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Bô Noël di Losanna e Montreux

natale in svizzera

Profumo di biscotti e vin brulé, vicoli illuminati a festa,  candele accese, mercatini che colmano le strade e il lungolago. Nella Regione del Lago di Ginevra il periodo che precede il Natale è colmo di magia. A Losanna, dall’ultima settimana di novembre a fine dicembre, Bô Noël anima il centro, le aree collinari e il lungolago. Sulle bancarelle di Place Saint-François, Place Pépinet, Place de l’Europe e sotto gli Archi del Grande Ponte, gli stand propongono manufatti artigianali, abiti di stilisti, oggetti di design. Il programma prevede anche animazioni per grandi e piccini, incontri con viticoltori e produttori locali e le immancabili tentazioni gourmet, con i prodotti del territorio innaffiati dalle birre e dai vini del cantone. Degni di nota, e di ammirazione, il presepe davanti alla Cattedrale e l’albero di Natale in Place de la Palud. Con Bô Noël va in scena anche lausanne Lumières, che illumina vie e piazze con le opere luminose di una quindicina di artisti contemporanei. A esse si aggiungono le creazioni di giovani artisti del Cantone di Vaud a cui è riservato Next, concorso che costituisce la sezione “off” del Festival. Si possono ammirare seguendo i tour guidati dei giovedì sera che prevedono anche aperitivo e degustazione finale. Grandi festeggiamenti prenatalizi anche a Montreux, dove si allestisce uno dei più grandi mercatini della Svizzera, con 160 chalet lungolago e tante scenografie. Nel villaggio dei taglialegna, ecco i banchetti gastronomici dove gustare la tipica salsiccia con la fonduta, mentre al Centro Congressi 2m2c l’appuntamento è con gli artigiani e i banchetti dell’usato. Piace ai bambini, ma anche ai patiti di storia, il castello di Chillon, dove si ritorna al Medioevo, con i mercatini dell’epoca e i personaggi in costume. Babbo Natale attende invece i più piccoli nella sua casa: è in una grotta a Rochers-de-Naye, splendido belvedere montano a 2.042 metri, raggiungibile con il treno a cremagliera da Montreux. Con lezioni di trucco e tante foto. per la gioia di tutta la famiglia.

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il cantone di vaud in inverno

svizzera

L’architettura innovativa in alta quota ritorna a leysin, grazioso borgo di chalet dominato dalla Berneuse. Sulla vetta, a 2.048 metri, spicca il Kuklos, costruzione di vetro che riproduce la forma delle montagne vicine, la Tour d’Aï e la Tour de Mayen. Come indica il nome, ospita un ristorante girevole. Lo spettacolo al di là delle vetrate è grandioso: a sinistra, accanto ai Dents du Midi, s innalza il Monte Bianco, a destra Les Diablets, il Cervino, fra il Col du Pillon e il Col des Mosses si scorge l’Eiger, mentre in fondo ecco il Lago di Ginevra. La particolarità del comprensorio è il Tobogganing Park, dove adulti e bambini si divertono scivolando su grandi camere ad aria, tra gobbe e curvoni, su 12 piste tracciate dall’elvetico Silvio Giobellina, bronzo olimpico nel bob a quattro a Sarajevo. natura e tradizioni distinguono invece l’area dei Pays-d’Enhaut. Con un ambiente protetto dal Parco Regionale, i tipici chalet in legno, il formaggio Etivaz AOP e l’arte del ritaglio, la zona è una vera gemma alpina. Il paese principale è Château-d’Oex, meta nei mesi invernali dei vagoni Belle Époque della linea GoldenPass che sale da Montreux. Sono dedicati al formaggio, con il pranzo allo Chalet, dove si assiste alla produzione artigianale del latticino su fuoco a legna, e le visite al Musée du Bieux Pays-d’Enhaut, consacrato all’arte del ritaglio su carta, e all’Espace Ballon, con l’esposizione di mongolfiere a ricordare che ogni anno, a gennaio, qui si tiene un festival internazionale che attira in cielo migliaia di palloni colorati. Si viva  un inverno da Grande Nord invece nella Vallée de Joux, morbido altipiano nel cuore dei Giura vodesi. Attraversata dai grandi freddi, la natura si mette l’abito bianco creando 220 km per il fondo, 44 km di piste per la discesa, altrettanti per le escursioni con le racchette da neve. Con le temperature più rigide il lago di Joux si ghiaccia, trasformandosi nella più estesa pista di pattinaggio d’Europa.

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cantone di vaud emozioni su due ruote

lago di ginevra

Altrettanto appassionanti sono le escursioni in bicicletta: si snodano in tutto il cantone di Vaud, inanellando grandi paesaggi. I vigneti di La Côte e quelli, Patrimonio Unesco, del Lavaux sono i protagonisti di alcune tappe del Tour del Lago di Ginevra: un itinerario tra Fancia e Svizzera che attraversa luoghi di straordinaria bellezza, tra l’acqua e le montagne. Dopo Nyon, dove si può iniziare tra i filari di La Côte, ecco Prangins, con il castello sede del museo nazionale Svizzero, e i vasti vigneti, interrotti da borghi affascinanti. Come Rolle, con la Grand Rue e il castello medioevale lambito dall’acqua, e Morges, con il Parco dell’Indipendenza, il porticciolo, il castello. Dopo Losanna, ecco i pendii irti e impegnativi dei vigneti terrazzati del Lavaux. In discesa si tocca Vevey, per proseguire verso Montreux e il romantico castello di Chillon, su un isolotto. Dopo Villeneuve, ecco la sorpresa di les Grangettes, una delle tre riserve lacustri del cantone: protegge la zona umida del delta del Rodano. i canneti, i boschi golenali e gli ampi cariceti creano un importante sito di sosta e svernamento per gli uccelli migratori. Il territorio è toccato anche da una parte dei grandi itinerari svizzeri, come il Percorso del Giura, fino a Nyon. A Sainte-Croix, prima di partire è d’obbligo fare una puntata al Museo dei Carillon e degli Automi CIMA, dedicato alla tradizione che ha reso famosa la località, posta su una terrazza soleggiata nel cuore del Giura: la produzione artigianale di Carillon e automi musicali, fiorente nell’Ottocento e tuttora continuata da aziende storiche. In sella si va verso L’Auberson, dove una deviazione porta a un’esposizione simile: il museo Baud, creato da una famiglia di imprenditori attiva da tre generazioni nel campo degli oggetti musicali. Dopo la salita al Col de l’Aiguillon, ai piedi delle Aiguilles de Baulmes, ecco la discesa verso Vallorbe, in un fondovalle tra le alture del Dent du Vaulion a sud e del Mont d’Or a nord. Qui si impone una deviazione alla Grotte, spettacolare antro di stalattiti e stalagmiti con il Tesoro delle fate, collezione di minerali da tutto il mondo. Si pedala in una natura intatta, protetta dal Parco del Giura vodese: è quella della Vallée de Joux, altopiano adagiato tra il Dent du Vaulion e il Mont Tendre, da un lato, e la catena del Risoud dall’altro. A dominare il paesaggio è il Lac de Joux, luccicante tra i pascoli fioriti, fino a Le Sentier e le Brassus, roccaforti dell’arte orologiera svizzera da tre secoli. Dopo la salita al Col du Marchairuz, sotto al Mont Tendre, che con 1.679 metri è la vetta più alta del Giura svizzero, si prosegue tra prati fioriti e ampie aree boschive, mentre le curve regalano scorci grandiosi sul lago di Ginevra, giù in basso, e le Alpi della Savoia al di là dell’acqua. Il paesaggio cambia con la discesa verso il lago, quando a Duiller ritornano i filari di viti della Côte, fino a Nyon.