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sport acquatici nel cantone di vaud

svizzera

Con 831 chilometri quadrati coperti dai laghi, dal più grande, quello di Ginevra, al piccolo specchio di Joux, passando per quello di Neuchâtel e di Morat, il cantone di Vaud ha anche un animo blu. Mentre ci si rilassa a bordo delle navi d’epoca della CGN, il territorio accoglie gli amanti degli sport acquatici. Oltre a vela e windsurf si praticano anche canoa, sci d’acqua e il nuovo SUP, lo Stand Up Paddle: si pagaia in piedi sulla tavola da surf. Sui numerosi torrenti si prova invece l’emozione del rafting. per esempio, nelle gole selvagge di Vanel e di Gérignoz, vicino a Château d’Oex, se scende per cinque chilometri lungo uno dei più bei percorsi svizzeri. Un’avventura indimenticabile.

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cantone di vaud in mountain bike

cantone di vaud

Nel Cantone di Vaud si pensa anche agli appassionati di mountain bike, con numerosi itinerari per il downhil, freeride, all mountain. A iniziare dal percorso circolare che si snoda lungo il corso del fiume Sarine nella valle del Pays-d’Enhaut: una trentina di chilometri tra asfalto e sentieri. Anzi, già prima della partenza c’è una deviazione per il Musée du Vieux Pays dEnhaut, dedicato alla delicata arte del ritaglio su carta. Espone veri merletti realizzati con le forbici, che da secoli ritraggono scene di vita alpestre. Sulle ruote si parte poi tra i boschi alla volta di Rossinière, caratteristico villaggio di baite di legno tra cui spicca il Grand Chalet, dimora del pittore Balthus. Si costeggia il Lac du Vernex, idilliaco laghetto creato dallo sbarramento del fiume Sarine, e il fondovalle, ritornando verso Château d’Oex. Dopo il villaggio di Gérignoz, ecco Rougemont, tra i boschi di abeti su cui svettano le imponenti pareti calcaree del Rubli. Il paese è la quintessenza del pittoresco, con chalet in legno adornati da cascate di fiori e decorati con incisioni e pitture. Gli appassionati di mountain bike trovano percorsi appassionanti anche nel paesaggio incantato della Vallée de Joux. Come il Grand Risound Bike, itinerario circolare di una trentina di chilometri, di cui 12 in single trail che parte da Le Sentier, tocca i borghi della valle e attraversa la foresta del Risoud, una delle più grandi d’Europa. Un tour particolare, immerso in una solitudine rara nel Vecchio Continente. Si pedala con leggeri saliscendi lungo le rive del lago verso La Rocheray e Esserts-deRive, per proseguire tra i pascoli fino a Le Lieu. Il percorso continua tra i boschi del crinale che sovrasta il lago per poi scendere a Les Charbonnières, culla del Vacherin Mont d’Or. Il formaggio, prodotto esclusivamente in estate a un ottimo Gruvyère, da gustare nella tappa successiva. Non appena si inizia la la salita in direzione Petit Risoud, ecco la zona selvaggia attraversata solo dal sentiero forestale. Si pedala lungo il confine con la Francia su un appassionante single trail, superando numerose piccole capanne in legno. Intorno si stende la foresta di Risoud, popolata da un’infinità di abeti rossi, tra cui i rari alberi di risonanza ricercati dai liutai di tutto il mondo. Si ritorna alla civiltà dopo le capanne Marocaine e Turque, per arrivare di nuovo al villaggio di Le Sentier. Dopo lo sport, il gusto: con il lavarello, l’altra specialità della valle. Anche nella Regione del lago di Ginevra spopolano le e-bike. Piacevoli sulle ciclabili, perché rendono agevoli anche gli spostamenti più lunghi, le biciclette elettriche conoscono un autentico boom nella versione da montagna, grazie all’aiutino che rende accessibili escursioni prima possibili solo ai più esperti e allenati. Come l’Alpes de la Région du Léman Bike, itinerario di 105 km in due tappe che si snoda sulle Alpi del cantone. Con 3.400 metri in salita e altrettanti in discesa, è un percorso arduo, ricompensato però da una natura incontaminata fatta di pascoli alti, boschi solitari, ghiacciai imponenti e laghi cristallini. Si parte dal villaggio vitivolo di Aigle, sede dell’Associazione Internazionale del Ciclismo, per salire nel bosco verso Panex, Leysin, Col des Mosses. La tappa termina a Les Diablerets, ai piedi dell’omonimo massiccio e del ghiacciaio. Lungo un sentiero variegato e panoramico si giunge al Lac del Chavonnes, lago montano color blu scuro, e poi al la Noir e al Lac de Brataye. Sono i tre laghi del Col de Bretaye, sopra Villars, il punto più alto del percorso (1.805 metri), da cui si scende rapidamente nella valle del Rodano.

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cantone di vaud emozioni su due ruote

lago di ginevra

Altrettanto appassionanti sono le escursioni in bicicletta: si snodano in tutto il cantone di Vaud, inanellando grandi paesaggi. I vigneti di La Côte e quelli, Patrimonio Unesco, del Lavaux sono i protagonisti di alcune tappe del Tour del Lago di Ginevra: un itinerario tra Fancia e Svizzera che attraversa luoghi di straordinaria bellezza, tra l’acqua e le montagne. Dopo Nyon, dove si può iniziare tra i filari di La Côte, ecco Prangins, con il castello sede del museo nazionale Svizzero, e i vasti vigneti, interrotti da borghi affascinanti. Come Rolle, con la Grand Rue e il castello medioevale lambito dall’acqua, e Morges, con il Parco dell’Indipendenza, il porticciolo, il castello. Dopo Losanna, ecco i pendii irti e impegnativi dei vigneti terrazzati del Lavaux. In discesa si tocca Vevey, per proseguire verso Montreux e il romantico castello di Chillon, su un isolotto. Dopo Villeneuve, ecco la sorpresa di les Grangettes, una delle tre riserve lacustri del cantone: protegge la zona umida del delta del Rodano. i canneti, i boschi golenali e gli ampi cariceti creano un importante sito di sosta e svernamento per gli uccelli migratori. Il territorio è toccato anche da una parte dei grandi itinerari svizzeri, come il Percorso del Giura, fino a Nyon. A Sainte-Croix, prima di partire è d’obbligo fare una puntata al Museo dei Carillon e degli Automi CIMA, dedicato alla tradizione che ha reso famosa la località, posta su una terrazza soleggiata nel cuore del Giura: la produzione artigianale di Carillon e automi musicali, fiorente nell’Ottocento e tuttora continuata da aziende storiche. In sella si va verso L’Auberson, dove una deviazione porta a un’esposizione simile: il museo Baud, creato da una famiglia di imprenditori attiva da tre generazioni nel campo degli oggetti musicali. Dopo la salita al Col de l’Aiguillon, ai piedi delle Aiguilles de Baulmes, ecco la discesa verso Vallorbe, in un fondovalle tra le alture del Dent du Vaulion a sud e del Mont d’Or a nord. Qui si impone una deviazione alla Grotte, spettacolare antro di stalattiti e stalagmiti con il Tesoro delle fate, collezione di minerali da tutto il mondo. Si pedala in una natura intatta, protetta dal Parco del Giura vodese: è quella della Vallée de Joux, altopiano adagiato tra il Dent du Vaulion e il Mont Tendre, da un lato, e la catena del Risoud dall’altro. A dominare il paesaggio è il Lac de Joux, luccicante tra i pascoli fioriti, fino a Le Sentier e le Brassus, roccaforti dell’arte orologiera svizzera da tre secoli. Dopo la salita al Col du Marchairuz, sotto al Mont Tendre, che con 1.679 metri è la vetta più alta del Giura svizzero, si prosegue tra prati fioriti e ampie aree boschive, mentre le curve regalano scorci grandiosi sul lago di Ginevra, giù in basso, e le Alpi della Savoia al di là dell’acqua. Il paesaggio cambia con la discesa verso il lago, quando a Duiller ritornano i filari di viti della Côte, fino a Nyon.

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itinerario montano del cantone di vaud

Le Roche-de-Naye, a 2042 metri di quota, sono una delle mete raggiungibili da Montreux, da cui parte ogni ora il treno cremagliera del GoldenPass. Un viaggio che sale per 1.600 m, tra campi villaggi, boschi. Una volta in alto, lo sguardo vola al lago di Ginevra all’infinita catena di alpi sullo sfondo: quelle del Vallese, dell’Oberland, fino alle vette francesi. Ampio anche il ventaglia di attività: si può partire in gita con tutta la famiglia tra i prati che in primavera si coprono di candidi narcisi, o scegliere  escursioni sportive se più allenati. Piace ai bambini la visita al Paradiso delle Marmotte, parco che ospita alcuni tipi di questo roditore. merita una visita anche il giardino alpino La Rambertina: istituito nel 1896, raccoglie e protegge oltre mille specie di piante e fiori di montagna, tra cui la famosa stella alpina.

Itinerari a piedi

Passeggiare tra i filari, ascoltare il silenzio dei boschi, assaggiare la specialità degli alpeggi, guardare il tramonto che incendia le rocce e i laghi: esperienze da vivere con il trekking. Nel cantone di Vaud si sperimentano su ben 3.400 km di sentieri, adatti a tutti, dalla famiglia agli escursionisti più esperti. Per otto di questi itinerari esiste una app scaricabile sullo smartphone, Vaud:Guide, che presenta i percorsi enoturistici della regione. Tra questi spicca Terrasses de Lavaux, un tracciato facile di 11 km che va da St.Saphorin a Lutry, tra i famosi vigneti Patrimonio Mondiale dell’Unesco. L’itinerario attraversa un paesaggio plasmato dall’attività umana, toccando luoghi pittoreschi: St-Saphorin, con la chiesa del XV secolo; lo Château de Glérolle, risalente all’XI secolo; l’antica Tour Marsen; il borgo medievale di Lutry. I sentieri sono raggiungibili comodamente, grazie al Train des vignes, il treno delle vigne giallo e blu che sale dalla stazione di Vevey a Puidoux-Chexbres. Anche il lago offre un punto di vista privilegiato per ammirare e raggiungere i vigneti. Facile e per tutta la famiglia è anche la Via del Sale, tra Ollon e Bex, ai piedi delle Alpi del cantone. Seguendo il percorso di un antico acquedotto in legno, si parte da Salin sur Ollon, sede della prima fonte salina scoperta in Svizzera, e in oltre 12 chilometri si attraversano boschi, prati, cascatelle e villaggi graziosi. Il sentiero termina a Bex, che vanta miniere di sale in parte trasformate in museo. Pure le Alpi invitano alla vacanza attiva con i bambini. A Villars-sur-Ollon, balcone a 1.300 metri di altezza affacciato sul Monte Bianco, con i figli si fa l’esecuzione che da Col de Bretaye scende al paese, con un percorso didattico dedicato al sistema solare. È una caccia al tesoro divertente, come altri itinerari ideati dall’ente del turismo. Nel percorso si fa volentieri tappa alla Crazy Moose, nell’edificio in pietra che ebbe funzioni militari della Maison de montagne de Bretaye. Sulla bella terrazza panoramica arrivano piatti classici come la tartare o la raclette, ma anche il wapiti, il cervo del Canada, paese in cui il proprietario ha un’altra abita. In quota si snoda pure il più impegnativo Tour des Alpes Vaudoises: 130 km suddivisi in 8 tappe, con 7.700 metri di salite e discese. Nella terza e quarta tappa si cammina nel Parco Naturale Gruyère pays-d’Enhaut, culla della produzione del Gruyère AOP e dell’Etivaz AOP, il tradizionale formaggio a pasta dura. Lo straordinario Glacier des Diablerets domina la quinta tappa: qui si incontra il suggestivo Lac Retaud, piccolo lago alpino con una vista splendida sui ghiacci. Stupiscono nelle tappe successive, le piramidi di gesso nei pressi del Col de la Croix, strutture geologiche di origine carsica nate per erosione, e il Miroir d’Argentine, sopra Solalex, parete ripida, che fu un’antica scogliera corallina, quando qui tutto era copertodall’Oceano tetide. A Les Diablerets, poi, è imperdibile la salita al Glacier 3000, il ponte sospeso peak Walk, gli slittini su rotaie dell’Alpine Coaster, le vie ferrate.