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cosa vedere a Prato (parte 1)

prato

Vi descrivo in breve cosa vedere nella città di Prato.

Castello dell’imperatore

Lo splendido castello dell’imperatore si trova nel centro storico di Prato: edificato da Federico II al fine di difendere la città dalle truppe nemiche. Sotto il castello c’è un tunnel che conduce alla chiesa di Santa Maria delle Carceri dove venivano imprigionati i nemici.

Chiese

Il Duomo

Partendo dall’esterno troviamo la bellissima facciata fatta interamente di marmo di Carrara e il pulpito di Donatello dal quale il Vescovo benedice i credenti. L’interno della chiesa è in stile romano e richiama l’esterno: anch’esso è fatto con lo stesso marmo bianco e verde.

Chiesa di Santa Maria delle Carceri

È uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale toscana. Ha una pianta a croce greca sulla quale si innalzano 4 arcate che sostengono la cupola posta in alto all’interno della costruzione stessa. Alzando lo sguardo è possibile ammirare dei medaglioni contenenti ciascuno i ritratti in terracotta smaltata degli Evangelisti.

Chiesa di San Domenico

È una chiesa che vale la pena vedere in quanto si presenta decisamente diversa rispetto alle chiese che i turisti sono abituati a vedere. La prima sorpresa nasce dall’esterno, ammirando la grande facciata gotica e dall’espetto incompiuto, e continua quando si ha idea dell’antichità di questo imponente complesso. Si prova un senso di meraviglia entrando nella chiesa, in quanto ci si trova davanti ad elementi di grandissimo pregio, come il portale di marmo affiancato da arche sepolcrali gotiche, e il massiccio organo seicentesco, insieme a pregiate tele che decorano gli altari.

Chiesa di San Francesco

È una di quelle attrazioni da visitare in città in quanto riveste grande importanza non solo dal punto di vista storico e architettonico, ma anche sotto il profilo artistico perché al suo interno conserva opere d’arte di notevole rilievo. La chiesa si impone allo sguardo del visitatore già dall’esterno, soprattutto grazie alla presenza dell’elegante facciata antica a strisce bianche e verdi. Molto più sobrio si presenta, invece, l’interno, rispondendo ai principi architettonici dell’ordine francescano. L’interno è infatti ad una sola navata, con 3 cappelle quadrate sul fondo e un altare, sulla sinistra, che conserva il Monumento Sepolcrale di Gimigano Inghirami di Bernardo Rossellino. È questa la prima opera d’arte che rende la chiesa di San Francesco un importante scrigno d’arte, ma non è l’unico. Spostandosi nel chiostro, infatti, si trova un pregiato ciclo di affreschi di Niccolò di Pietro Gerini, i quali raggiungono il punto più alto nella parete di fondo con l’affresco dedicato alla Crocifissione e santi.

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cosa vedere ad Arezzo (parte 4)

arezzo

Oggi come ultimo passo vi indico i luoghi da vedere ad Arezzo.

Piazza Grande 

Detta anche Piazza Vasari, è forse una delle più scenografiche e caratteristiche piazze d’Italia. Teatro della famosissima Giostra del Saracino e, mensilmente, dell’affollata Fiera Antiquaria, presenta un’insolita composizione planimetrica. La piazza è adornata da una serie di edifici  dagli stili diversi, testimoni della straordinaria ricchezza artistico-culturale del capoluogo toscano. Tra questi spiccano l’abside della Chiesa di Santa Maria della Pieve, il Palazzo dei Tribunali, e l’adiacente Palazzo della Fraternità dei Laici.

Monumento a Francesco Petrarca (viale Bruno Buozzi)

Il monumento dedicato a Petrarca, e collocato nel centro del parco della Fortezza Medicea.

Fortezza Medicea (via Bruno Buozzi, 8)

La Fortezza Medicea di Arezzo è situata sul Colle di San Donato, dal suo parco si gode un panorama totale della città e dell’intera Valle dell’Arno, con in lontananza ben visibile il massiccio del Pratomagno. Costruita nel luogo esatto dove un tempo sorgeva un’antica cittadella medievale, la struttura della Fortezza ha una forma poligonale a cinque punte, ed è avvolta da una possente cinta muraria. Ancora oggi sono ben distinguibili due baluardi difensivi sul fianco est e 3 bastioni su quello occidentale. Nell’antichità la Fortezza Medicea era circondata anche da un ampio fossato.

Anfiteatro Romano (via Margaritone, 13)

Eretto nella prima metà del II secolo, all’epoca dell’imperatore Adriano; l’anfiteatro fu riportato alla luce nel 1915. Costruito con blocchi in arenaria, laterizi e marmi, la struttura si presenta nella classica forma ellittica, con due ordini di gradinate, e con l’asse maggiore di 121 mt e il minore di 68 mt, si ritiene che potesse contenere 8-9 mila spettatori. Oggi tra i resti è ancora visibile parte della platea, e alcuni ruderi degli ambulacri.

Teatro Petrarca (via Guido Monaco, 12)

Il teatro fu inaugurato nel 1833, con la rappresentazione di Anna Bolena. Nel 1939 venne inaugurata la sala terrena, e venne installato il sipario, raffigurante il Petrarca. Risale invece al 1835 il busto marmoreo scolpito da Benedetto Moi, collocato all’ingresso della platea.

Il Prato (viale Bruno Buozzi)

Parco cittadino più antico e suggestivo della città, il “Prato” si trova in posizione elevata tra la Cattedrale e la Fortezza medicea. A partire dall’inizio dell’Ottocento, è sede di concerti, corse di cavalli alla tonda, spettacoli aerostatici e pirotecnici.

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cosa vedere ad Arezzo (parte 3)

arezzo

Casa di Francesco Petrarca (via dell’Orto, 28)

La casa del Petrarca si trova in zona Borgo dell’Orto, anche se a dir la verità la costruzione visibile oggi venne eretta solo successivamente, nel corso del XVI secolo, sui resti dell’edificio medievale noto proprio come la casa natia del poeta. Dopo essere stata per diversi secoli una residenza privata, divenne negli anni prima sede della Questura di Arezzo e poi, nel 1926, fu restaurata e destinata ad edificio pubblico. Oggi è la sede della prestigiosa Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze, e al suo interno è custodita una ricca biblioteca che conserva alcuni volumi di pregevolissima fattura, oltre ad una splendida collezione di monete antiche.

Palazzo Badia (Piazza del Popolo, 4-8)

Ristrutturato e ampliato in epoca rinascimentale e nel corso dell’Ottocento, il palazzo presenta sulla facciata una terracotta invetriata di Andrea della Robbia. All’interno i vari locali furono modificati negli anni a seconda della funzione assunta dall’edificio. Oggi il palazzo è sede scolastica.

Palazzo del Governo (piazza Poggio del Sole, 1)

Il palazzo è costituito da 3 blocchi distinti, corrispondenti rispettivamente al fabbricato questura, a quello della prefettura ed infine al salone. Dal punto di vista architettonico, l’edificio è caratterizzato da una pianta rettangolare a andamento curvilineo, con un fronte principale a esedra.

Palazzo Della Fraternità Dei Laici (piazza Grande, 14-22)

Affittato dal 1786 al tribunale, il palazzo ha avuto diverse fasi di costruzione, partendo da quella gotica per arrivare a quella rinascimentale. la facciata fu realizzata si progetto del Vasari; mentre l’orologio fu costruito da Felice da Fossato. Di grand’interesse la lunetta del portale, decorata con la Madonna della Misericordia di Bernardo Rossellino.

Palazzo della Provincia (via Guido Monaco, 34)

Il palazzo neo-rinascimentale presenta all’esterno un fronte tripartito, coronato da un pesante cornicione, concluso da una torretta poligonale. L’interno presenta, invece, un impianto distributivo di estrema semplicità, con un atrio di ingresso su cui si aprono ai lati due saloni, mentre sul fondo una vetrata immette nel vano dello scalone marmoreo e nella zona riservata dagli uffici.

Palazzo delle Logge del Vasari (piazza grande, 14-22)

Il palazzo è caratterizzato da un lungo porticato, sotto il quale si aprono gli ingressi alle antiche botteghe. Al centro del loggiato, una breve scalinata conduce alla soprastante Piazza del Praticino.

Palazzo Fossombroni (piazza San Domenico, 18)

Di proprietà della Famiglia Fossombroni, il palazzo è il risultato dell’unione di edifici preesistenti. In  seguito la proprietà passò al Comune di Arezzo, ospitando, fino agli anni Novanta del secolo scorso, la sede dell’istituto d’arte. Oggi, invece, troviamo all’interno l’Assessorato alle politiche sociali e del sistema educativo scolastico del Comune di Arezzo.

Palazzo Lappoli (piazza grande, 37)

Dimora della famiglia Lappoli, il palazzo fu costruito su un edificio Trecentesco a ridosso di una torre. Lo slancio verticale del complesso fu ridimensionato nel Settecento, livellando la torre all’altezza del palazzo. Nel Novecento, però, il restauro le ha restituito parte dell’elevazione originale.

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cosa vedere ad arezzo (parte 2)

arezzo

Eccovi un elenco di musei da vedere ad Arezzo.

Museo archeologico statale Gaio Cilnio Mecenate (via margheritone, 10)

Situato all’interno del Monastero di San Bernardo, adiacente all’antico anfiteatro romano, il Museo Archeologico è senza dubbio il museo più importante di tutta la città di Arezzo. Il museo è intitolato a Gaio Cilnio Mecenate. Conta complessivamente 26 sale, dislocate su 2 piani differenti. Al pian terreno vengono conservati principalmente reperti risalenti al periodo romano ed estrusco, mentre al primo piano collezioni, alcune delle quali private, che raccontano usi e costumi della paleontologia, della preistoria e della numismatica. Tra i numerosi oggetti esposti all’interno del Museo Archeologico di Arezzo spiccano un prezioso cratere attico, ed un’antica anfora su cui è ritratto il ratto di Ippodamia, ed è attribuita alla scuola artistica dell’antico pittore ellenico di Meidias. Meritano una menzione comunque anche gli splendidi gioielli rinvenuti nella necropoli di Poggio del Sole.

Museo aziendale Gori e Zucchi (via fiorentina, 550)

Inaugurato il 7 marzo 1998 dall’industria orafa Uno A Erre, il museo aziendale Gori e Zucchi è il primo museo italiano di oreficeria. All’interno sono esposti vecchi macchinari, cinquecento gioielli, e tutta una serie di disegni e progetti orafi originali.

Museo Diocesano (via Ricasoli, 30-36)

Il museo ospita all’interno la collezione del Tesoro del Duomo, oltre ad opere provenienti da altre chiese della zona. All’interno è possibile ammirare oggetti d’arte sacra, dipinti e sculture di artisti locali, oggetti di oreficeria a soggetto sacro, paramenti, codici e libri preziosi. Di grand’interesse il Crocifisso ligneo policromo del sec. XIII; gli affreschi di Spinello Aretino; alcuni dipinti di Luca Signorelli e del Vasari.

Museo e casa Ivan Bruschi (via del corso, 14)

Formatosi a partire dai primi anni 60, il museo ospita l’eclettica collezione dell’antiquario aretino Ivan Bruschi. Oggi la raccolta conta circa 10.000 pezzi tra mobili, dipinti, sculture, libri, vetri, ceramiche, argenterie, gioielli, monete, arnesi e attrezzi da lavoro.

Museo e Casa Vasari (via 20 Settembre, 55)

Nel piano principale, si segnalano pareti affrescate con soggetti mitologici e ritratti dei membri della famiglia proprietaria. Nelle sale sono esposte opere cinquecentesche raccolte personalmente dal Vasari, il maggiore collezionista del Rinascimento, tra cui preziose lettere autografe di Michelangelo.

Museo Statale D’arte Medievale e Moderna (via San Lorentino, 8)

Inaugurato nel 1972, il museo custodisce opere provenienti in gran parte dalle collezioni appartenute alla Fraternità dei Laici e dalla Pinacoteca comunale di Arezzo. All’interno sono custodite sculture e frammenti di lapidi di epoca medievale; colonne, capitelli e sculture provenienti dal Duomo e da altre chiese di Arezzo; opere medievali e rinascimentali; dipinti del XVI-XX secolo. Tra i vari artisti troviamo Margaritone d’Arezzo, Dietisalvi di Spreme, Giorgio Vasari…

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cosa vedere ad Arezzo (parte 1)

toscana

Vi mostro i luoghi religiosi da vedere ad Arezzo:

Badia delle Sante Flora e Lucilla (piazza della Badia, 1-3)

Costruita nel 1278 in stile gotico. All’interno è custodito l’altare realizzato da Giorgio Vasari, e l’affresco con “San Lorenzo” di Bartolomeo della Gatta. Capolavoro di artificio barocco è la finta cupola dipinta su tela da Andrea Pozzo nel 1702, posta al di sopra dell’altare maggiore.

Basilica di San Domenico (Piazza San Domenico, 18)

Gode del privilegio di ospitare al suo interno il celebre Crocifisso Ligneo dipinto dipinto da Cimabue. Vale da sola una visita anche la gotica Cappella Dragondelli, rifinita nel XIV secolo, che presenta un altare opera di Giovanni di Francesco da Firenze e un affresco con Gesù tra i dottori della chiesa realizzato da Gregorio e Donato di Arezzo. Ci sono gli affreschi con i Santi Filippo e Giacomo Minore di Spinello Aretino. Nella chiesa è sepolto il pittore rinascimentale Niccolò Soggi.

Basilica di San Francesco (Piazza San Francesco)

Costruita alla fine del 200, in stile gotico-toscano la chiesa all’interno è decorata da alcuni affreschi realizzati da Spinello Aretino, Luca Signorelli, ma soprattutto gli affreschi della Leggenda della vera Croce di Piero della Francesca. Da qualche anno è obbligatorio prenotare per visitarli, ma vale assolutamente la pena!

Cattedrale di Santi Pietro e Donato (Piazza del Duomo)

Situato sulla sommità del colle Donato, si tratta di un chiaro esempio di edificio religioso in stile gotico. La sua struttura interna prevede 3 navate divise da dei pilastri e 5 campate sormontate da altrettante volte a crociera. Il suo patrimonio storico-artistico è davvero inestimabile. Nella Cappella della Madonna del Conforto ad esempio sono conservate alcune splendide terrecotte realizzate da Andrea e Giovanni Della Robbia, mentre nella navata di sinistra si può ammirare il celebre affresco della Maria Maddalena realizzato da Piero Della Francesca nel 1460. Nella navata di destra si trova il sepolcro di Papa Gregorio X, morto ad Arezzo nel 1276, lungo quella centrale invece spicca la tomba del Vescovo Guido Tarlati, decorata con degli splendidi rilievi marmorei attribuiti addirittura a Giotto. In chiusura, impossibile non menzionare anche le suggestive vetrate che illuminano la chiesa.

Chiesa Della SS. Annunziata (via Giuseppe Garibaldi, 160)

Edificata su progetto originario di Bartolomeo Della Gatta e successivamente completata da Antonio da Sangallo; la chiesa presenta una facciata in pietra, decorata da una lunetta, raffigurante l’annunciazione di Spinello Aretino. Inoltre, all’interno sono conservate opere del Vasari e di Pietro da Cortona.

Chiesa di San Bernardo (via Margaritone, 11-13)

Realizzata accanto al quattrocentesco monastero degli Olivetani, la chiesa fu costruita tra il 1340 e il 1375. Oggi l’edificio, un tempo ricchissimo di opere d’arte andate perdute, si presenta ad una sola navata completamente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale.. Di grand’interesse l’Annunciazione di Angelo di Lorentino d’Andrea, e il San Giovanni Battista nel deserto.

Chiesa di S’Agostino (Piazza S’Agostino, 1)

Costruita nel XIII secolo, la chiesa fu oggetto di un restauro, ad opera di Filippo Giustini, che ne dimezzò le dimensioni. All’interno sono conservate tele seicentesche di Bernardino Santini e un coro ligneo intagliato da Ludovico Paci nel 1771.

Chiesa di Santa Maria Della Pieve 

All’interno sono conservate diverse opere, tra le quali: il politico con la Vergine col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, Donato, Giovanni Battista e Matteo commissionato a Pietro Lorenzetti; il busto di San Donato; il fonte battesimale, decorato con le Storie di San Giovanni Battista di Giovanni D’Agostino.

Chiesa Di Santa Maria Delle Grazie (via santa maria delle grazie)

Costruita tra il 1435 e il 1444, su disegno di Domenico del Fattore, su un santuario pagano; la chiesa all’esterno è caratterizzata dalla presenza del portico progettato da Benedetto da Maiano nel 1490. Inoltre, all’interno degni di nota sono l’altare marmoreo di Andrea Della Robbia, decorato con l’affresco della Madonna della Misericordia di Parri di Spinello; e l’affresco con Papa Sisto IV in trono con il cardinale Gonzaga e il cardinale Piccolomini di Lorentino d’Andrea.

Chiesa Di Santa Maria In Gradi (piazza santa maria in gradi)

All’interno sono conservate diverse opere, tra le quali: una pala di Andrea della Robbia raffigurante la Madonna della Misericordia; il Sant’Andrea Zoerandro e Carlo Borromeo di Vincenzo Dandini; la Madonna Assunta tra santi di Bernardino Santini; alcune immagini raffiguranti gli apostoli, dipinte da Ulisse Ciocchi e Giovan Battista Manzolini.

 

 

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viaggio nei sapori del Tirolo

sapori del tirolo

La passione per il Tirolo passa anche dalla gola. Qui ognuno troverà ciò che più gli piace: autentiche malghe alpine, trattorie caserecce, eleganti ristoranti stellati. I piatti della tradizione tirolese hanno sempre un ruolo di primo piano, proposti in versione moderna e raffinata o semplicemente in quella originaria e autentica. I knodel (canederli): ne esistono diverse versioni con lo speck, agli spinaci o al formaggio. Gli Schlutzkrapfen/Schlipfkrapfen (mezzelune): sono ravioli con ripieno di patate serviti con burro fuso ed erba cipollina. I kiachl sono piccole frittelle da accompagnare a scelta con crauti oppure con una spolverata di zucchero a velo e marmellata di mirtilli rossi. In Tirolo anche la distillazione vanta una tradizione secolare. Più di 4.000 licenze di distillazione sono un indice significativo di quanto sia radicato sul territorio l’amore per le alte gradazioni. La birra in Tirolo viene prodotta per lo più a bassa fermentazione. Ma un gusto ancor più unico e autentico è quello della straordinaria acqua potabile del Tirolo: la si può attingere dal rubinetto o, meglio ancora, direttamente alla fonte.

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cosa vedere in Québec

canada

I più romantici si innamoreranno perdutamente dei suoi paesaggi wild, i golosi lo conoscono per il suo ghiotto nettare, lo sciroppo d’acero. Il Canada, è in particolare la provincia del Québec, Sa come fare breccia nel cuore di chiunque. Specialmente in autunno, quando la natura si tinge di colori caldi e avvolge in una sorta di abbraccio. Io vi consiglio di partire da Montreal, città cosmopolita e dall’animo green, dove non manca perfino una Petite Italie, il quartiere delle bandiere tricolori che accoglie 260.000 nostri connazionali. Nel cuore della Piccola Italia si trova il Marché Jean-Talon, grande mercato con centinaia di bancarelle di frutta, verdura, piante in vaso, erbe aromatiche e, naturalmente, il famoso sciroppo d’acero. Da non perdere, nell’arrondissement Ville Marie, la cattedrale di Maria Regina del Mondo, una sorta di riproduzione, in piccolo, della Basilica di San Pietro in Vaticano e sede dell’arcidiocesi di Montréal. Altra tappa tra arte e fede è la Basilica di Notre-Dame, vero gioiello in stile gotico, ispirata ala Sainte-Chapelle di Parigi. Entrate e lasciatevi ammaliare dall’incantevole soffitto blu notte che ha fatto da scenografia anche alle nozze di Céline Dion nel 1994. Montréal ha però anche un lato nascosto. In francese la chiamano réso, ed è appunto, una rete di gallerie riscaldate che collegano le fermate della metropolitana a negozi, ristoranti, piste di pattinaggio, alberghi e persino al Musée d’Art Contemporain, nelle cui sale si tengono anche concerti. Gli edifici in superficie e gli ambienti nel sottosuolo sono tutti connessi tra loro, un progetto incredibile nato negli anni 60, ma che mantiene una forte carica di modernità.

A tu per tu con gli orsi

Dopo le atmosfere urbane, è il momento di immergersi nelle fitte foreste di latifoglie che, in autunno, danno spettacolo con il foliage, tripudio di colori caldi che sfumano dal giallo all’arancio, passando per l’ocra e il porpora. Un incanto tutto da godere grazie alle lunghe giornate di sole e alle temperature miti. Siamo nella zona de La Mauricie National Park, una delle aree verdi più frequentate dell’est canadese, con una fitta rete di sentieri che si snoda tra alberi e specchi d’acqua, dove sguazzano i castori capaci, con abilità, metodo e pazienza di costruire dighe che rappresentano vere opere di ingegneria. Ma questo è, soprattutto, il regno degli orsi bruni, che escono allo scoperto nel tardo pomeriggio, in cerca di cibo. Impossibile non concedersi un’esperienza wildlife, come un’escursione guidata in jeep per osservarli da vicino. Per rendere indimenticabile l’incontro con questi orsi è fondamentale seguire due semplici regole: vietato parlare a voce alta e cercare di avvicinarli. la zona offre la possibilità di sorvolare il territorio del lago Sacacomie a bordo di un idrovolante. Oltre al grande bacino, ci sono più di 17.000 laghi della zona che sembrano giocare e rincorrersi tra aceri, abeti e querce. S’incastrano come tasselli di un puzzle e formano cuori azzurri circondati dal verde o da un mix di colori caldi, a seconda della stagione. Dall’alto, sembra che qualcuno abbia disteso, quasi per magia, una coperta patchwork.

Suggestioni anni 20

Nella vicina regione di Saguenay-Lac-Saint-Jean, invece, si può fare un tuffo nel passato grazie al Village historique de Val-Jalbert. Fondato nel 1901, è stato abbandonato a partire dal 1927, quando il mulino ad acqua per la produzione di polpa di legno necessaria per realizzare la carta, costruito alla base della cascata Ouiatchouan, fu chiuso. Oggi è il villaggio fantasma meglio conservato del Canada e consente un incredibile viaggio nel tempo, fino alle atmosfere autentiche degli anni 20. Ci sono ancora l’ufficio postale e la scuola, il negozio di alimentari e la chiesa, mentre alcune abitazioni sono state trasformate  in accoglienti bed and breakfast che offrono tutti i confort contemporanei, ma conservano un fascino antico. La cascata Ouiatchouan si può esplorare grazie a scale e sentieri allestiti ai suoi margini, ma vale la pena di salire con la teleferica fino alla sua sommità. Qui, uno scenografico punto panoramico con una piattaforma di vetro vi regalerà la sensazione di immergervi, letteralmente, nel cuore delle acque.

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luoghi da brivido da vedere in Italia

Ecco alcuni luoghi Italiani da esplorare per un weekend diverso.

Sacro bosco di Bomazio

Un parco magico creato nel 500 da un principe, Vicino Orsini, per amore della sua bella moglie, Giulia Farnese. Un giardino fiabesco e inquietante allo stesso tempo, popolato da creature magiche, orchi, draghi, sfingi e dove per entrare bisogna passare fra le fauci spalancate di un mascherone terrificante. Il Sacro Bosco di Bomarzo, (Viterbo) è unico: fatto non solo per stupire ma per emozionare, impressionare. Pensato forse per realizzare un grande esperimento alchemico (frasi misteriose sono incise su molte sculture) o forse  solo per stravaganza e amore del bello (e dell’insolito). Si visita tutti i giorni fino al tramonto pagando il biglietto.

La vera spada nella roccia in Toscana

La vera “Spada nella roccia“? È in Toscana. Non cercatela fra le nebbie dell’Inghilterra, lì dove la voleva la saga nordica di Artù e del Mago Merlino. L’elsa di ferro che emerge, incredibilmente, dalla pietra si può vedere nella cappella di Montesiepi, nel vecchio Eremo accanto a cui sorge l’Abbazia di San Galgano luogo ancora più enigmatico con le sue colonne che si stagliano contro il cielo, sotto a un soffitto che non esiste più. Al Santo, vissuto intorno al 1100 viene attribuita l’arma antica, lasciata per sempre al momento della conversione. Il territorio di Siena merita un weekend anche per questo.

Danzando con le streghe in Piemonte

Quella del Lago delle Streghe è una leggenda antica ambientata negli splendidi paesaggi della val d’Ossola. Una storia antica che narra di una bellissima fanciulla trascurata dal fidanzato, invaghito di un’altra donna. A chi chiese aiuto la ragazza disperata? A una strega, una di quelle donne che popolavano desideri e paure della gente, da un lato invocate, dall’altro disprezzate e perseguitate. Nell’acqua cristallina del lago la ragazza vide il viso del suo amato invecchiare fino a diventare orribile. Accanto le apparve un volto soprannaturale e bellissimo: l’uomo che avrebbe avuto unendosi alle streghe. Oltre la favola rimane l’incanto del piccolo lago dai riflessi verdissimi, meta privilegiata dagli escursionisti all’interno del Parco Naturale dell’Alpe Veglia. 

Nel maniero misterioso in Sicilia

Molti l’associano al celebre sceneggiato degli anni 70 e alla più recente fiction con Vittoria Puccini ma la storia della bella Laura Lanza di Trabia e della sua tragica morte è vera. Laura, affascinante nobildonna, fu uccisa insieme al suo amante nella sua stanza del Castello di Carini, vicino a Palermo, nel 1563. A pugnalarla il suo stesso padre, che così voleva riscattare l’onore offeso. Da allora la leggenda popolare vuole che il suo spirito inquieto popoli il maniero e che l’impronta della sua mano insanguinata continui a riapparire sul muro della camera. Il castello arabo-normanno, dalle linee eleganti e slanciate, è anche un’opera d’arte, ed è aperto alle visite. Da vedere lo splendido soffitto ligneo affrescato del grande salone da dove si accedeva alla stanza della baronessa e un’originale cappelletta ad effetto trompe-l’oeil.

Cercando il “monachicco” in Basilicata

All’apparenza è un bimbetto di 6 anni o poco più, con uno strano cappellino rosso, sorridente e simpatico. In realtà è il Monachicco, un astuto e bizzoso spiritello che si diverte a tormentare gli umani con piccoli scherzi o a coinvolgerli in strane e spaventose cacce al tesoro. Di questo curioso personaggio della tradizione lucana ha parlato Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli ma la storia è antichissima. Del resto Matera con le sue case-grotta e i suoi paesaggi lunari si presta a fantasticare.

consigli di salute

come eliminare l’emicrania

emicrania

Il freddo invernale e la presenza di forme croniche di sinusite provocano un particolare tipo di emicrania che si presenta con un dolore che interessa tutta la testa, con ripercussioni anche sulle orecchie e sugli occhi. L’olio di eucalipto agisce subito. ne basta una goccia mischiata a pochissimo zucchero di canna da sciogliere sulla lingua. Assumere fino a 5 volte al giorno. In caso di improvvisi colpi di freddo si può mettere una goccia per ogni narice, inalando l’essenza, oppure massaggiarne una goccia.

consigli di salute

stop alla bronchite con la tintura di eucalipto

rimedio per la bronchite

La bronchite è uno dei disturbi più seri che possono colpire l’apparato respiratorio e quello con maggiori ricadute, perché l’infiammazione dei bronchi provoca un generale stato di allerta del sistema immunitario, che diventa ipersensibile all’attacco dei virus. Per diminuire i disturbi provocati dalla bronchite, molto utile è la tintura madre di eucalipto, che oltre a disinfettare le vie respiratorie, lenisce i bronchi e stimola il sistema immunitario, favorendo la guarigione. Può essere associata anche ai comuni farmaci antifebbrili. Se ne prendono 30 gocce in mezzo bicchiere d’acqua, prima dei 3 pasti principali, sino alla guarigione.