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giardini da vedere in lombardia (parte 2)

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Vi illustro tutti i giardini della lombardia da vedere.

Giardino alpino di Pietra Corva (Romagnese)

L’Orto Botanico Alpino di Pietra Corva, situato nel cuore del sito di importanza comunitaria Sassi Neri – Pietra Corva è oggi il giardino, la cui gestione è affidata alla Provincia di Pavia, ospita più di 1200 specie, organizzate a seconda della provenienza geografica e dell’ambiente di appartenenza. Qui si svolgono visite guidate, laboratori, incontri a scopo didattico – divulgativo nonché corsi e lezioni sulle finalità di un orto botanico. L’orto botanico è inoltre dotato di una foresteria e di un centro visita nel quale vengono illustrate le caratteristiche del territorio e delle specie floristiche che vi si possono trovare nell’Orto.

Orto Botanico di Pavia (Pavia)

L’Orto Botanico dell’Università di Pavia, che si estende su una superficie coltivabile di circa 2 ettari, ospita una tale ricchezza di specie da costituire una visita di grande interesse anche per il pubblico non particolarmente informato in materia. Difficile descrivere l’intera collezione e ciò che si prova alla vista degli splendidi esemplari esotici e autoctoni, tuttavia ecco cosa non bisogna assolutamente perdere: la serra delle orchidee, che attualmente ospita specie provenienti dai continenti  americano e asiatico; la serra tropicale Tomaselli, che raccoglie esemplari meravigliosi, vere e proprie esplosioni di colore e di profumo. Durante la visita dell’Orto Botanico non può mancare, infine, il gigantesco platano secolare piantato nel periodo della fondazione dell’Orto Botanico, la cui età quindi si attesta oggi intorno ai due secoli e mezzo.

Giardino botanico alpino Rezia (Bormio)

L’Orto botanico alpino Rezia è il più recente giardino botanico italiano. Si trova a nord di Bormio, poco lontano dal Parco Naturale dello Stelvio, a un’altitudine di 1.500 metri sul livello del mare, ai piedi del monte Reit. Organizzato us una superficie di quasi 15.000 metri quadrati, al suo interno ospita più di 2.500 specie vegetali, suddivise in 4 macro aree di appartenenza: la flora del Parco Naturale dello Stelvio, gli esemplari alpini delle zone europee ed extraeuropee, e le specie artiche e antartiche. Oltre che dagli specialisti del settore, il giardino botanico è molto frequentato dagli appassionati di fotografia e da famiglie con bambini al seguito, che hanno così la straordinaria possibilità di avvicinarsi alle meraviglie del mondo naturale e imparare a rispettare l’ambiente. La struttura è inoltre un’accreditata fonte di divulgazione scientifica e un valido sussidio per le scuole; le viene inoltre riconosciuto il merito di condurre una preziosa azione di raccolta, protezione e riproduzione delle specie rare.

Giardini di Palazzo Estense (Varese)

Il giardino si estende alle spalle dell’edificio, venne organizzato all’italiana e alla francese, ispirandosi al parco della residenza reale di Schönbrunn. Caratteristica principale dei giardini è il parterre, scandito da aiuole fiorite e da piante a basso fusto, nel quale trova posto la grande fontana centrale. Oggi l’area è un parco pubblico, direttamente collegato ai giardini di Villa Mirabello, e attira quotidianamente centinaia di visitatori che ne affollano i vialetti per godere pienamente di una tale bellezza.

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strada dei sapori delle Valli Varesine

laghi lombardi

La strada dei sapori delle Valli Varesine interessa l’intera porzione montana della provincia di Varese, andando a toccare territori della Valceresio, Valcuvia, Valganna, Valmarchirolo e Valli del Lunense. La strada è connotata da una ricchezza articolata di beni tale che risulta difficile descriverla in maniera sintetica. La risorsa principale del territorio è il paesaggio, costituito tappa presenza dei beni naturali, dall’acqua, dal verde delle valli e dallo sfondo delle cime innevate delle Alpi, oltre che da un patrimonio architettonico notevole nei nuclei abitati dall’uomo. Da visitare i borghi storici rivieraschi e i relativi lungolaghi, porti e darsene (Laveno Mombello, Luino, Maccagno, Gavirate, Lavena Ponte Tresa, Porto Val Travaglia, ecc..); i nuclei abitati dell’entroterra (ad esempio, il paese dipinto di Arcumeggia); le opere di fortificazione (Torre Imperiale di Maccagno, Rocca di Angera); il parco Campo dei Fiori; le fortificazioni della Linea Cadorna; gli insediamenti produttivi sorti in relazione alla presenza di acqua (Maglio di Ghirla, Mulini di Piero a Curiglia); il sistema delle ville nobiliari (Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno); i musei (Museo Internazionale Design Ceramico di Laveno Mombello, Museo Floriano Bodini a Gemonio); i numerosissimi santuari, oratori e chiese (Pieve di Arcuaste, Badia di San Gemolo). La strada, in parte percorribile su pista ciclabile, offre anche l’opportunità di usare la funivia Sasso del Ferro di laveno, per godere di un’impagabile vista di tutti i laghi della provincia, e la funivia Monteviasco, per scoprire un caratteristico paesino della Val Veddasca.