ricette

risotto agli asparagi e salmone

primo piatto

Ingredienti:

260 g di riso; 400 g di asparagi; 100 g di salmone; 50 g di burro; 2 cipollotti; 1,5 dl di vino bianco secco; brodo vegetale; 50 g di Grana Padano DOP grattugiato; sale e pepe; germogli misti.

Preparazione:

private gli asparagi della parte terminale più dura e lessateli in abbondante acqua non troppo salata per 5-6 minuti, quindi lasciateli intiepidire. Dividete in senso verticale 6 punte di asparagi e avvolgetene 3 per volta con una striscolina di salmone, poi riducete a pezzetti le tute rimaste e i gambi spellati. Mescolate 1/2 litro di acqua di cottura degli asparagi con 1 litro di brodo vegetale e portate a ebollizione. Eliminate le radichette e la parte verde dei cipollotti, tritateli finemente e rosolateli a fiamma bassa in 30 g di burro per 2-3 minuti. Alzate la fiamma, unite il riso e tostatelo mescolando per 1-2 minuti; irrorate con il vino bianco caldo e lasciatelo evaporare completamente. Abbassate la fiamma, unite i pezzetti di asparagi e 2 mestoli di brodo caldo, quindi mescolate e proseguite la cottura, aggiungendo 1 mestolo di brodo quando il precedente sarà evaporato e mescolando di tanto in tanto. Cuocete il riso per 16-18 minuti, poi regolate di sale e pepe, spegnete e incorporate 20 g di burro a fiocchetti, il formaggio grattugiato e il salmone rimasto tagliato a pezzetti. Lasciate riposare per 1 minuto, quindi servite decorando ogni porzione con un involtino di salmone e asparagi e con un ciuffo di germogli.

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arcipelago e regione costiera della Finlandia

isole finlandesi

La costa occidentale della Finlandia ospita alcune delle destinazioni turistiche più belle e uniche della nazione. Disegnato durante l’ultima era glaciale, l’arcipelago di Turku è costituito da più di 20.000 tra isole e isolotti. La regione è caratterizzata da antichi villaggi in legno, manieri storici, chiese in pietra, torri del faro e traghetti per spostarsi da un’isola all’altra.

La top 5 di arcipelago e regione costiera:

  1. Spostarsi da un’isola all’altra in bicicletta nell’arcipelago più bello del mondo, da Turku alle isole Åland;
  2. Fare Kayak tra le 20.000 isole e isolette;
  3. Trascorrere la notte su un’isola del faro (Utö, Bengtskär);
  4. Pescare i più grandi lucci e persici dell’arcipelago;
  5. Tuffarsi per scoprire gli itinerari subacquei del parco nazionale dell’arcipelago.
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Finlandia: la regione dei laghi

lago Saimaa

L’identità finlandese nasce nel profondo verde delle foreste, sulle colline ondulate e sui laghi scintillanti della Finlandia centrale. La maggior parte dei cottage estivi del paese si trova proprio in questa regione. Una crociera sul lago a bordo di una nave che va verso nord, pranzando e dormendo a bordo, visitando nuove città e villaggi giorno dopo giorno. Un’esperienza indimenticabile. Il lago Saimaa è uno dei più grandi laghi al mondo.

La top 5 delle cose da fare nella regione dei laghi:

  1. Affittare un cottage in una delle regioni più idilliache della Finlandia;
  2. Avvistare una delle rarissime foche dagli anelli di acqua dolce;
  3. Fotografare di notte un orso nel suo habitat naturale;
  4. Raccogliere frutti di bosco e funghi;
  5. Visitare il Savonlinna opera festival;

 

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visitare la Lapponia

finlandia

La Lapponia finlandese è davvero immensa: una volta circondati dai monti, sarete pervasi da una serenità che non proverete in nessun altro luogo della Terra. Situata nella parte più settentrionale della Finlandia, la regione della Lapponia ha da sempre costituito un elemento di mistero della tradizione folkloristica della nazione. Lasciatevi avvolgere dalla spiritualità della Lapponia: non sarete più gli stessi. Ci sono tanti luoghi stupendi al mondo, ma non tutti riescono a riscaldare lo spirito come la Lapponia.

La top 5 delle cose da fare in Lapponia:

  1. Provare un esperienza estrema nella natura incontaminata, dal sole di mezzanotte a notti senza fine;
  2. Addormentarsi sotto l’aurora boreale in un igloo di vetro;
  3. Partire su una slitta trainata da renne o husky per un inverno fuori dell’ordinario;
  4. Avete mai spedito una lettera a Babbo Natale? Qui potete esprimergli i vostri desideri di persona, magari seduti sulle sue gambe;
  5. Lasciarsi trasportare dalla vita locale a stretto contatto con la natura, immergendosi nella cultura dei sàmi

 

 

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visitare Helsinki

nord europa

Helsinki è una moderna città europea, dove 450 anni di storia e tradizione si fondono con il design e le tendenze dei giorni nostri. Carina e compatta, la capitale della Finlandia è un luogo da visitare senza fretta. Design, architettura, cultura e shopping, non c’è che l’imbarazzo della scelta: Helsinki ha sempre qualcosa da offrire, ogni giorno dell’anno. Helsinki è la città più vivibile al mondo. Porto di mare affacciato sul Baltico, Helsinki ha una forte tradizione del design, una formidabile vita notturna e una personalità più marcata rispetto ai cugini scandinavi.

La top 5 delle cose da fare a Helsinki:

  1. fare un pic nic in una delle isole dell’arcipelago
  2. passeggiare per Kallio, quartiere caratterizzato da stupendi bar, caffè boutique
  3. acquistare prelibatezze locali nei mercati e negozi alimentari
  4. trascorrere una giornata a porvoo, seconda città più antica della Finlandia
  5. provare una delle saune pubbliche della città

La top 5 delle delizie locali:

  1. Karjalanpirakka
  2. Poronkäristys
  3. Korva Puusti
  4. Slmiakki
  5. Leipäjuusto

la capitale finlandese sembra essere comparsa dal nulla per diventare uno dei luoghi più gettonati dagli amanti del buon cibo scandinavo. Helsinki, il paradiso per gli amanti del design.

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strada del vino e dei sapori dell’oltrepò pavese

vino

L’Oltrepò Pavese è una delle zone più turistiche, accoglienti e ricche di storia della provincia di Pavia. Tra i dolci saliscendi delle colline si trovano stabilimenti termali, castelli, grandi vini, sapori tipici e l’immagine di una natura incontaminata. L’Oltrepò Pavese si snoda su una superficie di circa 1100 chilometri quadrati, a sud del fiume Po, e comprende 78 comuni. L’aspetto del territorio è gradevolmente vario, la porzione prossima alla rive del Po è pianeggiante, caratterizzata da un terreno di origine alluvionale, fertile e argilloso. Appena oltre, comincia il tratto collinare con dolci rilievi costituiti da rocce sedimentarie: è questo il regno della coltivazione della vite che si estende su una superficie di 16.000 mila ettari, interrotta solo occasionalmente da boschi di acacie e querce. Il clima temperato delle correnti ascensionali della Liguria, garantisce estati mitigate da una costante ventilazione. L’Oltrepò Pavese è terra di castelli, che ne riflettono la complessa articolata storia feudale; per citarne alcuni Montalto Pavese, Nazzano, Oramala e Zavattarello. Grande valore sul territorio riveste anche la musica delle quattro province confinanti, tradizionalmente eseguita con il piffero dell’Appennino, musa e fisarmonica. Molte le sagre e le feste patronali che coincidono spesso con rievocazioni storiche. Da Voghera, capoluogo geografico dell’Oltrepò Pavese, si possono raggiungere centri importanti come: Casteggio con il suo borgo antico e la Certosa Cantù, Broni, di origini medievali, Stradella, con la sua torre merlata, il Duomo neoclassico e il rinomato museo dedicato alla fisarmonica. Ci sono poi Varzi, centro simbolo delle colline dell’alta valle Staffora, e Salice Terme con le sue acque salsobromoiodiche e sulfuree, località nota in tutta Italia per il termalismo. Tra le principali coltivazioni spicca la vite, con le ricche produzioni di vini DOC e DOCG, essendo l’Oltrepò Pavese la terza denominazione italiana per ettari in produzione e la prima realtà nazionale per il Pinot nero.

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strada del vino san colombano e dei sapori lodigiani

lombardia

La Strada del Vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani è un percorso di circa 120 km lungo il quale al turista del gusto viene offerto, a poca distanza da Milano, un territorio ricco di splendidi borghi, ville e luoghi dove cultura arte e storia si accompagnano a una notevole qualità dei vini e dei prodotti tipici. Il percorso parte da Milano, attraversa Chiaravalle con la famosa Abbazia cistercense fondata nel 1135, Sant’Angelo Lodigiano, con le sue strutture mussali, tocca San Colombiano al Lambro, per giungere poi a Lodi. Esercitano il loro indiscutibile fascino sul visitatore i centri storici della zona, come il borgo insigne di San Colombano dove si trova la chiesetta di San Rocco del XVI sec., un gioiello architettonico con pianta ottagonale ancora oggi in perfette condizioni. La Collina di San Colombano, su cui si produce l’omonimo vino, è un affioramento plioceni ricco di fauna fossile che attesta l’antica presenza del mare nel territorio dell’attuale Pianura Padana. L’itinerario porta quindi a Lodi, città da sempre legata al capoluogo lombardo grazie alla presenza dei Visconti, dove l’offerta artistica è ricca e varia. Sulla piazza centrale si affaccia la cattedrale, tra le più vaste della Lombardia in stile romanico, dalla facciata asimmetrica per la presenza del portale vicino al campanile, con bifore e rosone del XVI sec.; lì vicino si trova la chiesa di San Francesco, con un’alta monofora e una bifora a “tutto cielo”, un particolare lodigiano negli scomparti laterali, studiato apposta per dare leggerezza alla struttura frontale. Si conclude il tour nella città con il Santuario dell’Incoronata, sorto nel 1488 e compatto con una loggia ottocentesca. All’interno nella cappella di San Paolo sono ospitate pregevoli tavole del Bergognone. L’itinerario è arricchito dalla presenza dei produttori vinicoli, con le loro caratteristiche cantine, e di prodotti tipici, come salumi e grandi formaggi. Ricche e variegate anche le attività artigianali che hanno reso conosciuta la zona, come per esempio le lavorazioni della ceramica a Lodi e orafa a Graffignana.

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strada del gusto cremonese nella terra di stradivari

cremona

Immersa nella Pianura Padana, la provincia di Cremona può essere considerata una terra di confine tra la Lombardia e l’Emilia Romagna. Sostanzialmente a vocazione agricola, è in grado di offrire, a chi ricerca angoli turistici particolari, innumerevoli tesori: chiese, ville, castelli e pievi disseminati nei maggiori centri urbani e nella quieta campagna. Capoluogo della provincia, Cremona, è un centro storico di alto interesse e conserva splendidamente la Cattedrale, il Battistero, la Loggia dei Militi, il Torrazzo e il Palazzo Comunale. Importante centro culturale, è sede di notevoli esposizioni, in particolare il Museo Civico Ala Ponzone e la collezione “Gli archi di Palazzo Comunale“. Infatti Cremona è patria di Stradivari e dei suoi famosi violini e, ancora oggi, è possibile visitare laboratori artigianali di liuteria. Il territorio cremonese adagiato tra il fiume Po e il fiume Oglio, offre notevoli bellezze artistiche. Cicognolo è sede di Villa Manfredi, realizzata dall’architetto Voghera sulla preesistente rocca. Torre de’ Picenardi ospita la settecentesca Villa Sommi-Picenardi e la piazza gonzaghesca di Isola Dovarese conserva la sua originaria impostazione rinascimentale. Piadena ospita un museo archeologico che raccoglie una ricca collezione di reperti a testimonianza di antiche civiltà e culture della Pianura Padana. A Casteldidone, invece, si trova Villa Mina della Scala. Da citare Casalmaggiore, con il Museo del Bijou e il Santuario della Madonna della Fontana, e Crema che riflette nella sua urbanistica, nelle numerose chiese e palazzi un passato ricco di storia. Di particolare in tenesse sono il Duomo e la singolare decorazione plastica della facciata, la quattrocentesca Basilica di Santa Maria della Croce e Palazzo Terni-Bondenti di notevole suggestione scenografica. Pizzighettone, borgo notificato sull’Adda, conserva una cortina muraria imponente che si snoda per circa due km e ne rivela l’importante ruolo strategico. A Soncino, roccaforte militare sull’Oglio, sono visibili la Rocca sforzesca con possenti torrioni angolari, la Pieve di Santa Maria Assunta e il Museo della Stampa. Infine si segnala il castello Visconteo di Pandino pressoché intatto nel suo schema architettonico, assai semplice ma suggestivo. Queste terre non solo richiamano per le loro peculiarità storico-artistiche, ma offrono ospitalità ai palati più raffinati in grado di cogliere i veri sapori della buona tavola.

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strada del tartufo mantovano

mantova

La porzione estrema della provincia di Mantova al confine con l’Emilia, conosciuta come Oltrepò Mantovano, è una terra ricca di storia e tradizione, segnata dalla forte presenza del grande fiume Po, faro e guida della cultura locale. Attraversare l’Oltrepò Mantovano significa trovare un paesaggio in cui l’operosità dell’uomo si fonde con naturalezza alla tranquillità della natura e dove i suoni della vita produttiva si perdono nei silenzi dell’aperta campagna. Per la sua posizione geografica, crocevia tra nord e sud e tra est e ovest, esso conserva grandi testimonianze di un glorioso passato. Dagli etruschi ai Romani, da un fecondo medioevo con i monaci benedettini e Matilde Di Canossa al ducato gonzaghesco che ha improntato di sè l’intero territorio, alle guerre d’indipendenza alle lotte contadine. La vocazione agricola ha prodotto una cucina che che è stata definita di principi e di popolo: i salumi tipici, il Parmigiano Reggiano, i famosi tortelli di zucca, gli agnoli in brodo, i risotti, il tartufo, gli stracotti, la torta di tagliatelle sono soltanto alcuni dei piatti tipici che i possono gustare nei ristoranti e negli agriturismi della zona. E qui, dove suolo, clima e habitat diventano lo scenario ideale per la nascita del Tuber magnatum Pico (tartufo bianco), si concretizza l’operato della Strada del Tartufo Mantovano, associazione nata alla fine del 2003 con lo scopo primario di incentivare lo sviluppo dell’area mediante la promozione di un’offerta turistica integrata, costruita sulla peculiarità dei prodotti tipici, sulle tradizioni gastronomiche e su un’adeguata qualità dei servizi. Il tartufo, come sistema così inteso, trova il suo apice nel Tru.Mu, il Museo del Tartufo di Borgofranco sul Po, dove tra l’altro ha sede l’associazione, nel quale un percorso, dedicato ad adulti e bambini, porta il visitatore a scoprire dati scientifici e curiosità legati al prezioso fungo.

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strada del riso e dei risotti mantovani

mantova

Il paesaggio della piccola porzione di territorio mantovano compreso tra la sponda sinistra del fiume Mincio ed il confine con il Veneto, nel quale scorre il tragitto della Strada del Riso e dei Risotti Mantovani, è caratterizzato da una campagna piana, segnata da fiumi e da canali. Questa è una terra dove la coltivazione del riso, grazie all’abbondante presenza dell’acqua, ha radici molto antiche e segna l’architettura rurale, con le sue corti risicole e le aie, gli approdi per i barconi, gli impianti di essicazione e le pile. La gastronomia, attraverso il risotto alla pilota, ha reso unica la tecnica di preparazione del riso Vialone Nano, la pregiata varietà qui coltivata. La parte occidentale della Strada attraversa e fiancheggia, per buona parte, il Parco del Mincio, la principale area naturalistica della provincia di Mantova. A Pontemerlato si trovano Villa Isabella d’Este e Villa Riesenfeldt, esempi di residenza patrizia in stile rococò, e lì vicino la riserva naturale della Vallazza. In direzione Ostiglia, si raggiunge Governolo, località in cui, secondo la tradizione storica, Papa Leone I fermò l’invasione di Attila, re degli Unni. Governolo conserva due importanti opere idrauliche: la Conca di Sostegno o Conca Vinciana, costruita su progetto del Pitentino (1198) ripreso poi dal Bertazzolo su disegni di Leonardo, che impedisce la risalita delle acque del Po e, più a valle, la Conca di San Leone che consente la navigazione tra le acque del Mincio e del Po, posti su livelli diversi. Tra gli abitanti di Ostiglia e Revere, nell’alveo del Po, si trova la riserva naturale dell’Isola Boschina. Risalendo verso nord, dopo pochi km si raggiunge Villimpenta, con il Castello Scaligero, della metà del’200, e la Villa Gonzaghesca o Villa Zani attribuita a Giulio Romano. Castel D’Ario, infine, è celebre per aver dato i natali al leggendario pilota automobilistico Tazio Nuvolari (1892-1953), che D’Annunzio definì “il mantovano volante”, e conserva le torri e parte della cinta muraria del castello. Qui, tutto parla di acqua e riso.