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polinesia francese cosa vedere e cosa fare

tahiti

La Polinesia francese, al largo della Nuova Zelanda, è formato da 5 arcipelaghi nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, centodiciotto isole di cui solo 67 abitate. La Polinesia francese è uno di quei luoghi da sogno che superano la nostra immaginazione per la bellezza dei suoi paesaggi incontaminati e le sue tante attrattive. Le Isole della Società (Bora Bora e Tahiti), le Marchesi, le Tuamotu, le Gambier e le Australi: hanno delle spiagge bianche dalla sabbia finissima e alture vulcaniche affacciate su acque cristalline dalle mille sfumature d’azzurro, questi arcipelaghi sono l’ideale del paradiso in Terra. Una volta li, sorprende la gentilezza e il senso di ospitalità della popolazione locale, sempre pronta ad accogliere i visitatori dando loro il benvenuto con una ghirlanda di tiaré bianche. La tranquillità di queste isole selvagge e il loro fascino esotico hanno attirato nei secoli numerosi artisti, persino le star hollywoodiane, desiderosi di rifugiarsi nel relax della remota Polinesia. A Hiva Oa, nel cimitero di Calvaire ad Atuona, è possibile tuttora visitare la tomba di Gauguin, così come il Centro Culturale Paul Gauguin mentre il Paul Gauguin Museum si trova a Tahiti, nella capitale Papeete. E proprio a Tahiti potrete visitare, infatti, la casa di Norman Hall, uno degli autori del Bounty, oltre all’interessante museo etnografico Le Musée de Tahiti et des Îles e al giardino botanico. A Papeete non dimenticate di fare un salto al coloratissimo mercato, dove troverete tutto il meglio dell’artigianato locale, dai patchwork alle decorazioni floreali. Tra giugno e luglio, inoltre, si tiene l’Heiva Tahiti, la più importante manifestazione culturale tahitiana, dove assistere a competizioni tra danzatori, artisti, artigiani, sportivi provenienti da tutti gli arcipelaghi. Se Bora Bora e Moorea sono le isole più vivaci, attrezzate e ricche di alberghi, Tahaa è meno turistica e merita di essere visitata per la sua costa frastagliata e i tanti “motu”, piccoli isolotti di sabbia bianca che la circondano, tra le palme di cocco che emergono dall’acqua. Raggiungibile solo in barca, è detta “isola della vaniglia” perché piena di piantagioni di questa profumata orchidea che è possibile acquistare a prezzi vantaggiosi. Gli atolli di Tuamotu, e in particolare quelli di Rangiroa, Fakavara e Tikehau, sono i più spettacolari per le immersioni, attività imprescindibile in Polinesia. Per il surfisti, invece, l’appuntamento da non perdere è quello dell’Air Tahiti Nui, torneo internazionale che si tiene a Teahupoo ogni anno nel mese di maggio e richiama sportivi da tutto il mondo. Un viaggio in Polinesia, è davvero in grado di farvi dimenticare ogni preoccupazione.

Da non perdere

Le perle nere

Vero e proprio simbolo della Polinesia francese, indossate dalle donne sin da bambine, le perle nere sono un acquisto irrinunciabile. In mezzo alla laguna, fermatevi a visitare una delle tante “ferme perlière”, piccole palafitte dove si coltivano queste perle dai riflessi unici, e sceglietene una come ricordo.

La Cascata di Fautuaua

A Tahiti, in una valle rigogliosa, troverete la spettacolare Cascata di Fautuaua, una meraviglia della natura le cui acque cadono ripide per 985 piedi in un’immensa piscina dov’è piacevolissimo fare il bagno. Gli appassionati di trekking potranno raggiungere, con l’aiuto di una guida, il belvedere sulla cima.

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samos (Grecia)

grecia

Dolci declivi ricoperti di boschi, ulivi e alberi da frutto fanno da cornice al mare cristallino di Samos, su cui affacciano decine di spiagge, per lo più di ciottoli bianchi, qualcuna di sabbia. Per fare vita di mare, le località più caratteristiche sono il borgo di pescatori di Kokkari, sulla costa nord, e Pythagorion, a sud-est, con un porticciolo turistico, un lungomare con tanti caffè e taverne, edifici neoclassici e case pastello. Un’oasi di tranquillità è l’area di Marathokampos, all’estremo sud-ovest.

Da non perdere:

le rovine dell’Heraion, il tempio di Era, uno dei più importanti della Grecia antica. Le statue ritrovate sono esposte nel Museo Archeologico di Pythagorion e in quello di Vathy, il capoluogo dell’isola, dove di ammira il Kouros di Samos, alto quasi 5 metri.

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zanzibar

africa

Agosto è un ottimo momento per rilassarsi a Zanzibar, la grande isola-giardino, di origine corallina, al largo della Tanzania: non c’è rischio di pioggia, né di eccessiva umidità, e gli alisei rinfrescano la temperatura. Le spiagge sono lunghe, di sabbia finissima, bordate dalle palme di cocco in gran parte protette dalla barriera. Fra le più belle, Kendwa, di un bianco abbagliante e un mare turchese, la lunga Kiwengwa, su cui affaccia eleganti resort, e la laguna di Kizimkazi, dove al largo si possono avvistare i delfini. Quella del villaggio di pescatori di Nungwi è punteggiata di ristoranti e baretti bohème, molto frequentati per l’aperitivo con tramonto sul mare. L’entroterra è ricco di piantagioni di cannella, pepe e chiodi di garofano, che profumano l’isola e colorano i mercati.

Da non perdere:

Stone Town, centro commerciale in epoca coloniale.

Sulle spiagge, con la bassa marea, si crea un ambiente ideale per passeggiare “sospesi” sull’acqua.

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dove fare acquisti a Formentera

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In genere i mercati funzionano a partire dai primi di maggio fino a metà Ottobre. I mercati dell’artigianato dispongono di una garanzia rilasciata da Consiglio di Formentera che garantisce che i prodotti che vi si vendono sono progettati ed elaborati in laboratori dell’isola. In questo modo si cerca di incentivare e caratterizzare l’artigianato autoctono. Nei mercati artigianali si trovano prodotti di artigianato tradizionali: rete, “espardenyes” (espadrillas), vestiti, tessuti con lana dell’isola, lavorazioni in cristallo, ceramica, cuoio, materiale riciclato ecc. Sono tutti oggetti d’arte che rappresentano un ricordo particolare dell’isola.

Mercato artigianale di La Mola: è il mercato principale di Formentera, sia per numero di venditori che di visitatori ed è diventato un importante punto d’incontro. Nella sua piazza centrale si può ascoltare generalmente musica dal vivo e i suoi dintorni si animano con le terrazze dei bar vicini. È nato da un’iniziativa privata di vari artisti e artigiani e oggi lotta per mantenere inalterato il concetto iniziale che lo ha ispirato: mostrare, vendere e promuovere l’artigianato, rendendo possibile uno stile di vita alternativo  all’interno dell’attuale società industrializzata;

Mercato Artigianale di Sant Ferran: tutti i giorni al pomeriggio e alla sera;

Mercato Artistico di Sant Ferran: tutti i giorni, escluso mercoledì e domenica, al pomeriggio-sera;

Centro Artigianale “Antoni Tur Gabrielet“: è un centro di esposizione dell’artigianato con laboratori per il recupero dell’artigianato locale; tra l’altro accoglie anche un “mercato contadino” con vendita di prodotti alimentari autoctoni;

Mercato di Sant Francesc: tutti i giorni al mattino;

Mercato della Savina: tutti i giorni per tutto il giorno (inizia a Luglio e prosegue fino al 9 Settembre);

Mercato d’es Pujols: tutti i giorni al pomeriggio-sera.

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Formentera e i suoi monumenti

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I monumenti più importanti di Formentera sono:

Chiesa di Sant Francesc Xavier: l’aspetto di questo tempio è sobrio e lo spessore dei suoi muri ricorda la sua funzione di fortificazione contro le invasioni. Da notare la porta rivestita di lastre di ferro. La costruzione della chiesa, situata nella capitale dell’isola di fronte al Consell Insular, è stata ultimata nel 1738;

Cappella di Sa Tanca Vella: Costruita nella seconda metà del XIV secolo e dedicata a San Valerio, questa cappella è di piccole dimensioni ed è coperta da una volta a botte o cilindrica. Si trova nel paesino di Sant Francesc Xavier e dal 1986 è diventata proprietà municipale;

Insediamento megalitico di Cap de Barbaria: le zone archeologiche di Cap de Barbaria testimoniano che questa parte dell’isola è stata diversamente popolata intorno al 1600-1000 A.C. Si tratta di tre diverse zone archeologiche in cui sono avvenuti ritrovamenti significativi, come ceramiche, ossi e un pezzo di bronzo;

Castello romano di Can Blai: Resti di una fortificazione rettangolare con una torre in ogni angolo più un’altra per sorvegliare l’entrata. la sua ubicazione al km 10 tra la Savina e La Mola e in zona sopraelevata, dimostra la volontà degli abitanti di controllare tutta la costa;

Molí veli di La Mola: è uno dei sette mulini a vento per macinare il grano che sono stati in funzione sull’isola. La sua presenza è documentata fin dal 1778 e il mulino conserva attualmente sia l’aspetto che il macchinario interno originali. È possibile visitarlo durante la stagione estiva.

Insediamento megalitico di Ca Na Casta: Insediamento funerario ampiamente utilizzato per molti anni, approssimativamente tra il 2000 e il 1600 A.C. la sua presenza dimostra che sull’isola esisteva già una popolazione stabile alla fine del terzo millennio A.C. È composto da una camera sepolcrale centrale delimitato da grandi lastre, tre cerchi concentrici di pietre, vari raggi che fungono da contrafforte e un corridoio di accesso.

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Formentera: angoli suggestivi

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Formentera è conosciuta per le spiagge e il mare trasparente, ma se si visita l’entroterra si scoprono paesini pittoreschi, fari, torri e mulini, laghi e saline, grotte e caverne nascoste, bei boschi di sabine e di pini che si alternano a dune e rocce di forme bizzarre.

Es Caló di Sant Agustí: tipico paesino di pescatori, dove godersi l’ambiente marinaro. Si raccomanda di visitare il suo caratteristico porto naturale e ristoranti tradizionali della zona. Le passeggiate nei dintorni sono ricche di contrasti naturali: rocce con forme bizzarre, casette di pescatori isolate, le calette di sabbia di Ses Platges a ovest e le scaglie di La Mola a est.

Faro di La Mola: è considerato da molti visitatori un luogo magico, come un faro alla fine del mondo. Vicino al faro si trova un monolito dedicato allo scrittore Jules Verme per la sua menzione dell’isola e del suo faro nel libro “Le Avventure di Ettore Servadac“.

Estay des Peix: è una piccola laguna con un stretta apertura verso il mare che consente l’entrata di piccole imbarcazioni per ormeggiarle. Ha tratti di spiaggia in cui è possibile fare il bagno. é ideale per la pratica di sport nautici con imbarcazioni da diporto di scarsa profondità: windsurf, kayak, vela

Estany Pudent Salines: è un grande lago che istoria a nord dell’isola, tra i centri abitati di Savina e di Es Pujols. La balneazione al suo interno è vietata. Insieme alle saline che lo circondano è invece un luogo altamente consigliato per passeggiate a piedi o in bicicletta. Le saline sono una testimonianza del patrimonio culturale di Formentera perché rappresentano la principale fonte economica dell’isola prima dell’arrivo del turismo. Il loro sale è considerato di alta qualità.

 

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Formentera

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È l’isola abitata più piccola delle baleari. Nonostante si un’isola piccola, 83 km quadrati, la sua forma frastagliata fa si che abbia una grande estinzione di costa (66 km) rispetto alla sua superficie. Lungo la costa ci sono molte spiagge di grandi e piccole dimensioni e numerose colette e angolini reconditi in cui perdersi. L’isola di Formentera è accessibile e comoda. È possibile percorrerla per la maggior parte in bicicletta, attraverso i percorsi verdi, le pinete e i boschi di sabine, le saline e l’entroterra rurale. L’isola di Formentera si distingue per la sua grande bellezza ambientale e per il paesaggio, ancora selvaggio, di dune e spiagge eccellentemente conservate. Per questo motivo, in tutta l’isola è vietato campeggiare. Non appena si sbarca a Formentera, si respira un’aria di pace e tranquillità, caratteristiche che lo rendono un luogo differente. Si viene immediatamente attratti dal mare, unico per la sua trasparenza e l’impareggiabile colore turchese che evoca latitudini tropicali e la cui bellezza è dovuta alla presenza della prateria di Posidonia oceanica più grande del Mediterraneo.

Le Spiagge:

Spiagge del Parco naturale Ses Salines: Spiaggia Cavall d’en Borras; spiaggia di llletes; spiaggia Rocó de s’Alga; spiaggia di Llevant; 

Spiagge di Es Pujols e Sa Roqueta:

spiaggia di Migiorn; spiaggia di Cala Saona; spiaggia di Ses Platgetes.