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10.000 ulivi percorso nel Gargano

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10 km di corsa o camminata, a voi la scelta. Tra i profumi intensi, i colori accesi, gli scorci di mare e la secolarità degli ulivi che solo la piana di Mattinata può regalarvi. La partenza, lungo il corso principale della città, Corso Matino, vi accompagna fino al bivio con il sentiero che porta verso Monte Sacro per “tuffarsi” nei primi km, in leggera discesa, verso il mare. Una volta attraversata la strada provinciale, al bivio con il percorso delle Quattro Spiagge, vi tufferete nel cuore della piana, dove i sensi, saranno rapiti dagli aromi delle coltivazioni. Ad accompagnarvi e a farvi da silenziosi spettatori, durante tutto il vostro percorso, ci saranno file e file di antichissimi ulivi, ricurvi ma fieri, come solo questo albero può essere. Il tracciato prosegue per la maggior parte del suo sviluppo sulle strade asfaltate all’interno della piana, tra serpeggianti muri a secco, in modo che possiate correre o camminare lontano dalle strade principali, immersi solo nel silenzio e nelle mille sfumature della natura garganica. Poco dopo l’ottavo km, si costeggia la strada statale, sul marciapiede, fino al rientro nel centro abitato di Mattinata, dalla parte opposta rispetto ai primi metri percorsi. Ad aspettarvi, alla fine di questo 10.000 ulivi, un’area attrezzata per il defaticamento all’interno dei giardini della villa, uno degli storici palazzi di mattinata.

COME AFFRONTARE IL PERCORSO

Percorso perfetto per essere affrontato da runners, joggers o nordic walkers. Ognuno con il suo ritmo e la sua passione potrà godere di ciò che offre questo splendido tracciato. Per i runners: percorso da affrontare in maniera intensa a seconda dei propri limiti. Dopo le prime centinaia di metri in leggero falsopiano, si scende verso il mare in lieve discesa. Dal secondo, all’ottavo km, il percorso si  sviluppa tra i muretti a secco e gli uliveti della piana di Mattinata. Un percorso completamente pianeggiante, adatto alla ricerca della prestazione cronometrica, nonostante alcune curve. Da ricordare che gli ultimi 2 km risalgono verso il centro di Mattinata percorrendo una salita non ripida ma costante. Qui si può tentare uno sprint finale, per chi ne ha, fino all’area attrezzata per lo stretching e il defaticamento.

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Necropoli Daunia gargano trekking

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Percorso molto turistico, adatto alle famiglie. Si svolge per i primi km lungo la prima parte delle gare Trail della Gargano Running Week per poi tornare verso Mattinata attraversando, su asfalto, la pianta e i suoi uliveti. L’unica differenza rispetto al Saraceno Trail, al Mattinata Trail e alla Gargano Raid, oltre ai km totali, sensibilmente inferiori, è, una volta finita la salita che porta in vetta ai 260 m s.l.m. la deviazione verso destra che fa raggiungere l’ingresso della Necropoli Daunia. Una volta entrati nel sentiero della Necropoli, si potrà seguire un breve e spettacolare percorso informativo con “paline” dedicate alla storia e alla cultura della popolazione Dauna.

COME AFFRONTARE IL TRAIL

Percorso perfetto per essere affrontato da trailer o trekkers sia per chi vuole allenare la corsa in salita sia per chi vuole godere di una splendida passeggiata, nella storia, con la famiglia. Ognuno con il suo ritmo e la sua passione potrà godere di ciò che offre questo cammino. Dopo poco meno di 2 km di asfalto si entra su sterrato, si sale e si scende da Monte Saraceno prima tra gli ulivi, poi su sentiero panoramico a picco sul mare. Per i trailer, è un percorso che può essere affrontato in maniera intensa a seconda dei propri limiti, anche più volte e, volendo, in senso inverso dato il single track. Il ritorno in centro a Mattinata, è su asfalto all’interno della piana per poi salire verso la zona della “Villa” e il suo parco attrezzato per lo stretching e il defaticamento.

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Benvenuti delle Isole Egadi

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L’arcipelago delle  Isole Egadi è formato dalle Isole di Favignana, levanzo e Marettimo e gli isolotti di Formica e Maraone. L’isola, la cui forma assomiglia a quella di una farfalla, ha un corpo centrale costituito da una dorsale montuosa su cui spicca il castello di Santa Caterina, forte costituito su una preesistente torre di avvistamento normanna che divide l’ala occidentale, rocciosa e granitica, da quella orientale calcarea e tufacea.

FAVIGNANA

COME VISITARE L’ISOLA

Percorrendo le due ali sia da terra, grazie alle numerose strade carrabili, sia dal mare, una incontaminata bellezza naturalistica appare al visitatore. Numerose sono le cale dal mare, una incontaminata bellezza naturalistica appare al visitatore. Numerose sono le cale che è possibile ammirare, dall’incantevole Cala Stornello, all’isolotto del Previto, da Cala Rotonda a Cala Grande, da Punta Ferro a Punta Faraglione. In quest’ultimo sito si trova una grotta preistorica. Il perimetro dell’area orientale parte da punta San Nicola giunge fino a Cala Rossa. Questa costa molto pianeggiante e connotata da uno scenario di forte interesse geologico e botanico per la presenza di antiche cave a cielo aperto di pietra tufacea, calcarenite dell’era quaternaria, oggi è possibile ammirare meravigliosi giardini ipogei che proteggono la vegetazione del vento. Da Cala Rossa a Bue Marino e da Cala Azzurra fino a Punta Lunga la costa è caratterizzata da una serie di finissima sabbia tufacea, dalle acque color cristallino.

CASTELLO DI SANTA CATERINA FAVIGNANA

Il Castello di Santa Caterina, a circa 300 metri, sulla cima della collina di Favignana, offre a chi vi sale lungo una via zigzagata recentemente gradonata e basolata, la vista mozzafiato di tutta l’isola e del variegato tratto di mare che unisce le Egadi alla costa trapanese della Sicilia.

LEVANZO

Rocciosa e dolomitica, è la più piccola delle 3 isole. È costituita da un piccolo villaggio che si affaccia sul bellissimo porticciolo di Cal Dogana da dove è possibile, attraverso sentieri curati dalla forestale, raggiungere la bella Cala Minnola e la spianata che ospita un esempio di architettura rurale, l’edificio delle Case Florio con l’annessa fattoria. Un’escursione da non perdere è quella che conduce dal paese verso il sito archeologico della grotta del Genovese, grotta preistorica dove sono rinvenuti pitture e graffiti del periodo paleolitico e neolitico raffiguranti figure stilizzate di uomini, uccelli, pesci. I fondali di Levanzo rappresentano un sicuro richiamo per gli appassionati di archeologia subacquea. Attraverso percorsi è possibile ammirare reperti archeologici posti sotto la tutela della Soprintendenza del Mare.

RELITTO DI CALA MINNOLA – LEVANZO

A poche decine di metri da Punta Altarea, nello specchio d’acqua antistante Cala Minnola, tra – 27 m e – 30 m di profondità, si trovano le tracce del relitto di una nave oneraria romana. Si tratta dei resti del carico di anfore e di frammenti di vasellame e vernice nera.

MARETTIMO

È sicuramente il gioiello dell’intero gruppo. Montuosa e dolomitica, la cui massima altezza è Pizzo Falcone, 684 m. s.l.m., è molto frastagliata e verdeggiante. Le sue coste alte e rocciose sono costellate da circa 400 grotte, sia in superficie che in profondità raggiungibili solo dal mare. Scalo Vecchio è il porticciolo dei pescatori, dal quale si scorge il castello di Punta Troia, oggi restaurato grazie all’intervento predisposto del Comune di Favignana. Trasformato in area museale ospita l’osservatorio dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Proseguendo per i sentieri in mezzo ad una vegetazione selvaggia si possono ammirare numerosissime specie di piante endemiche assenti nel resto della Sicilia come la Brassica macrocarpa. Marettimo, con i suoi numerosi punti di immersione autorizzati, è il paradiso dei subacquei.

CASTELLO DI PUNTA TROIA – MARETTIMO

Il Castello di Punta Troia è uno dei monumenti più antichi di Marettimo. Originariamente era una torre saracena. Di proprietà del comune di Favignana – Isole Egadi, oggi è sede del Museo delle Carceri e Osservatorio “Foca Monaca” dell’Area Marina Protetta. Meta turistica da visitare per godere dell’incantevole scenario naturalistico.

 

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isole tremiti perle del mare adriatico

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Le isole tremiti sono un arcipelago del mare Adriatico, costituiscono il comune italiano di isole tremiti. Qui si trova uno degli habitat naturali più belli del mediterraneo. Ha splendidi fondali, vero paradiso per i sub, da vedere le grotte marine, la più famosa quella delle Viole della limpida acqua smeraldina, fantasiosi scorci di scogli come l’Elefante, l’Architiello e i Pagliai. Oltre il mare, le tremiti offrono uno spettacolare museo a cielo aperto sull’isola di San Nicola con la splendida e quasi millenaria Abbazia fortezza di Santa Maria a mare e i suoi pregevoli chiostri a picco sul mare. Molto bello il bosco sull’isola S.Domino. Incantevoli le grotte marine e le piccole baie. Le tremiti fanno parte del Parco Nazionale del Gargano. Qui si trova uno degli habitat naturali più belli del mediterraneo, è una riserva naturale che comprende l’area costiera che circonda le isole. Straordinario inoltre il patrimonio ittico. Le Tremiti, offrono particolare interesse per le peculiari caratteristiche ambientali, si trova una elevata biodiversità floristica. Qui i pini d’Aleppo sono prostrati dai venti marini. Molto suggestiva, specialmente l’isola di Caprara. Le isole tremiti sono facilmente raggiungibili in nave o aliscafo dai seguenti porti: Termoli, Vieste, Rodi G., Peschici, e da Capoiale in primavera/estate. Da Foggia e Vieste tramite elicottero. Sono isole molto affascinanti e molto piccole, si visitano comodamente a piedi, essendo poco distanti fra loro, per spostarsi si utilizzano piccole imbarcazioni.

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parchi naturali della Sicilia

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In Sicilia ci sono molti parchi naturali e qui ve li presento.

PARCO DELL’ETNA

59.000 ettari, ha il compito primario di proteggere un ambiente naturale unico che circonda il vulcano più alto e più attivo d’Europa. Straordinario è il passaggio, fatto di colate antichissime su cui sono presenti formazioni naturali di pini, faggi e betulle e colate recenti su cui non si è insediata alcuna forma di vita. Nell’area del Parco ricadono inoltre 9 zone Speciali di conservazione e 4 zone di Protezione Speciale, regno dei grandi rapaci tra cui l’aquila reale. Il Parco si caratterizza per la consolidata attività escursionistica, praticabile tutto l’anno. Nel territorio del Parco si cono ben 20 comuni, contrassegnati da splendide antiche case contadine esempi di architettura rurale, con la caratteristica dell’utilizzo di pietra lavica.

PARCO FLUVIALE DELL’ALCANTARA

Unico parco fluviale regionale, corridoio ecologico fra i due Parchi Naturali dell’Etna e dei Nebrodi. Sull’area del Parco ci sono 2 zone speciali di Conservazione: ZSC Riserva Naturale del Fiume Alcantra Contrada Sorbera e ZSC Contrada Gibiotti. L’asta fluviale ha origine tra i Monti Peloritani ed i Monti Nebrodi, tra il dominio geologico etneo e quello appenninico (Catena Peloritani – Nebrodi, per l’appunto). Le acque del fiume Alcantra, raggiungono il mar Jonio, il territorio presenta un’imponente serie di colate  laviche, nei pressi della Cuba di Santa Domenica in località Giardinelli, sono inoltre interessanti le suggestive e profonde gole a strapiombo, conosciute come le Gole dell’Alcantra.

PARCO DELLE MADONIE

Annovera le vette più alte dell’isola alcune delle quali, come Pizzo Carbonara, Pizzo Antenna grande, Monte San Salvatore. Tra le specie endemiche più rappresentative, ci sono gli ultimi esemplari dell’Abete dei Nebrodi.

PARCO DEI NEBRODI

È la più grande area protetta siciliana; ricomprende le più importanti ed estese formazioni boschive presenti in Sicilia, nonché singolari ambienti lacustri e rupestri; ricca la fauna, sia vertebrata che invertebrata, con alcuni endemismi di particolare interesse (tra i quali il cavallo sanfratellano).

PARCO DEI MONTI SICARI

Presenta straordinarie emergenze vegetazionali, floristiche, faunistiche e geologiche che interessano una vasta area collinare e montuosa della Sicilia centro-orientale. Tale importanza naturalistica è testimoniata dalla presenza nel territorio di 4 grandi Riserve Naturali Orientate “M.Cammarata”, “M.ti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio”, “M. Carcaci”, “M. Genuardo e S.Maria del Bosco”, di 15 zone speciali di Conservazione più una vasta Z.P.S. Parecchi gli elementi cultural idi pregio, tra cui il Teatro di Andromeda, il Museo della Cultura Arberëshe, l’Eremo della Quisquina da cui parte l’Itenararium Rosaliae, percorso naturalistico religioso che attraversa il Parco e giunge fino a Palermo.

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Ponza e le sue bellezze (parte 2)

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Andando a Ponza ci sono molte cose da vedere tra cui quelle del precedente articolo e di quelle qui di seguito.

LA CISTERNA DI VIA PARATA

Nella fascia a maggior densità a bitativa, tra Punta della Madonna e Punta S. Maria, sono state censite ben 32 cisterne; la più grande di queste è la Cisterna di via Parata, con una capienza di 4.000 metri quadrati di acqua e costituita da una serie di corridoi a volta disposti perpendicolarmente e scavati nel tufo. Sul fronte sono presenti 2 pozzi quadrangolari di presa, mentre il pavimento e le pareti sono coperte da uno stucco idraulico.

IL MITREO

È situato all’inizio della Salita Scarpelliti, la rampa di gradoni che si apre da piazza Gaetano Vitiello. La Grotta dove presente è un antico Mitreo. Nel Mitreo sono conservate delle figure in rilievo, come Cautes, simbolo del sole nascente e Cautopates, simbolo del sole che tramonta. In mezzo i segni dello zodiaco e Mitra mentre uccide il toro. Tutti i Mitrei venivano scavati nella roccia a simbolo della nascita del Dio da una rupe.

CISTERNE DELLA DRAGONARA, DEL GUARINI E DELLA MADONNA

Tra le tante cisterne, oltre a quella di via Parata e a quella denominata Grotta del Serpente, quella della Dragonara, del Guarini e della Madonna. Purtroppo giacciono abbandonate e alcune sono del tutto interrate e inglobate in edifici più recenti.

CISTERNA DELLA DRAGONARA

La cisterna è perfettamente conservata nel suo impianto originario. L’accesso alla Cisterna di Dragonara avviene tramite una scaletta ricavata nel tufo.

CISTERNA DEL GUARINI

Rappresenta uno dei grandi serbatoi idrici di Ponza e fino a pochi anni fa costituiva la riserva di tutta la contrada della Quagliara.

CISTERNA DELLA MADONNA

La cisterna risulta essere un grande deposito idrico, tra i più ampi tra quelli esistenti.

CISTERNA DELLA GROTTA DEL SERPENTE

È la cisterna romana meglio conservata delle tante disseminate sull’isola. Venne scavata nel fianco del monte e in parte ricoperta di cemento e di opus reticolatum; è a 3 navate.

L’ACQUEDOTTO ROMANO

Parti dell’antico acquedotto romano di epoca imperiale si possono rinvenire nella zona di Cala dell’Acqua, dove questo è ancora attivo.

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Ponza e le sue bellezze (parte 1)

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Eccovi una selezione di cosa vedere assolutamente nell’isola di Ponza.

NECROPOLI DI BAGNO VECCHIO

È caratterizzata da 4 tombe ipogee: la tomba A con una pianta a forma di croce, la tomba B a forma di croce tripla, la tomba Rosa in pianta quadrangolare, con in fondo una camera sepolcrale e la tomba Bella a pianta rettangolare. Quest’ultima ha una volta a sesto ribassato e la sapienza costruttiva della sua realizzazione sembra il segno di un’edificazione  più recente. Le tombe ipogee furono certamente utilizzate nel periodo proto cristiano, anche se sono databili a un’epoca antecedente.

CIMITERO DI PUNTA  DELLA MADONNA

Il Cimitero di Ponza rappresenta uno dei cimiteri più interessanti e particolari al mondo. Sorge sul promontorio di Punta della Madonna, dove in epoca romana sorgeva un grande complesso residenziale ( la Villa romana di Punta della Madonna). La parte più antica del cimitero si sviluppa intorno alla vecchia cappella dedicata a S.Maria della Salvazione; la chiesa conserva ancora un’icona della Vergine a cui si rivolgevano i pescatori.

LE GROTTE DI PILATO

Sono un esempio notevole di peschiere scavate nella roccia, caratterizzate da un grande impegno costruttivo e decorativo. Queste strutture ittiche servivano, durante l’impero romano, per allevare il pesce e in particolare alcune specie considerate di grande pregio come le triglie, lo scaro, le murene e le aragoste da portare sulla tavola dei romani più facoltosi. Tale complesso architettonico coniuga sapientemente gli aspetti produttivi legati alla distribuzione delle vasche e dei canali per convogliare l’acqua marina con la raffinatezza dei luoghi destinati  agli aspetti ricreativi; caratterizzati da mosaici, stucchi e sculture. Sono state in seguito riadattate a magazzino e ricovero per piccole imbarcazioni legate alla presenza sull’isola della marina borbonica.

IL TUNNEL DI CHIAIA DI LUNA

È uno dei 4 tunnel di epoca romana presenti sull’isola, i quali permettevano di superare gli ostacoli caratterizzati dai promontori a picco sul mare e di collegare così le varie parti di Ponza, altrimenti separate data la sua conformazione geografica. Il tunnel di Chiaia  di Luna, in particolare, garantiva il collegamento con l’insenatura Chiaia di Luna, irraggiungibile se non dal mare. Tale insenatura rappresentava un approdo importante per le imbarcazioni per la sua posizione a ovest e quindi protetta dai venti di levante e grecale. Il tunnel non è particolarmente lungo (168 m), ma è caratterizzato da accorgimenti tecnici molto raffinati, che testimoniano l’alto livello ingegneristico e una grande disponibilità di risorse economiche e di uomini.

 

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Melissa cosa vedere

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Melissa è certamente la vostra meta ideale se amate esplorare la natura, il trekking ed escursioni in mountain bike. Il borgo possiede anche un patrimonio storico-artistico, costituito da musei, monumenti ed edifici religiosi davvero suggestivi. Molto rinomata è la frazione Torre Melissa. In questa località potrete rilassarvi godendovi la tranquillità delle spiagge o passeggiando sul lungomare tra le alte palme e la vista della Torre Aragonese, uno dei più importanti simboli del territorio melissese. Inoltre se vi piacciono gli sport sull’acqua, potrete anche praticare escursioni in barca o in canoa. Il borgo di Melissa con la caratteristica struttura “a gradoni”, mantiene ancora oggi tutte le peculiarità di un borgo di tipo feudale, con i piccoli vicoli raggiungibili solo a piedi e i resti dell’antico castello medievale,  simbolo storico ed archeologico di cui ad oggi sono visibili solamente alcuni parti della struttura e della cinta muraria. Nel territorio di Melissa è presente anche un gruppo di grotte rupestri, primi insediamenti abitativi nella zona; alcune grotte sono inglobate nell’abitato, altre sono ancora ben visibili nelle campagne.

CHIESA SANTA MARIA DELL’UDIENZA

Annesso alla chiesa venne edificato anche un ospizio e locali per i monaci minori conventuali. L’edificio divenne subito meta di grande devozione da parte della popolazione di tutta la diocesi di Umbriatico e della Provincia. Ancora oggi sopra il portale campeggia lo stemma dei Pignatelli.

CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

La sua struttura presenta un’unica navata e l’abside è composto da un enorme mosaico che rappresenta Gesù in mezzo ai discepoli. Nell’edificio è conservata una suggestiva scultura in legno di notevole pregio artistico; accanto c’è la statua della Madonna del Santissimo rosario di Pompei. È possibile vedere anche 4 statue di epoca contemporanea.

CHIESA DI SAN GIACOMO APOSTOLO

Sul portale dell’edificio c’è ancora oggi lo stemma araldico dei Campitelli: uno scudo turchino traversato da una fascia argento in campo azzurro, con un leone passante illeopardito e 3 rose rosse a 5 petali. Oggi l’edificio è chiuso al culto.

VECCHIO FRANTOIO

È motivo di vanto tra i musei di Melissa. Si tratta di un Museo Archeologico-Industriale, dove si può osservare, seguendo il percorso espositivo, tutto il sistema di estrazione a freddo dell’olio, fin dalla spremitura delle olive con la vecchia macina in pietra, ancora intatta. Il museo si pone l’obiettivo di approfondire e far conoscere la storia dell’agricoltura locale, dale prime forme primitive ad un’agricoltura più industrializzata.

MUSEO DEL VINO “PALAZZO FERRARO”

Al primo piano troviamo la Sala del Consiglio Comunale di Melissa mentre al piano di sotto è possibile visitare la parte espositiva con gli utensili che venivano adoperati per la lavorazione dell’uva e la produzione del vino.

CHIESA MADRE DI SAN NICOLA VESCOVO

Era sede delle 2 confraternite laiche del SS.mo Sacramento e del SS.mo Rosario. Essendo la più importante vi si riuniva tutto il clero della città per celebrare le funzioni religiose. in essa si conservavano importanti oggetti liturgici di alto pregio.

CENTRO DI RICERCA DELLE LOTTE CONTADINE

Istituito per favorire l’approfondimento e la conoscenza della storia del movimento contadino e delle lotte per la conquista del latifondo. All’interno del museo è ospitata la mostra fotografica “Melissa 1949 – 1979 – trent’anni di rilevazione fotografica sulla condizione e la cultura delle classi subalterne”. Il Centro organizza anche convegni e mostre temporanee e conserva studi e materiale di importante valore documentario.

MONUMENTO AI CADUTI DI FRAGALÀ

TORRE MELISSA

CHIESA MARIA SS. DEL MONTE DEL CARMELO

La struttura di questo edificio religioso è a “campata unica” con la trabeazione interna sorretta da lesene con campitello, che si ispirano ai canoni dell’ordine ionico.

TORRE RAGONESE

La Torre, detta anche “Torre merlata” o Torrazzo, si distingue per alcune singolari caratteristiche dalle altre torri di avvistamento spagnole. la Torre, di struttura circolare, si sviluppa su 3 livelli complessivi: un cortile interno con piccole stanze adibite a magazzini; le stanze padronali; il coronamento. La Torre Merlata è di proprietà comunale e ospita la sede del GAL “Alto Marchesato Crotonese”, dove sono esposti utensili, strumenti, prodotti tipici della cucina locale ed in generale, della tradizione calabrese.

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cosa vedere e fare nelle isole ponziane

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Innanzitutto va detto che le isole ponziane sono 3 e ve le presento:

ISOLA DI PONZA

È la più grande delle isole  dell’arcipelago. È lunga 7 km ed è stretta, ha una forma a mezzaluna. Appena si sbarca con le navi ci si trova a Ponza centro o porto dove sono concentrati tutti i principali servizi e attività dell’isola. A poche centinaia di metri dal centro e dopo aver attraversato 2 storici tunnel si arriva al borgo di Santa Maria. È uno splendido e coloratissimo borgo. La Forna, che si snocciola in altri piccoli quartieri, occupa tutta la zona nord dell’isola ed è il tipico villaggio di pescatori con strade strette e incastrare tra edifici e muri a secco. L’isola è caratterizzata da una poca urbanizzazione lasciando ampie zone completamente coperte da macchia mediterranea. Tutto il territorio è ZSC, Zona Speciale di Conservazione, e ZPS, Zona a Protezione Speciale.

ISOLA DI ZANNONE

Fa parte del Parco Nazionale del Circeo e quindi è totalmente selvaggia e disabitata. La sua caratteristica principale è il bosco di lecci. Girare in un bosco in infradito, costume e ancora bagnati dal mare è veramente un’esperienza particolare e unica. Il sentiero è semplice e ben segnalato e vi porterà in cima, dove sono ancora presenti i resti di un convento cistercense. L’isola è raggiungibile in sicurezza sia con gite organizzate saltuariamente sia con le piccole imbarcazioni a noleggio.

ISOLA DI PALMAROLA

La visita di quest’isola è una delle cose da non perdere, se andate a Ponza. L’isola è un’oasi naturalistica tutelata e la presenza dell’uomo è limitata alla baia del “porto”. Questa baia non è un porto vero e proprio ma si può scendere sulla spiaggia ghiaiosa e c’è un ristorante e delle case grotte. Si può raggiungerla sia in modo autonomo, noleggiando una barca o un gommone, sia con una gita organizzata con una traversata di circa un’ora.

MUSEI STORICI

L’intero porto borbonico dell’isola di Ponza è un museo a cielo aperto che è rimasto praticamente invariato, con la banchina al livello del mare, la via pedonale fiancheggiata al piano superiore e le case ancora più alte. È ancora possibile vedere gli edifici pubblici gialli che negli anni passati hanno ospitato le caserme  e gli edifici di una scuola e delle prigioni. La chiesa di San Silverio è stata il centro religioso dell’isola fin dai tempi dei Borbone e l’architettura ricorda chiaramente il Pantheon di Roma. Una visita al cimitero monumentale vi stupirà con le sue tipiche cappelle e il suo panorama mozzafiato. Si possono visitare anche due delle cisterne romane che, 2000 anni fa, fornivano l’acqua a l’intera flotta romana.

MUOVERSI SULL’ISOLA DI PONZA

Ci si può muovere tranquillamente con i mezzi pubblici. La partenza si trova nel parcheggio di Via Banchina Nuova, a pochi metri dallo sbarco della nave. Si possono anche noleggiare scooter, golf car, automobili e biciclette elettriche.

SPIAGGE ATTREZZATE

Da Ponza porto è possibile andare alla spiaggia di  Frontone tramite le molte navette. La spiaggia è raggiungibile anche a piedi tramite una passeggiata di circa 20 minuti dalla strada principale. A le Forna, raggiungibile in bus o auto, sono presenti più punti dove andare al mare in modo gratuito. Cala Feola, spiaggia di sabbia raggiungibile percorrendo una lunga scalinata. Cala dell’acqua è sempre formata da molteplici rocce da cui tuffarsi e potrete noleggiare barche, gozzi, lettini e ombrelloni. Si raggiunge facilmente a piedi. Cala Gaetano, proprio alla fine dell’isola, è un posto davvero isolato e particolare anche perchè bisogna scendere centinaia di gradini. Una serie di grandi rocce saranno alla fine della discesa dove potervi godere una riservata giornata di mare.

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cosa vedere a Irsina

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Irsina sorge du un’altura panoramica a 550 m. s.l.m., tra le valli del Bradano e del Basentello. I vicoli del centro storico raccontano l’origine della città, una tra le più antiche della Basilicata. I palazzi donano all’antico borgo un aspetto aristocratico di grande suggestione, mentre le chiesette disseminate in tutto il centro storico sono testimonianza della forte presenza ecclesiastica.

LA CRIPTA DEGLI AFFRESCHI “GIOTTESCHI”

La chiesa dell’ex convento di San Francesco è un impianto architettonico molto importante del centro storico di Irsina. Composto di una sola navata centrale e cappelle laterali. negli affreschi della cappella ipogea di San Francesco, ricavata all’interno di una torre quadrangolare del castello normanno è chiaro il richiamo della pittura di Giotto non solo nelle architetture ma anche nella spiritualità dei personaggi. La Cripta, dalla raffigurazione del Creatore alla Crocifissione, dall’Ultima Cena alla Presentazione al Tempio e denota influssi di tutte le correnti pittoriche nazionali e internazionali che interessarono Napoli.

MUSEO JANORA

La preziosissima collezione del Museo Civico Janora, è conservata nei locali dell’ex convento di San Francesco. Gli oggetti dell raccolta appartengono a varie epoche e rappresentano una testimonianza antropologica e culturale, strumento di ricerca sugli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita della città e del territorio circostante.

LA CATTEDRALE E LA STATUA DEL MANTEGNA

La maestosa Concattedrale di S.Maria Assunta è un’opera architettonica di valore aggiunto. Il campanile conserva le forme romaniche nella parte inferiore e gotiche nella parte superiore, in particolare nelle bifore. La facciata, in barocco napoletano, presenta pregevoli decorazioni nel portale e richiama la struttura interna a 3 navate. Altre peculiarità è la parte posteriore; essa si erge direttamente dalla roccia, si unisce alla cinta muraria della città formando una vera e propria fortezza all’aspetto. Un elemento originario dell’antica costruzione è la suggestiva cripta, con pianta a croce greca. L’interno della Cattedrale è un vero e proprio scrigno di tesori d’arte. Vi si conservano le numerose opere venete della preziosa collezione De Mabilia, ma il fiore all’occhiello è di certo la splendida statua di S.Eufemia di Andrea Mantegna. La fierezza e la dolcezza dello sguardo della Santa danno la sensazione che la pietra di Nanto, con la quale è stata realizzata, si muova e prende vita.

PERCORSO DELLE FONTANE : I “BOTTINI”

Il “percorso delle fontane” è uno dei più suggestivi delle campagne Irsinesi. In c. da Fontana, appena fuori dal centro abitato i “Bottini”, cunicoli sotterranei ad altezza d’uomo che seguono l’andamento della falda acquifera. Questo percorso costituisce lo spesso strato di sedimenti alluvionali e i sovrastanti strati argillosi impermeabili hanno creato una situazione geomorfica tale da consentire l’accumulo di grandi quantità di acqua che alimentano sorgenti esterne al centro abitato. L’acqua captata dal sottosuolo, grazie al particolare terreno, si deposita in vasche di decantazione, e dopo essere stata purificata viene incanalata fino alla monumentale fontana esterna del 1700, dalla quale sgorga fresca e pura dalle 12 bocche.