viaggi

cosa vedere ad Arezzo (parte 3)

arezzo

Casa di Francesco Petrarca (via dell’Orto, 28)

La casa del Petrarca si trova in zona Borgo dell’Orto, anche se a dir la verità la costruzione visibile oggi venne eretta solo successivamente, nel corso del XVI secolo, sui resti dell’edificio medievale noto proprio come la casa natia del poeta. Dopo essere stata per diversi secoli una residenza privata, divenne negli anni prima sede della Questura di Arezzo e poi, nel 1926, fu restaurata e destinata ad edificio pubblico. Oggi è la sede della prestigiosa Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze, e al suo interno è custodita una ricca biblioteca che conserva alcuni volumi di pregevolissima fattura, oltre ad una splendida collezione di monete antiche.

Palazzo Badia (Piazza del Popolo, 4-8)

Ristrutturato e ampliato in epoca rinascimentale e nel corso dell’Ottocento, il palazzo presenta sulla facciata una terracotta invetriata di Andrea della Robbia. All’interno i vari locali furono modificati negli anni a seconda della funzione assunta dall’edificio. Oggi il palazzo è sede scolastica.

Palazzo del Governo (piazza Poggio del Sole, 1)

Il palazzo è costituito da 3 blocchi distinti, corrispondenti rispettivamente al fabbricato questura, a quello della prefettura ed infine al salone. Dal punto di vista architettonico, l’edificio è caratterizzato da una pianta rettangolare a andamento curvilineo, con un fronte principale a esedra.

Palazzo Della Fraternità Dei Laici (piazza Grande, 14-22)

Affittato dal 1786 al tribunale, il palazzo ha avuto diverse fasi di costruzione, partendo da quella gotica per arrivare a quella rinascimentale. la facciata fu realizzata si progetto del Vasari; mentre l’orologio fu costruito da Felice da Fossato. Di grand’interesse la lunetta del portale, decorata con la Madonna della Misericordia di Bernardo Rossellino.

Palazzo della Provincia (via Guido Monaco, 34)

Il palazzo neo-rinascimentale presenta all’esterno un fronte tripartito, coronato da un pesante cornicione, concluso da una torretta poligonale. L’interno presenta, invece, un impianto distributivo di estrema semplicità, con un atrio di ingresso su cui si aprono ai lati due saloni, mentre sul fondo una vetrata immette nel vano dello scalone marmoreo e nella zona riservata dagli uffici.

Palazzo delle Logge del Vasari (piazza grande, 14-22)

Il palazzo è caratterizzato da un lungo porticato, sotto il quale si aprono gli ingressi alle antiche botteghe. Al centro del loggiato, una breve scalinata conduce alla soprastante Piazza del Praticino.

Palazzo Fossombroni (piazza San Domenico, 18)

Di proprietà della Famiglia Fossombroni, il palazzo è il risultato dell’unione di edifici preesistenti. In  seguito la proprietà passò al Comune di Arezzo, ospitando, fino agli anni Novanta del secolo scorso, la sede dell’istituto d’arte. Oggi, invece, troviamo all’interno l’Assessorato alle politiche sociali e del sistema educativo scolastico del Comune di Arezzo.

Palazzo Lappoli (piazza grande, 37)

Dimora della famiglia Lappoli, il palazzo fu costruito su un edificio Trecentesco a ridosso di una torre. Lo slancio verticale del complesso fu ridimensionato nel Settecento, livellando la torre all’altezza del palazzo. Nel Novecento, però, il restauro le ha restituito parte dell’elevazione originale.

viaggi

cosa vedere ad arezzo (parte 2)

arezzo

Eccovi un elenco di musei da vedere ad Arezzo.

Museo archeologico statale Gaio Cilnio Mecenate (via margheritone, 10)

Situato all’interno del Monastero di San Bernardo, adiacente all’antico anfiteatro romano, il Museo Archeologico è senza dubbio il museo più importante di tutta la città di Arezzo. Il museo è intitolato a Gaio Cilnio Mecenate. Conta complessivamente 26 sale, dislocate su 2 piani differenti. Al pian terreno vengono conservati principalmente reperti risalenti al periodo romano ed estrusco, mentre al primo piano collezioni, alcune delle quali private, che raccontano usi e costumi della paleontologia, della preistoria e della numismatica. Tra i numerosi oggetti esposti all’interno del Museo Archeologico di Arezzo spiccano un prezioso cratere attico, ed un’antica anfora su cui è ritratto il ratto di Ippodamia, ed è attribuita alla scuola artistica dell’antico pittore ellenico di Meidias. Meritano una menzione comunque anche gli splendidi gioielli rinvenuti nella necropoli di Poggio del Sole.

Museo aziendale Gori e Zucchi (via fiorentina, 550)

Inaugurato il 7 marzo 1998 dall’industria orafa Uno A Erre, il museo aziendale Gori e Zucchi è il primo museo italiano di oreficeria. All’interno sono esposti vecchi macchinari, cinquecento gioielli, e tutta una serie di disegni e progetti orafi originali.

Museo Diocesano (via Ricasoli, 30-36)

Il museo ospita all’interno la collezione del Tesoro del Duomo, oltre ad opere provenienti da altre chiese della zona. All’interno è possibile ammirare oggetti d’arte sacra, dipinti e sculture di artisti locali, oggetti di oreficeria a soggetto sacro, paramenti, codici e libri preziosi. Di grand’interesse il Crocifisso ligneo policromo del sec. XIII; gli affreschi di Spinello Aretino; alcuni dipinti di Luca Signorelli e del Vasari.

Museo e casa Ivan Bruschi (via del corso, 14)

Formatosi a partire dai primi anni 60, il museo ospita l’eclettica collezione dell’antiquario aretino Ivan Bruschi. Oggi la raccolta conta circa 10.000 pezzi tra mobili, dipinti, sculture, libri, vetri, ceramiche, argenterie, gioielli, monete, arnesi e attrezzi da lavoro.

Museo e Casa Vasari (via 20 Settembre, 55)

Nel piano principale, si segnalano pareti affrescate con soggetti mitologici e ritratti dei membri della famiglia proprietaria. Nelle sale sono esposte opere cinquecentesche raccolte personalmente dal Vasari, il maggiore collezionista del Rinascimento, tra cui preziose lettere autografe di Michelangelo.

Museo Statale D’arte Medievale e Moderna (via San Lorentino, 8)

Inaugurato nel 1972, il museo custodisce opere provenienti in gran parte dalle collezioni appartenute alla Fraternità dei Laici e dalla Pinacoteca comunale di Arezzo. All’interno sono custodite sculture e frammenti di lapidi di epoca medievale; colonne, capitelli e sculture provenienti dal Duomo e da altre chiese di Arezzo; opere medievali e rinascimentali; dipinti del XVI-XX secolo. Tra i vari artisti troviamo Margaritone d’Arezzo, Dietisalvi di Spreme, Giorgio Vasari…

viaggi

cosa vedere ad Arezzo (parte 1)

toscana

Vi mostro i luoghi religiosi da vedere ad Arezzo:

Badia delle Sante Flora e Lucilla (piazza della Badia, 1-3)

Costruita nel 1278 in stile gotico. All’interno è custodito l’altare realizzato da Giorgio Vasari, e l’affresco con “San Lorenzo” di Bartolomeo della Gatta. Capolavoro di artificio barocco è la finta cupola dipinta su tela da Andrea Pozzo nel 1702, posta al di sopra dell’altare maggiore.

Basilica di San Domenico (Piazza San Domenico, 18)

Gode del privilegio di ospitare al suo interno il celebre Crocifisso Ligneo dipinto dipinto da Cimabue. Vale da sola una visita anche la gotica Cappella Dragondelli, rifinita nel XIV secolo, che presenta un altare opera di Giovanni di Francesco da Firenze e un affresco con Gesù tra i dottori della chiesa realizzato da Gregorio e Donato di Arezzo. Ci sono gli affreschi con i Santi Filippo e Giacomo Minore di Spinello Aretino. Nella chiesa è sepolto il pittore rinascimentale Niccolò Soggi.

Basilica di San Francesco (Piazza San Francesco)

Costruita alla fine del 200, in stile gotico-toscano la chiesa all’interno è decorata da alcuni affreschi realizzati da Spinello Aretino, Luca Signorelli, ma soprattutto gli affreschi della Leggenda della vera Croce di Piero della Francesca. Da qualche anno è obbligatorio prenotare per visitarli, ma vale assolutamente la pena!

Cattedrale di Santi Pietro e Donato (Piazza del Duomo)

Situato sulla sommità del colle Donato, si tratta di un chiaro esempio di edificio religioso in stile gotico. La sua struttura interna prevede 3 navate divise da dei pilastri e 5 campate sormontate da altrettante volte a crociera. Il suo patrimonio storico-artistico è davvero inestimabile. Nella Cappella della Madonna del Conforto ad esempio sono conservate alcune splendide terrecotte realizzate da Andrea e Giovanni Della Robbia, mentre nella navata di sinistra si può ammirare il celebre affresco della Maria Maddalena realizzato da Piero Della Francesca nel 1460. Nella navata di destra si trova il sepolcro di Papa Gregorio X, morto ad Arezzo nel 1276, lungo quella centrale invece spicca la tomba del Vescovo Guido Tarlati, decorata con degli splendidi rilievi marmorei attribuiti addirittura a Giotto. In chiusura, impossibile non menzionare anche le suggestive vetrate che illuminano la chiesa.

Chiesa Della SS. Annunziata (via Giuseppe Garibaldi, 160)

Edificata su progetto originario di Bartolomeo Della Gatta e successivamente completata da Antonio da Sangallo; la chiesa presenta una facciata in pietra, decorata da una lunetta, raffigurante l’annunciazione di Spinello Aretino. Inoltre, all’interno sono conservate opere del Vasari e di Pietro da Cortona.

Chiesa di San Bernardo (via Margaritone, 11-13)

Realizzata accanto al quattrocentesco monastero degli Olivetani, la chiesa fu costruita tra il 1340 e il 1375. Oggi l’edificio, un tempo ricchissimo di opere d’arte andate perdute, si presenta ad una sola navata completamente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale.. Di grand’interesse l’Annunciazione di Angelo di Lorentino d’Andrea, e il San Giovanni Battista nel deserto.

Chiesa di S’Agostino (Piazza S’Agostino, 1)

Costruita nel XIII secolo, la chiesa fu oggetto di un restauro, ad opera di Filippo Giustini, che ne dimezzò le dimensioni. All’interno sono conservate tele seicentesche di Bernardino Santini e un coro ligneo intagliato da Ludovico Paci nel 1771.

Chiesa di Santa Maria Della Pieve 

All’interno sono conservate diverse opere, tra le quali: il politico con la Vergine col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, Donato, Giovanni Battista e Matteo commissionato a Pietro Lorenzetti; il busto di San Donato; il fonte battesimale, decorato con le Storie di San Giovanni Battista di Giovanni D’Agostino.

Chiesa Di Santa Maria Delle Grazie (via santa maria delle grazie)

Costruita tra il 1435 e il 1444, su disegno di Domenico del Fattore, su un santuario pagano; la chiesa all’esterno è caratterizzata dalla presenza del portico progettato da Benedetto da Maiano nel 1490. Inoltre, all’interno degni di nota sono l’altare marmoreo di Andrea Della Robbia, decorato con l’affresco della Madonna della Misericordia di Parri di Spinello; e l’affresco con Papa Sisto IV in trono con il cardinale Gonzaga e il cardinale Piccolomini di Lorentino d’Andrea.

Chiesa Di Santa Maria In Gradi (piazza santa maria in gradi)

All’interno sono conservate diverse opere, tra le quali: una pala di Andrea della Robbia raffigurante la Madonna della Misericordia; il Sant’Andrea Zoerandro e Carlo Borromeo di Vincenzo Dandini; la Madonna Assunta tra santi di Bernardino Santini; alcune immagini raffiguranti gli apostoli, dipinte da Ulisse Ciocchi e Giovan Battista Manzolini.

 

 

viaggi

luoghi da brivido da vedere in Italia

Ecco alcuni luoghi Italiani da esplorare per un weekend diverso.

Sacro bosco di Bomazio

Un parco magico creato nel 500 da un principe, Vicino Orsini, per amore della sua bella moglie, Giulia Farnese. Un giardino fiabesco e inquietante allo stesso tempo, popolato da creature magiche, orchi, draghi, sfingi e dove per entrare bisogna passare fra le fauci spalancate di un mascherone terrificante. Il Sacro Bosco di Bomarzo, (Viterbo) è unico: fatto non solo per stupire ma per emozionare, impressionare. Pensato forse per realizzare un grande esperimento alchemico (frasi misteriose sono incise su molte sculture) o forse  solo per stravaganza e amore del bello (e dell’insolito). Si visita tutti i giorni fino al tramonto pagando il biglietto.

La vera spada nella roccia in Toscana

La vera “Spada nella roccia“? È in Toscana. Non cercatela fra le nebbie dell’Inghilterra, lì dove la voleva la saga nordica di Artù e del Mago Merlino. L’elsa di ferro che emerge, incredibilmente, dalla pietra si può vedere nella cappella di Montesiepi, nel vecchio Eremo accanto a cui sorge l’Abbazia di San Galgano luogo ancora più enigmatico con le sue colonne che si stagliano contro il cielo, sotto a un soffitto che non esiste più. Al Santo, vissuto intorno al 1100 viene attribuita l’arma antica, lasciata per sempre al momento della conversione. Il territorio di Siena merita un weekend anche per questo.

Danzando con le streghe in Piemonte

Quella del Lago delle Streghe è una leggenda antica ambientata negli splendidi paesaggi della val d’Ossola. Una storia antica che narra di una bellissima fanciulla trascurata dal fidanzato, invaghito di un’altra donna. A chi chiese aiuto la ragazza disperata? A una strega, una di quelle donne che popolavano desideri e paure della gente, da un lato invocate, dall’altro disprezzate e perseguitate. Nell’acqua cristallina del lago la ragazza vide il viso del suo amato invecchiare fino a diventare orribile. Accanto le apparve un volto soprannaturale e bellissimo: l’uomo che avrebbe avuto unendosi alle streghe. Oltre la favola rimane l’incanto del piccolo lago dai riflessi verdissimi, meta privilegiata dagli escursionisti all’interno del Parco Naturale dell’Alpe Veglia. 

Nel maniero misterioso in Sicilia

Molti l’associano al celebre sceneggiato degli anni 70 e alla più recente fiction con Vittoria Puccini ma la storia della bella Laura Lanza di Trabia e della sua tragica morte è vera. Laura, affascinante nobildonna, fu uccisa insieme al suo amante nella sua stanza del Castello di Carini, vicino a Palermo, nel 1563. A pugnalarla il suo stesso padre, che così voleva riscattare l’onore offeso. Da allora la leggenda popolare vuole che il suo spirito inquieto popoli il maniero e che l’impronta della sua mano insanguinata continui a riapparire sul muro della camera. Il castello arabo-normanno, dalle linee eleganti e slanciate, è anche un’opera d’arte, ed è aperto alle visite. Da vedere lo splendido soffitto ligneo affrescato del grande salone da dove si accedeva alla stanza della baronessa e un’originale cappelletta ad effetto trompe-l’oeil.

Cercando il “monachicco” in Basilicata

All’apparenza è un bimbetto di 6 anni o poco più, con uno strano cappellino rosso, sorridente e simpatico. In realtà è il Monachicco, un astuto e bizzoso spiritello che si diverte a tormentare gli umani con piccoli scherzi o a coinvolgerli in strane e spaventose cacce al tesoro. Di questo curioso personaggio della tradizione lucana ha parlato Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli ma la storia è antichissima. Del resto Matera con le sue case-grotta e i suoi paesaggi lunari si presta a fantasticare.

viaggi

Pistoia e le sue strutture e monumenti

Eccovi la 3° parte della guida di Pistoia, in cui vi presento i monumenti e le sue strutture architettoniche.

Mura Via del Bastione mediceo, 3-15 – Pistoia

Pistoia conserva ancora leggibili le tre cortine murarie che fin dal medioevo ne hanno caratterizzato il tessuto urbano. La prima cerchia, si innalzava per circa 14 mt con uno sviluppo complessivo superiore al chilometro; la seconda fu costruta negli anni trenta del XII secolo; l’ultima fu edificata dopo le distruzioni del 1306 da parte dei fiorentini. Le mura hanno resistito integre fino ai primi del XX secolo.

Torre Del Campanile Piazza del Duomo, 1a – Pistoia

Costruita in stile romanico su un’antica torre di origine longobarda, la torre, con i suoi 67 metri di altezza, è uno dei più bei campanili. La struttura è divisa in 3 ordini di loggette ed è provvista di una cella campanaria dotata di una cuspide. Risalente al XII secolo, assunse l’aspetto attuale nel 1576.

Torre Di Catilina via Tomba Di Catilina, 3-15 – Pistoia

Costruita interamente in pietra, la torre, alta circa 30 metri, ed uno degli elementi simboli della città e deve il proprio nome alla leggenda secondo cui il corpo del politico romano Lucio Sergio Catilina sarebbe stato sepolto nella via dove sorge la torre. Grazie alla posizione panoramica in cui si trova, sul tetto è stata costruita una terrazza-belvedere, che permette la completa visione della Piazza del Duomo.

Pozzo Del Leoncino Piazza della Sala – Pistoia

Il pozzo, simbolo della città, deve il proprio nome al fatto che nel 1529 un leoncino in pietra arenaria che tiene la zampa sinistra sopra lo stemma a scacchiera della città fu collocato al di sopra dell’architrave del pozzo, per ricordare il dominio definitivo di Firenze su Pistoia. In passato, fino al 400, era utilizzato come scarico dei rifiuti della lavorazione delle carni.

viaggi

guida di lecco

i promessi sposi

Ecco un elenco di cosa vedere a Lecco.

Palazzotto di Don Rodrigo, Via Allo Zucco – Lecco

ha sullo sfondo il monte di San Martino. Il palazzo appariva nella identica descrizione dei “Promessi Sposi” fino al 1938, quando fu ristrutturato. È situato sul promontorio dello Zucco nei pressi dei rioni di Acquate e Olate. Vi si arriva imboccando una via a chiocciola che porta fino alla piaccola spianata antistante.

Chiesa SS. Vitale e Valeria – Don Abbondio Piazza San Vitale e Valeria – Lecco

Di origini antichissime, la chiesa sarebbe il luogo in cui furono celebrate le nozze tra Renzo e Lucia da don Abbondio. Della struttura originale rimane solo il quattrocentesco campanile.

Casa di Lucia Mondella via Caldone 19 – Lecco

Ad Olate c’è la presunta casa di Lucia Mondella. Non è una casa piccola, dato che vi potevano abitare otto o nove famiglie. Attraverso un portale, decorato da un’Annunciazione cinquecentesca, si passa nel rustico cortiletto, dominato da una vecchia torre.

Villa Manzoni Via beato Guanella, 1-7 – Lecco

La villa, oggi museo, presenta una struttura tipicamente neoclassica ed è stata la residenza principale, la casa di famiglia del Manzoni per quasi 2 secoli e faceva parte delle vaste proprietà immobiliari possedute da Alessandro nel Territorio di Lecco.

Museo Manzoniano Via Beato Guanella, 1-7 – Lecco

Allestito al piano terra della villa, il museo conserva cimeli, oggetti personali del celebre scrittore e documenti relativi alle edizioni delle sue opere. Al secondo piano è invece ospitata la Galleria Comunale, che comprende circa 400 dipinti e 2000 stampe e incisioni dal XVI al XX secolo, tra cui opere di D’Azeglio e Tedeschini, Cavallieri, Dorazio, Turcato, Pomodoro e Baj.

Monumento a Manzoni Piazza Alessandro Manzoni, 21 – Lecco

Subito dopo la morte di Alessandro Manzoni, il consiglio comunale decise di erigere un monumento allo scrittore. La statua Alessandro Manzoni seduto, nel piedistallo alcune scene del romanzo “I Promessi Sposi”.

Chiesa dei Santi materno e Lucia Piazza Padre Cristoforo 1-2 – Lecco

Contiene una delle opere d’arte più singolari del lecchese: si tratta di nove casette di vetro contenenti composizioni in cena policroma riferibili alla cultura napoletana del tardo Seicento; rappresentano sette scene di vita di Cristo e della Vergine e due scene della vita dei Santi Francesco e Chiara. Singolare anche il campanello a sezione triangolare.

Pescarenico “La Fuga” Piazza del Pesce – Lecco

Il luogo da cui Renzo e Lucia tentarono di fuggire e potrebbe essere individuato nella zona di Pescarenico, poco distante dall’abitato dei pescatori. Da lì infatti era possibile vedere i monti che circondano Lecco e scendere giù giù con lo sguardo come descritto da Manzoni. Oggi la zona è molto diversa: le moderne costruzioni e il ponte per l’attraversamento cittadino contaminano la memoria manzoniana del luogo.

Villaggio dei Pescatori Piazza Era – Lecco

È ancora sulle rive dell’Adda il pittoresco villaggio dei pescatori che si snoda attorno all’odierna Piazza Era. Si tratta della principale piazza della frazione lecchese di Pescarenico ed è l’unica località lecchese citata esplicitamente dal Manzoni nel suo romanzo. Era il luogo di pulizia delle reti e delle barche, e di ritorno serale delle famiglie dei pescatori.

Casa del Sarto Via del Sarto, 21 – Lecco

La casa del sarto è situata nel rione di Chiuso sotto la roccia dell’innominato. Questo luogo, citato espressamente nella prima stesura del romanzo, conserva la struttura antica con le piccola viuzze.

 

 

viaggi

visita al castello di piovera

piovera

Il Castello di Piovera, sede di  appuntamenti ed eventi fin dagli anni 80. Ad occuparsene oggi, è l’Associazione Culturale Castelpiovera, che organizza grazie ai volontari un fitto calendario in grado di ospitare un grande numero di serate. Da maggio a settembre si alternano tantissimi incontri: Benessere al Castello, Favorare, il Festival Fantasy, fino al Concerto di musica classica Echos e la Mostra d’Arte contemporanea Fossili Moderni. E questo solo agli albori della primavera. A giugno la Festa dell’Agricoltura fa da “apripista” all’estate, quando cominciano una serie di eventi che variano di anno in anno a che risultano sempre molto belli e pieni di gente. A settembre un appuntamento fisso è l’Esposizione Canina. Gli amanti del lavoro, della sua storia e degli arnesi di un tempo troveranno di che divertirsi e meravigliarsi all’interno della città, in cui si trova il museo degli antichi mestieri. Il museo è ospitato all’interno del fabbricato che un tempo fungeva da granaio per il tenimento agricolo. Ci si trovano oltre diecimila attrezzi e utensili riguardanti ogni tipo di antico mestiere: falegname, boscaiolo, calzolaio, ma anche lavori prettamente svolti dalle donne come la filatura della seta e della lana, la lavoratura della canapa o della cera, così come la tessitura. Il museo è nato negli anni 90 per volontà di Giuseppe Orsini, suocero del Conte Calvi di Bergolo. Gli oggetti fanno parte delle collezioni del Castello, alcuni di questi sono stati donati per rimpinguare ulteriormente la dotazione. Al dottor Orsini è dedicato il Padiglione delle radici. All’interno del Padiglione sono presenti delle sculture fatte di radici, riproduzioni naturali che nel tempo hanno assunto delle particolarissime forme e che insieme formano un “giardino” in grado di attirare i visitatori. All’interno del Castello è possibile inoltre organizzare anche il giorno più bello della propria vita. Sono numerose le coppie che chiedono di poter vivere le proprie nozze in un luogo tanto emozionante, dal fascino antico, ideale per chi vuole uno sfondo indimenticabile. le mura sorgono su preesistenze medievali del 1300 e diventano una fortezza per mano dei Visconti di Milano, prima di divenire una residenza alla fine del 1800 per decisione dei Balbi di Genova.

viaggi

visita il lago d’iseo e le sue isole

lago lombardo

Il Lago d’Iseo è una piccola perla Lombarda, ideale per una gita nel weekend. Per godere del paesaggio lacustre, si può organizzare un itinerario delle isole. Dalla più grande, Monte Isola, fino alle 2 minori, Loreto e San Paolo. Monte Isola è considerata la più grande isola lacustre d’Europa ed è tra le attrattive principali della zona. Da visitare sull’isola, il Santuario della Madonna della Ceriola, consacrato in seguito ad un rito pagano, la statua lignea della Madonna posta sull’altare nell’edificio da cui si erge un campanile in granito. Merita una visita la Rocca di Matrinengo, costruita dagli Oldolfredi come residenza estiva. Monte Isola è un territorio ricco di tradizioni e storia. Per arrivare sull’isola è presente un frequente servizio di traghetti in partenza da Sulzano o da Sale. Tanto piccole quanto pittoresche anche l’isola di San Paolo, da sempre di proprietà privata, e quella di Loreto, un luogo di incontro di pescatori, ricco di bellezze naturali e incorniciato dai monti perennemente innevati del ghiacciaio dell’Adamello.

viaggi

un weekend a cowboyland

voghera

Ogni anno ad inizio Aprile apre le porte Cowboyland e rimarrà attivo durante ogni weekend e festività della bella stagione, fino al 29 ottobre. Il parco Cowboyland, che sorge all’interno del complesso Cowboys Guest Ranch in via Tullio Morato a Voghera (Pavia), è attrezzato anche per gite scolastiche ed è pensato in particolare per i bambini fino gli 11 anni. Lo stile interamente western e i tantissimi animali che provengono dal Nord America: bisonti, lama, daini, vitelli, cavalli. Quest’anno ci sarà anche Oscar che è un longhorn, un particolare vitello texano di grosse dimensioni e dalle corna lunghissime. A Cowboyland i più piccoli hanno la possibilità di entrare in contatto diretto con gli animali e toccarli con mano. L’ambientazione e l’animazione sono in stile cowboy, con il trenino del far west, il toro meccanico o il percorso sulle canoe indiane. In più i bambini potranno salire in sella ai pony e gli adulti potranno provare a cavalcare. Un’esperienza che può fare anche chi è alle prime armi. A Cowboyland ci sono minishow all’interno del villaggio indiano, l’equitazione americana, gli spettacoli di lancio di coltelli e di asce. Nella Cow-town si svolgono gli spettacoli teatrali come lo show del Mago Ciarlatano, le danze country per grandi e piccini. Cowboyland è un luogo divertente e pittoresco, in cui trascorrere dei bei weekend. Una novità di quest’anno è Scappo dalla Città un evento in cui si esce al mattino, si percorre il torrente con cavalli e vitelli e si arriva alla postazione dove si cucinerà alla brace. L’evento dura l’intera giornata e costa 100 euro a persona con obbligo di prenotazione.

L’ingresso a Cowboyland è invece di 14 euro a persona.

viaggi

funicolare como – brunate

lombardia

Si avranno un panorama e una vista mozzafiato, in soli 3 minuti e 30 secondi. la funicolare Como-Brunate è il percorso più veloce che collega le due località lombarde, ma è soprattutto un’occasione per gustarsi il panorama sul lago e sulle Alpi. Si tratta di un’attrazione unica nel suo genere in Europa, che garantisce al turista di essere trasportato, in un attimo, dalla riva del lago di Como al balcone delle Alpi. La funicolare è stata inaugurata nel 1894 e diventò il simbolo dello sviluppo dei trasporti pubblici. Corre su un unico binario e si sdoppia a metà tragitto,  dove si incrociano le funicolari in salita e in discesa. le due stazioni di partenza e arrivo si trovano in piazza Alcide De Gasperi a Como e in piazza Bonacossa a Brunate. Lungo il tragitto ci sono 2 fermate a richiesta: una a Como Alta e una a Carescione (frazione di Brunate). Tra le particolarità che si possono osservare, arrivati a metà percorso, si trova il cosiddetto cannone di Mezzogiorno: installato nel 1912, tutti i giorni a mezzogiorno spara un colpo a salve. Il viaggio dura 7 minuti e il servizio si effettua tutti i giorni dalle 6.00 alle 22.30. le partenze, normalmente sono ogni mezz’ora. Il biglietto di sola andata ha un costo di 3 euro, mentre andata e ritorno costano 5,50 euro.