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i castelli del parco san bartolo

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Situato tra i comuni di Pesaro e Gabicce mare, il territorio del Parco San Bartolo si erge lungo i suoi 12 km di costa alta che, dalle massime quote delle sue verdi colline, si tuffa con spettacolari salti nell’azzurro intenso dell’Adriatico.

FIORENZUOLA DI FOCARA

Piccola perla della costa adriatica, Fiorenzuola, dai suoi 187 m di altitudine è una vera terrazza che si affaccia sul mare e offre ai visitatori una panoramica di rara bellezza. L’antico castello di origine medioevale conserva ancora oggi parte delle possenti mura per la sua posizione strategica fu a lungo conteso dai Comuni di Pesaro e Rimini.

L’ANTICA CHIESA DI SANT’ANDREA

Tra gli importanti segni che restano a testimonianza della millenaria storia di Fiorenzuola, un cenno a parte va dedicato alla Chiesa di Sant’Andrea, di cui oggi sopravvive solo il suggestivo campanile con l’orologio che rintocca il passare delle ore. Sorretta da possenti mura “a 7 teste”, sembra che originariamente sia stata adibita a sala d’armi, a fortino o comunque a luogo di difesa.

CASTELDIMEZZO

È stato il più importante dei castelli di Focara che si affacciano sul mare. Il castello possedeva mura forti e solide, e a picco sul mare si ergeva un’imponente rocca poi precipitata. Sul suo bastione più alto sventolava il gonfalone con lo stemma comunale, costituito da 3 rocchette e dalla scritta “sum Ferens Pondera Cuius Hoc Opus Factum Fuit”.

CASTELLO DI GABICCE MONTE

Un’idea di quello che è stato il castello di Gabicce Monte si ricava osservando i bellissimi acquerelli di Francesco Mingucci e del Liverani. Oggi, ad eccezione della Chiesa di Sant’Ermete, sono poche le tracce lasciate dalla fortezza, anche se fino all’ultima guerra erano ancora visibili alcuni resti delle mura, la porta su cui troneggiava un piccolo campanile e un nucleo antico di case dalle viuzze strette e tortuose, che rappresentavano una modesta difesa contro l’implacabile forza dei venti di bora.

CHIESA DI SANT’ERMETE

Un piccolo patrimonio dell’antichità, unica testimone della fortezza. originariamente la struttura aveva un’architettura bizantina. In seguito ebbe fattezze romaniche per poi trasformarsi in rinascimentale.

CHIESA DI SANTA MARINA

Chiesa storica che fu ricostruita in posizione più a valle della falesia per evitare che cadesse a mare. La chiesa ha perso esternamente il suo stile seicentesco, anche se ancora conserva  il campanile a torre. Il suo interno è costituito da un’unica arcata ed ospita 5 altari, sopra i quali ci sono tuttora quadri con i santi a cui sono dedicati.

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borghi da vedere in emilia-romagna (parte 2)

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Altri consigli sui borghi da vedere in Emilia-Romagna:

MONTELEONE

È un piccolo e suggestivo borgo adagiato a mezzaluna intorno all’imponente castello di epoca malatestiana, che si erge al centro della piazza. Il castello, ha avuto forti trasformazioni nei secoli, che non ne hanno alterato il fascino. La piccola chiesa dedicata ai SS. Caterina e Cristoforo era in passato collocata all’interno delle mura, dove sorgeva l’antico abitato.

PORTICO E SAN BENEDETTO

Inserito nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Felterona e Campigna, il comune comprende 3 borghi, Portico di Romagna, Bocconi e San Benedetto in Alpe. la struttura urbanistica medievale di Portico ha mantenuto la costruzione su 3 piani distinti, collegati da suggestivi passaggi pedonali, secondo uno schema urbanistico che rispecchiava le gerarchie sociali. L’abitato di San Benedetto in Alpe invece prende il nome da un monastero benedettino che conserva una bellissima cripta.

DA NON PERDERE

La cascata dell’Acquacheta, raggiungibile con un percorso immerso nei boschi dell’Alto Appennino. La chiesa di S.Maria in Girone, con opere di pittura della scuola romagnola. Il ponte della Maestà, elegante manufatto in pietra a “schiena d’asino”.

PREMILCUORE

Nell’edilizia del borgo si vedono ancora tratti di cortine murate, alte torri, porte, merli e beccatelli. Il centro storico è stretto nel perimetro del castello, su un’ansa del fiume Rabbi. Fra gli edifici civili spiccano i Palazzi Briccolani, sede di una bottega di antiquariato, e Giannelli. Nei dintorni, la visita ai mulini ad acqua Mengozzi e Biondi, ancora attivi e visitabili, e l’escursione al borgo di Castel dell’Alpe.

DA NON PERDERE

L’organizzato centro visite del Parco nazionale delle Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna che include il Museo della Fauna del Crinale romagnolo.

SAN LEO

Ancora oggi conserva il suo carattere di luogo inaccessibile, alto su un enorme masso calcareo, in perenne equilibrio sulla natura, con le due impronte umane, il borgo e la fortezza, che occupano lo spazio della rupe. Il borgo è tutto attorno a una piazza con la torre civica, i palazzi nobiliari, la pieve, eretta sul luogo dove San leone visse gli ultimi anni da eremita, e il Duomo, edificati talmente a ridosso dello strapiombo della rupe che non possiedono una vera facciata e vi si deve accedere da porte laterali.

DA NON PERDERE

La possente fortezza, posta a maestoso dominio dal punto più alto della rupe, con una splendida vista sulla valle del marecchia; nelle sue segrete fu rinchiuso il conte di Cagliostro fino alla morte. Il Museo di arte sacra, nel Palazzo mediceo.

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San Leo città d’arte

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San leo e i suoi monumenti:

La Fortezza

Il possente apparato difensivo di San Leo. ideato da Francesco di Giorgio Martini, sembra essere un prolungamento del masso che lo sostiene: è difficile distinguere fra l’opera della natura e quella dell’uomo, capace di potenziare i vantaggi del sito. Con lo Stato Pontificio divenne aspro carcere nelle cui celle finì i propri giorni il conte di Cagliostro. Anche dopo l’Unità d’Italia, la fortezza continuò ad assolvere la sua funzione di carcere, fino al 1906. Oggi al suo interno sono visibili mostre di armi, armature,  la villa militare del medioevo, l’alchimista Cagliostro le celle dei famosi reclusi e le oscure fortificazioni.

La Pieve

È dedicata a Santa Maria Assunta ed è il più antico monumento religioso del Montefeltro. La tradizione vuole l’edificio innalzato sulla celletta dove San Leone si ritirava in preghiera. Presenta una pianta basilare a tre navate con cripta e presbiterio rialzato su cui si innalza il pregevole ciborio del IX secolo. Come il vicino Duomo, la Pieve non ha ingresso in facciata per il terreno scosceso su cui si innalza, ma ai due lati. Il suo aspetto attuale è dovuto ad una ricostruzione dell’ix secolo.

La Cattedrale

Di antica fondazione, la cattedrale dedicata al Santo Patrono Leone è il frutto di maestranze romanico-lombarde che ricostruiscono e datano l’edificio nel 1173. Mirabile esempio dello stile romanico presenta all’interno un ricco apparato decorativo scultoreo con simboli del cristianesimo primitivo. Ha pianta a croce latina, con tre navate e transetto, cripta e ampio presbiterio rialzato. In origine questo edificio non era isolato ma contiguo con la torre campanaria.

La Torre Campanaria

È il monumento più appartato di San leo, sorge isolata sulla cima del “Monte della Guardia“, una delle due sommità del Masso di San Leo. Fu costruito direttamente su di un affioramento roccioso come tutti i monumenti di questa città. Costituiva assieme ad altri edifici la cosiddetta Cittadella Vescovile, antica residenza del Vescovo di Montefeltro distrutta nella metà del secolo XIV dai Malatesta. Il suo perimetro quadrato ingloba una costruzione a pinta circolare di origini più antiche.

Il Palazzo Mediceo

Il palazzo venne edificato tra il 1517 ed il 1523 al fine di ospitare il Governatore di San Leo e del Montefeltro per conto della Repubblica Fiorentina. Presenta un impianto rinascimentale organizzato intorno alle stanze del pian è scolpito in una pietra che reca la data 1521; in facciata è collocato, inoltre, lo stemma di Papa Giulio II Della Rovere. I Della Rovere tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento ampliarono il Palazzo aggiungendo la sala del teatro. Il Palazzo Mediceo attualmente ospita il Museo D’Arte Sacra e l’ufficio turistico.

Il Convento di Sant’Igne

La piccola chiesa, a aulica unica, conserva un affresco con la Madonna in trono con Bambino e Santi (1535) e un segmento del tronco dell’olmo sotto il quale Francesco predicò a San Leo, abbattuto nel 1662. A  lato della chiesa un semplice chiostro e sul lato est la sala capitolare caratterizzata due monofore trilobate che testimoniano lo stile gotico dell’architettura francescana.