cultura

recensione film Un paese quasi perfetto

film italiano

Un paese quasi perfetto è un film ambientato tutto in Basilicata, nell’esattezza a Pietramezzana, piccolo paese sperduto tra le dolomiti lucane che rischia di scomparire a causa dei flussi migratori verso le grandi città. Gli abitanti rimasti sono tutti minatori in cassintegrazione da 8 anni e in futuro saranno disoccupati. Nonostante tutto loro non si abbatto no e guidati da Domenico (Silvio Orlando) non si arrendono e appena sanno che li dovrebbe essere aperta una fabbrica che sarebbe la risoluzione ai loro guai e fanno di tutto per portare a termine il progetto. Innanzitutto hanno bisogno di un medico perché se no non si apre nulla li e guarda caso si imbattono in Gianluca Terragni (Fabio Volo) un chirurgo estetico che decide di aiutarli. Da qui in poi attiveranno un sacco di stratagemmi e arrivano addirittura a spiare le sue telefonate tutti i giorni pur di farlo sentire come a casa, quindi arrivano anche a imbrogliarlo fingendosi quelli che non sono (amanti e giocatori di cricket), riusciranno nell’impresa di farlo restare e portare a termine il loro sogno di trovare un lavoro? o tutto si distruggerà?

Un paese quasi perfetto è un film che ti fa ridere dall’inizio alla fine, chi lo vedrà non se ne pentirà e per 1.30 ore avrà la mente libera da tutti i problemi. Fabio Volo e soprattutto Miriam Leone sono stati fantastici nell’interpretare le loro parti. In quanto alla regia si sono dei bei lunghi piani, belle panoramiche, primi piani quando se ne aveva bisogno e mezzi piani.

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