientifica e un valido sussidio per le scuole; le viene inoltre riconosciuto il merito di condurre una preziosa azione di raccolta, protezione e riproduzione delle specie rare.

Giardini di Palazzo Estense (Varese)

Il giardino si estende alle spalle dell’edificio, venne organizzato all’italiana e alla francese, ispirandosi al parco della residenza reale di Schönbrunn. Caratteristica principale dei giardini è il parterre, scandito da aiuole fiorite e da piante a basso fusto, nel quale trova posto la grande fontana centrale. Oggi l’area è un parco pubblico, direttamente collegato ai giardini di Villa Mirabello, e attira quotidianamente centinaia di visitatori che ne affollano i vialetti per godere pienamente di una tale bellezza.

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strada dei sapori delle Valli Varesine

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La strada dei sapori delle Valli Varesine interessa l’intera porzione montana della provincia di Varese, andando a toccare territori della Valceresio, Valcuvia, Valganna, Valmarchirolo e Valli del Lunense. La strada è connotata da una ricchezza articolata di beni tale che risulta difficile descriverla in maniera sintetica. La risorsa principale del territorio è il paesaggio, costituito tappa presenza dei beni naturali, dall’acqua, dal verde delle valli e dallo sfondo delle cime innevate delle Alpi, oltre che da un patrimonio architettonico notevole nei nuclei abitati dall’uomo. Da visitare i borghi storici rivieraschi e i relativi lungolaghi, porti e darsene (Laveno Mombello, Luino, Maccagno, Gavirate, Lavena Ponte Tresa, Porto Val Travaglia, ecc..); i nuclei abitati dell’entroterra (ad esempio, il paese dipinto di Arcumeggia); le opere di fortificazione (Torre Imperiale di Maccagno, Rocca di Angera); il parco Campo dei Fiori; le fortificazioni della Linea Cadorna; gli insediamenti produttivi sorti in relazione alla presenza di acqua (Maglio di Ghirla, Mulini di Piero a Curiglia); il sistema delle ville nobiliari (Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno); i musei (Museo Internazionale Design Ceramico di Laveno Mombello, Museo Floriano Bodini a Gemonio); i numerosissimi santuari, oratori e chiese (Pieve di Arcuaste, Badia di San Gemolo). La strada, in parte percorribile su pista ciclabile, offre anche l’opportunità di usare la funivia Sasso del Ferro di laveno, per godere di un’impagabile vista di tutti i laghi della provincia, e la funivia Monteviasco, per scoprire un caratteristico paesino della Val Veddasca.