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strada del vino e dei sapori dell’oltrepò pavese

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L’Oltrepò Pavese è una delle zone più turistiche, accoglienti e ricche di storia della provincia di Pavia. Tra i dolci saliscendi delle colline si trovano stabilimenti termali, castelli, grandi vini, sapori tipici e l’immagine di una natura incontaminata. L’Oltrepò Pavese si snoda su una superficie di circa 1100 chilometri quadrati, a sud del fiume Po, e comprende 78 comuni. L’aspetto del territorio è gradevolmente vario, la porzione prossima alla rive del Po è pianeggiante, caratterizzata da un terreno di origine alluvionale, fertile e argilloso. Appena oltre, comincia il tratto collinare con dolci rilievi costituiti da rocce sedimentarie: è questo il regno della coltivazione della vite che si estende su una superficie di 16.000 mila ettari, interrotta solo occasionalmente da boschi di acacie e querce. Il clima temperato delle correnti ascensionali della Liguria, garantisce estati mitigate da una costante ventilazione. L’Oltrepò Pavese è terra di castelli, che ne riflettono la complessa articolata storia feudale; per citarne alcuni Montalto Pavese, Nazzano, Oramala e Zavattarello. Grande valore sul territorio riveste anche la musica delle quattro province confinanti, tradizionalmente eseguita con il piffero dell’Appennino, musa e fisarmonica. Molte le sagre e le feste patronali che coincidono spesso con rievocazioni storiche. Da Voghera, capoluogo geografico dell’Oltrepò Pavese, si possono raggiungere centri importanti come: Casteggio con il suo borgo antico e la Certosa Cantù, Broni, di origini medievali, Stradella, con la sua torre merlata, il Duomo neoclassico e il rinomato museo dedicato alla fisarmonica. Ci sono poi Varzi, centro simbolo delle colline dell’alta valle Staffora, e Salice Terme con le sue acque salsobromoiodiche e sulfuree, località nota in tutta Italia per il termalismo. Tra le principali coltivazioni spicca la vite, con le ricche produzioni di vini DOC e DOCG, essendo l’Oltrepò Pavese la terza denominazione italiana per ettari in produzione e la prima realtà nazionale per il Pinot nero.

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strada del vino san colombano e dei sapori lodigiani

lombardia

La Strada del Vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani è un percorso di circa 120 km lungo il quale al turista del gusto viene offerto, a poca distanza da Milano, un territorio ricco di splendidi borghi, ville e luoghi dove cultura arte e storia si accompagnano a una notevole qualità dei vini e dei prodotti tipici. Il percorso parte da Milano, attraversa Chiaravalle con la famosa Abbazia cistercense fondata nel 1135, Sant’Angelo Lodigiano, con le sue strutture mussali, tocca San Colombiano al Lambro, per giungere poi a Lodi. Esercitano il loro indiscutibile fascino sul visitatore i centri storici della zona, come il borgo insigne di San Colombano dove si trova la chiesetta di San Rocco del XVI sec., un gioiello architettonico con pianta ottagonale ancora oggi in perfette condizioni. La Collina di San Colombano, su cui si produce l’omonimo vino, è un affioramento plioceni ricco di fauna fossile che attesta l’antica presenza del mare nel territorio dell’attuale Pianura Padana. L’itinerario porta quindi a Lodi, città da sempre legata al capoluogo lombardo grazie alla presenza dei Visconti, dove l’offerta artistica è ricca e varia. Sulla piazza centrale si affaccia la cattedrale, tra le più vaste della Lombardia in stile romanico, dalla facciata asimmetrica per la presenza del portale vicino al campanile, con bifore e rosone del XVI sec.; lì vicino si trova la chiesa di San Francesco, con un’alta monofora e una bifora a “tutto cielo”, un particolare lodigiano negli scomparti laterali, studiato apposta per dare leggerezza alla struttura frontale. Si conclude il tour nella città con il Santuario dell’Incoronata, sorto nel 1488 e compatto con una loggia ottocentesca. All’interno nella cappella di San Paolo sono ospitate pregevoli tavole del Bergognone. L’itinerario è arricchito dalla presenza dei produttori vinicoli, con le loro caratteristiche cantine, e di prodotti tipici, come salumi e grandi formaggi. Ricche e variegate anche le attività artigianali che hanno reso conosciuta la zona, come per esempio le lavorazioni della ceramica a Lodi e orafa a Graffignana.