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cosa vedere a siena (parte 1)

siena

Oggi come prima parte ci presento le chiese di Siena.

Basilica di San Francesco (piazza San Francesco)

In stile gotico, fu distrutta da un incendio e restaurata poi da Giuseppe Partini. L’interno ospita un’unica navata, lungo le cui pareti spiccano affreschi di scuola senese del XV secolo. Anche le cappelle conservano opere d’arte: una Madonna con Bambino, la Tomba di Cristoforo Felici, affreschi di Pietro e Ambrogio Lorenzetti. Nel chiostro ci sono frammenti di sculture, tra i quali il Portale della cappella Petroni di Domenico D’Agostino.

Basilica di Santa Maria in Provenzano (Piazza di Provenzano Salvari, 3)

Terminata nel 1604, la chiesa fu consacrata il 23 ottobre 1611. All’interno l’altare maggiore, realizzato tra il 1617 ed il 1631 ad opera di Flaminio del Turco, ospita il busto in terracotta della Madonna di Provenzano, circondato da una Gloria di Giovan Battista Querci.

Chiesa di San Cristoforo (Piazza Tolomei)

Risale all’XI-XII secolo, anche se la facciata in laterizio di forme neoclassiche e le volte ed i pilastri aggiunti all’interno sono risultati di successivi rimaneggiamenti. L’interno, a croce latina, custodisce interessanti dipinti, tra i quali una “San Galgano” di scuola robbiana del XV secolo; nel piccolo chiostro romanico secondo la tradizione è sepolto il poeta senese Cecco Angiolieri.

Basilica di San Domenico (via Camporeggio, 2)

È dedicata a Santa Caterina. Negli anni la chiesa è stata restaurata e ampliata; è stata inoltre messa una statua della Santa sulla sommità del campanile. All’interno si può ammirare una magnifica maestà di Guido Da Siena, molti codici cateriniani e molte reliquie la più importante delle quali è la Sacra Testa portata a Siena da Raimondo da Capua nel 1383 e collocata in un’ urna d’argento a forma di tempio gotico.

Duomo di Siena (piazza del Duomo, 5-7)

È rivestito, come anche il campanile romanico, da fasce bianche e nere di marmo in ricordo dello stemma araldico di Siena. All’interno si trovano opere quali i 172 busti raffiguranti i pontefici, l’altare di Baldassarre Petruzzi, la vetrata absidale di Duccio di Buoninsegna, le sculture di Michelangelo e di Donatello.

Battistero di San Giovanni (piazza del Duomo, 9)

Presenta 3 navate con pareti affrescate da Benvenuto di Giovanni, Pietro degli Orioli e Lorenzo di Pietro detto il “Vecchietta”. L’opera principale è il Fonte Battesimale in bronzo e marmo, con pannelli dorati raffiguranti la vita di Giovanni Battista. Il Fonte si deve a di Jacopo della Quercia, Lorenzo Ghiberti e Donatello, che realizzò anche gli angeli in bronzo che decorano il ciborio.

Cappella di Piazza (piazza del campo, 1)

Le sculture inserite nelle nicchie furono eseguite fra il 1378 e il 1382 da Mariano d’Angelo Romanelli e Bartolomeo di Tommé; mentre tra il 1461 e il 1468, alla semplice tettoia, è stata sostituita la volta rinascimentale ad opera di Antonio Federighi. Interessante è l’affresco della Madonna con il Figlio e Dio Padre di Bazzi.

Chiesa di Sant’Agostino (prato di Sant’Agostino, 1-13)

In stile gotico, negli anni ha subito delle modifiche e ampliamenti, il più importante è stato quello ad opera del Vanvitelli. Ricchissimo il patrimonio artistico conservato nella chiesa: una grande crocifissione e Santi del Perugino (1506), un affresco di Ambrogio Lorenzetti, la Madonna con Bambino tra Angeli e Santi del Sodoma (1485), una Strage degli Innocenti di Matteo di Giovanni (1482) e il polittico di Simone Martini.

Chiesa di San Giorgio (via di Pantaneto, 110-130)

Elementi di spicco in facciata sono le due colonne di ordine gigante e lo stemma del cardinale Anton Felice Zondadari, promotore del rifacimento; l’interno custodisce interessanti dipinti dei Vanni e del Conca, e nel transetto ospita i monumenti funebri di Antonio Felice Zondari e Alessandro Zondari.

Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi ( piazza Manzoni)

La basilica è stata costruita sulla chiesa di San Clemente: i lavori interni terminarono nel 1537, la facciata del’400 non fu mai terminata mentre il campanile è stato modificato nel 1926. Lo stile richiama il tardo ‘400 fiorentino nonostante le modifiche il età barocca e successivamente nel ‘900. L’interno, diviso in 3 navate da colonne con magnifici capitelli, conserva opere di Coppo di Marcovaldo, Manetti, Niccolò di Segna, Giovanni di Paolo e altri.

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