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dove andare in valle orobia e Val Seriana

La Val di Scalve è la più isolata  delle vallate orobiche. Si raggiunge infatti solo scavalcando il passo della Presolana dopo aver risalito la Valseriana. Ma proprio la distanza la pone al riparo dalle frotte di sportivi della domenica e permette di godere in tutta tranquillità altre piacevoli escursioni. Ad esempio, i ruderi della Diga del Gleno, ricordano la tragedia della morte di tantissime persone quando crollò. Oggi però introducono a un romantico pianoro meta dei ciaspolatori, che qui arrivano in poco più di un’ora da Pianezza di Vilminore di Scalve. La meravigliosa conca dei Campelli si raggiunge invece da Schilpario, storico regno dello sci nordico nelle Orobie. Se ci si accontenta di inebriarsi del panorama regalato dal gruppo del Cimon della Bargozza, che cinge questo angolo di paradiso, sono sufficienti le ciaspole, visto che ci si muove lungo una strada sterrata. Altrimenti si calzano gli sci e si risale al Monte Gardena, che si raggiunge in meno di 3 ore e senza difficoltà tecniche.

DISCESE NOTTURNE

Altrettanto appassionante  è l’Alta Valseriana con il suo articolato sistema di vallette laterali. Le piste da discesa della skiarea presolana Monte Pora sono in massima parte rosse e blu, quindi alla portata di tutti. Il venerdì sera, la facie pista Termen viene illuminata dino alle 22, un orario perfetto per scaldare i muscoli in vista del weekend. Ma ancora una volta è lo scialpinismo a farla da padrone. Un’escursione lunga, ma non difficile, porta da Valzurio alla vetta del Monte Ferrante. La prima parte è percorribile anche con le ciaspole lungo una strada agropastorale tra i faggi che arriva alle baite del Möschel. Superate le baite del Möschel l’itinerario diventa più impegnativo e raggiunge dapprima la vetta del Monte Ferrantino, in prossimità degli impianti di Colere. Da qui si effettua il balzo finale fino alla meta, alla quale si accede dopo aver tolto gli sci per gli ultimi metri. Facile e molto frequentata è la salita che in 3 ore porta da Oneta alla Cima di Grem, passando accanto a numerosi alpeggi e a miniere abbandonate di piombo e zinco. Non presenta difficoltà tecniche di particolare  rilievo neppure l’escursione da Valcanale alla Corna Piana, che percorre in parte piste da sci abbandonate prima di affrontare uno scenografico vallone circondato da alte pareti di roccia. Gli atleti dello skialp prediligono per i loro allenamenti l’ascesa al Monte Timogno da Spiazzi di Gromo. A loro è riservato un itinerario che risale nel bosco fino al Rifugio Vodala e 3 sere la settimana è anche possibile percorrere le piste da sci fino alle 23. Dal rifugio la vetta è sempre in vista e la si raggiunge lungo un facile pendio. In ogni caso bastano meno di 3 ore per effettuare l’intero percorso dal parcheggio, mentre chi preferisce godersi il panorama senza troppa fatica inizia l’ascesa dalla stazione a monte della seggiovia e arriva in vetta in 1 ora.

SAPORI VERI DI MONTAGNA

Si torna in pista al Colle di Zambla, che mette in comunicazione i bacini della Val Brembana e della Val Seriana, e da dove partono i tracciati di fondo: 16 km dosegnati nella conca dell’Alben fino al Pian della Palla. È anche, il luogo giusto per una ciaspolata panoramica che conduce alle baite di Zambla Alta con un percorso di 5 km quasi interamente su strade interpoderali. Vale la pena di spingersi in Alta Val Brembana, poi, per affrontare altri itinerari scialpinistici di grande soddisfazione. Come l’escursione che va da Roncobello alle baite di Mezzeno. La via di ascesa è di 5 km, in mezzo ai larici, fino alla vasta conca di destinazione: qui la foresta si dirada e lo sguardo è catturato dai versanti settentrionali del Monte Menna e del Corno Branchino. Ci si può fermare alle baite e rilassarsi al sole, oppure proseguire verso i passi di Marogella o di Mezzeno, opzioni però riservate agli esperti. C’è anche un anello bianco che parte da Foppolo e inizia con l’agevole salita che conduce al passo di Dordona. Da qui si getta lungo i pendii della Val Madre per una delle più entusiasmanti discese orobiche. Si risale quindi la Val Cervia fino al colle da cui si raggiungono, dopo un’altra divertente discesa, il Lago Moro, il Rifugio Montebello e le piste da sci di Foppolo. Con i suoi 30 km di tracciati questa è la principale località sciistica della valle e il cuore del sistema Bremboski, che include anche le piste di Carona e di San Simone. I collezionisti di nere non possono lasciarsi sfuggire la pista Cappelletta, 2.200 m di adrenalina pura che dalla vetta del Monte Valgussera arriva fino alla conca di Carisole, con pendenze anche del 50-60%. Mentre a San Pellegrino QC Terme ha ulteriormente ampliato il suo tempio del benessere, aprendo nuovi spazi accanto all’antico Casinò. Perché le Orobie non sono soltanto belle, ma aiutano i loro frequentatori a diventarlo.

 

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