viaggi

Isola di Pemba perla della Tanzania

tanzania

Pemba è parte, insieme a Unguja e a circa altre 40 isole per lo più disabitate, dell’arcipelago di Zanzibar nell’Oceano Indiano di fronte alla Tanzania, appena sotto il kenya. Pemba è l’isola più a nord dell’arcipelago e separata dalla terraferma da un canale considerato una delle zone più pescose dell’intera Africa.

Bastano pochi passi fuori dall’aeroporto per capire perché, insieme a Mafia, Pemba sia considerata l’isola delle spezie. Il loro profumo intenso assale i turisti come una ventata inebriante, che stordisce: ai bordi delle strade, ritmate da un continuo saliscendi, tra palme, curve e banani, ogni spazio libero è rubato dai chiodi di garofano lasciati seccare al sole. Pemba a differenza di Zanzibar è più verde e movimentata con una buona rimanenza di foresta primaria equamente divisa tra foresta pluviale e di mangrovie. Giunti nel resort non resta che perdersi nelle acque cristalline, abbandonandosi nelle piscine artificiali o naturali che punteggiano costa e spiaggia bianca spesso prive di turisti. Tra le escursioni da non perdere la piccola isola di Misali; è all’interno del Parco Marino Del Canale di Pemba, la sua biodiversità è esuberante perché unisce quella della barriera corallina a quella dei pesci pelagici. L’elenco delle creature che ci vivono o transitano di li  è lungo: marlin, pesci vela, squali martello, delfini e financo balene. Dunque immersioni per tutti i gusti, per gli amanti dello snorkeling come per gli appassionati di fotografia macro sottomarina. Non ultima, la possibilità di vedere le tartarughe che si recano proprio sulla vicinissima Misali in cerca di un luogo tranquillo dove deporre e covare le uova. Spesso sono gli stessi resort a organizzare gite in barca tra le isole della riserva, alcune delle quali sembrano davvero inesplorate. L’escursione a Wesha si può fare al contrario “in solitaria”. Anche l’interno, sebbene meno scintillante, offre interessanti escursioni; nella riserva della foresta Ngezi, a 5 km a ovest di Konde, si possono effettuare diverse escursioni durante le quali si possono ammirare specie animali e vegetali endemiche dell’isola. la foresta primaria è impressionante per la maestosità degli alberi, la densità del verde che a tratti sembra addirittura inesplorabile: fra gli animali non mancano degli esemplari unici come la volpe volante di Pemba, un pipistrello fino a pochi anni fa sull’orlo dell’estinzione.

viaggi

vacanza avventurosa in Costa Rica

sud america

In Costa Rica l’ambiente è la principale risorsa. Con il 27% del territorio protetto da rigide leggi, 4 parchi nazionali, flora e fauna ricchissime e un mare davanti alle coste pescoso e pulito dove si può ammirare la barriera corallina, il Paese dell’America Centrale è ritenuto il più verde del mondo. 14 sono i vulcani, 4 dei quali ancora attivi, che spuntano dalle sue cordigliere. Ma anche spiagge da sogno, foreste pluviali e paesaggi primitivi ne fanno un’ambita meta di viaggio.

Quasi tutto il territorio del Paese centro – americano è coperto da parchi nazionali. Oltre a quello del Corcovado, anche il Manuel Antonio, l’Arenal e il Tenorio vanno scoperti nella loro singolare bellezza e originalità. A piedi e zaino in spalla, muniti di binocolo e accompagnati da una guida, ci si può avventurare all’interno dei loro perimetri attraverso le fitte vegetazioni, percorrendo sentieri impervi, paludi di mangrovie, torrenti, ballonzolanti ponti liane: escursioni lunghe, faticosa ma appaganti con in “premio”, secondo gusti e situazioni, un giaciglio in tenda, in un lussuoso lodge o negli ostelli delle stazioni biologiche. Il Parco del Corcovado si estende su un’area di 42.469 ettari coprendo gran parte della provincia di Puntarenas, tra le selvagge spiagge di Llorona e Madrigal, sul litorale del Pacifico e, verso l’interno, fino alle falde del Cerro Rincón, una rigogliosa montagna di origine vulcanica alta 745 metri. Nell’area protetta la presenza di animali riempie la giungla di colori e di un’insolita colonna sonora: pappagalli ara macao, giaguari, scimmie urlatrici, cappuccine, ragno e saimiri, cinque specie di felini endemici (tra cui il puma), iguane, i cosiddetti gufi dagli occhiali, tapiri e cinghiali pecari, e poi, vicino ai bacini d’acqua e nelle zone paludose, anche tucani e coccodrilli. Qui è stata avvistata pure la rarissima aquila arpia, una specie in via d’estinzione. Il Parco Nazionale Arenal, nella provincia di Alajuela, si sviluppa invece intorno al cono dell’omonimo vulcano ancora attivo: affascinano, soprattutto di notte, le colate rosso incandescente che ne percorrono i pendii. Il verdeggiante Parco Nazionale Manuel Antonio, vicino a Quepos, in Puntarenas, 132 km dalla capitale San José, culmina con lidi bianchissimi e selvaggi, con u mare molto amato da chi pratica lo snorkeling (vicino alla costa c’è la barriera corallina), e con 12 isolette sfiorate spesso da delfini e balene. Nella foresta, tra laghetti e cascate, si possono vedere i camaleonti e, negli acquitrini, le “rane dagli occhi rossi”. Visita d’obbligo al Cathedral Point, un promontorio di rocce coperte da tropicale verzura, per godere il panorama sulla costa, e la spettacolare spiaggia di Espadilla Sur. Infine il Parco Nazionale del Vulcano Tenorio caratterizzato dal Rio Celeste, chiamato così per lo straordinario colore azzurro elettrico delle sue acque, uno strano effetto cromatico determinato dai riflessi dei raggi del sole che illuminano il fondale roccioso, ricoperto da una sostanza bianca composta da silicio, alluminio e ossigeno. Il corso del fiume sembra un luogo fiabesco, con lagune blu, cascate bianche e geyser che spuntano inaspettatamente dal sottosuolo.

Quando andare

Il periodo migliore per un viaggio in Costa Rica è da Ottobre ad aprile quando clima e temperatura sono più miti. I cittadini italiani posso entrare nel Pese senza visto e trattenervisi per 90 giorni. Basta avere il passaporto.