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Vicenza rioni vie e piazze 2° parte

veneto

Eccovi proposte altre vie e cose da vedere a Vicenza.

Corso Palladio

È senza dubbio la strada più importante di Vicenza. Sulla strada che collega piazza Castello a piazza Matteotti, si affacciano importanti edifici tra cui:

Casa Cogollo

Si dice sia la casa di Palladio ma in realtà lui non ci abitò mai. Il piano inferiore è caratterizzato da una finestra serliana, da colonne ioniche e da due Vittorie poste ai lati dell’arco. Il piano nobile è delimitato da due finestre e da altrettante paraste di ordine corinzio.

Palazzo Caldogno da Schio detto Ca’ D’oro

È uno dei più celebri edifici di Corso Palladio. Il palazzo si sviluppa attorno a un cortile quadrato, in cui si conserva materiale lapideo della collezione di Giovanni da Schio, e su 3 livelli: un basamento e due piani nobili.

Palazzo Pojana

Altro palazzo attribuito a Palladio. Come in diverse altre strutture palladiane, il palazzo ha un pianterreno che in facciata si presenta bugnato, al di sopra del quale è il piano nobile che alterna finestre delimitate da balaustre sormontate da timpani triangoli e semicircolari in alternanza. A separare gli spazi delle finestre intervengono delle lesene corinzie che delimitano anche il piano superiore, al livello dei sottotetti, che sul prospetto è ravvisabile per una serie di aperture quadrate.

Palazzo Porto Breganze

Denominato anche Palazzo Porto in piazza Castello. Delle sette campate ideate, ne furono costruite solo due, caratterizzate da semi colonne corinze di ordine gigante, tra le quali trovano posto un basamento bugnato e finestre balaustrate e con frontoni triangolari e semicircolari. L’incompiutezza dell’edificio è evidente osservando la sezione del palazzo che dà sulla piazza in cui è ancora ben visibile una vecchia casa quattrocentesca, mai demolita a causa dell’interruzione dei lavori.

Palazzo Thiene Bonin Longare

Il palazzo è una tipica struttura palladiana. Si tratta infatti di un grosso quadrilatero con un pianterreno rustico liscio con un portale caratterizzato da un arco a tutto sesto. Al primo piano si alternano finestre sormontate da timpani triangolari e convessi. Entrambi i livelli nel prospetto sono arricchiti da otto semicolonne di ordine corinzio. In alto, dopo una seconda trabeazione, sono delle semplici finestre quadrate corrispondenti ai sottotetti. nella corte interna, si ha uno splendido doppio loggiato su colonne corinzie che fiancheggiano due archi centrali.

Palazzo Trissino baston

Il palazzo presenta lungo il prospetto che dà sul corso un portico su alte colonne ioniche sormontato dal piano nobile scaldito da paraste corinzie e caratterizzato a centro da una serliana. Non venne mai realizzato il timpano di coronamento previsto dal progetto.

Pinacoteca Palazzo Chiericati

L’edificio in cui è ospitato il museo Civico di Vicenza, ospita un’importante pinacoteca con opere di artisti di primo piano dal medioevo al settecento.

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Vicenza e i suoi rioni piazze e vie 1° parte

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Oggi vi presento Vicenza con i suoi rioni, piazze e vie.

Contra’ Porti

la via, è una traversa di corso Palladio e una delle strade architettonicamente più interessanti di Vicenza. Nelle vicinanze si trovano alcuni dei più bei palazzi della città, progettati da Andrea Palladio, come di evince dai nomi di questi edifici che dopo elencherò e descriverò, la titolazione della strada si deve ai più importanti signori che abitarono, membri della famiglia da Porto.

Palazzo da Schio Vaccari Lioy

Palazzo con il pianterreno rustico e classicheggiante il piano nobile, con 3 finestre sormontate da timpani e delimitate da balaustre che occupano gli intercomuni tra 4 semicolonne corinze.

Palazzo Iseppo Da Porto

la facciata presenta un alta zoccolatura bugnata, oltre la quale il piano nobile è scandito da una serie di semicolonne ioniche e da finestre chiuse da balaustre, sormontate in alternanza da un timpano triangolare e da uno semicircolare. All’interno del palazzo oltre a un atrio, le sale conservano affreschi vari.

Palazzo Thiene

Il palazzo, è costruito in forme coniche e caratterizzato da una trifora in marmo rosa. Il palazzo oggi è incluso nella lista dei monumenti tutelati come patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il grande cortile si presenta come un quadrilatero di logge su due ordini, il primo rustico e bugnato, il secondo composito.

palladium Museum

Il museo è ospitato nel Palazzo Barbaran da Porto. L’edificio è caratterizzato da un doppio ordine di colonne ioniche e corinzie, diviso da una trabeazione classica, che si ripete lungo il perimetro esterno e nel cortile interno.

Corso Fogazzaro

La via, in origine decumano minore della città romana, fu il centro nevralgico del quartiere medievale di Porta Nuova. Sulla strada si affacciano prestigiosi edifici e chiese tra cui:

Chiesa di S.Croce in S.Giacomo Maggiore detta dei Carmini

All’interno spiccano i bassorilievi di fine 400 provenienti dalla non più esistente chiesa di San Bartolomeo, sistemati attorno alle cappelle, alle porte e agli altari.

Palazzo Valmarana Braga

La facciata si presenta con una sequenza di le sene corinzie giganti che poggiano su un basamento rustico e che incorniciano due ordini di finestre; in alto c’è l’attico. Le due lasene alle estremità, più corte, sostengono altrettanti telamoni.

Tempio di San Lorenzo

È la grande fondazione francescana di Vicenza e uno dei più importanti esempi di architettura veneta capace di fondere elementi cistercensi e romanici. La bella facciata a capanna presenta il registro superiore caratterizzato da un grande rosone centrale, archetti e oculi tondi in pietra bianca e cotto. Quello inferiore, con alte e profonde arcate gotiche a ogiva, in cui trovano spazio 4 monumenti funebri, è invece dominato dal grande protiro aggettante con fasci di colonne, leoni stilofori. L’interno, diviso in 3 navate con volte a crociera costolonate impostate su enormi pilastri, si conclude in altrettante absidi.

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i parchi della Valsesia

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La Valsesia e il Vercellese sono ricche di parchi e offrono itinerari guidati per riscoprire il fascino e la suggestione dell’ambiente e del suo ecosistema.

In Valsesia

Il Parco Naturale dell’Alta Valsesia, è una perfetta combinazione di tutti gli ambienti caratteristici dell’alta montagna piemontese, presenta sentieri tracciati e rifugi custoditi che ne facilitano l’esplorazione. Raggiungibile a piedi da Alagna, Rima, Carcoforo, Fobello e Rimella, comprende la Valgrande la Val Sermenza, la Val d’Egua e la Val Mastallone e si qualifica come il Parco Naturale più alto d’Europa. Il Sacro Monte di varallo è immerso nel verde della Riserva del Sacro Monte, ambiente naturale caratterizzato da numerose specie arboree ornamentali. Alle porte di Borgosesia sorge il Parco del Monte Fenera, di preminente interesse archeologico: è famoso soprattutto per il fascino indiscusso delle sue numerose grotte, in cui si ritrovano le tracce di preistorici insediamenti umani, e per l’antica Civiltà dei Taragn, le abitazioni contadine con i tetti in paglia. Di rilevanza internazionale è la recente scoperta del Supervulcano fossile della Valsesia: unico nel suo genere. Fa parte del Sesia-Val Grande Geopark, inserito a sua volta nella rete internazionale dei Geoparchi UNESCO.

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Valsesia

montagna

La Valsesia, una delle valli più verdi d’Italia, si specchia nelle acque del fiume Sesia che la percorre interamente ed è chiusa verso monte dal grande massiccio del Rosa. Terra di montagne e torrenti, ospita splendidi ambienti naturali in cui si dipanano itinerari e percorsi tematici molto suggestivi, offrendo infinite attrattive e opportunità per gli appassionati sportivi e non.

Il Monte Rosa

Il massiccio del Monte Rosa costituisce un universo affascinante per gli appassionati di alpinismo, trekking e sci ed un vero paradiso per gli sciatori amanti del freeride e della neve fresca. Centro sciistico più importante della Valsesia è Alagna a m. 1192, comune insignito del marchio Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, che possiede un’eccellente dotazione di impianti di risalita e che fa parte del grande comprensorio sciistico “Monterosaski” collegato con le valli valdostane di Gressoney e Ayas. Gli sciatori meno provetti hanno la possibilità di cimentarsi sulle piste blu del Wold, a 500 metri dal centro del paese, mentre nel confinante comune di Riva Valdobba si può praticare lo sci di fondo su di un anello di circa 10 km. Delizioso il comprensorio Scopello Alpe di Mera a 1550 m, situato su di uno stupendo altopiano, che propone piste e discese adeguate a tutti i livelli di pratica sciistica. Per gli escursionisti Alagna è il punto di partenza per le vie alpinistiche sul Monte Rosa, tappa della Grande Traversata delle Alpi e per le escursioni alla Capanna Gnifetti ed alla Capanna Margherita. Il fiume Sesia è considerato tra i fiumi più limpidi, esclusivi ed impegnativi d’Europa per la pratica degli sport fluviali: canoa, kayak, rafting e hydrospeed e torrentismo.

La Civiltà del Walser, tra cerimonie e folkrore

La Valsesia è un territorio che ha conservato i suoi tratti più autentici, dove l’impareggiabile natura si fonde nell’arte e nelle tradizioni. Risalendo le pendici del Rosa si giunge sulle tracce della civiltà Walser, antica popolazione di origine germanica provenzale dell’Alto Vallese. Intorno ad Alagna gli itinerari fra le frazioni Walser sono molteplici; da segnalare Otro, e Pedemonte, dove si può ammirare l’interessantissimo Walsermuseum che custodisce gli usi e i costumi di questo popolo. Imboccando il vallone di Rimella in Val Mastallone, si entra in un altro mondo: il paese infatti è il più antico insediamento Walser in Valsesia; Interessanti la Parrocchia di San Michele il Museo Etnografico Walser e la frazione San Gottardo. Risalendo il corso del Mastellone si giunge poi a Fobello, famoso per l’artigianato del “puncetto”, a cui il paese ha dedicato una Mostra Permanente.

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vercelli e il suo centro storico

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Vercelli, capoluogo di provincia e sede universitaria, affonda le proprie radici in un arte. Vercelli è da scoprire con calma e con metodo, per coglierne le 3 anime: medievale, rinascimentale e di città d’arte.

Vercelli tra il sacro e profano

Dalla Basilica di Sant’Andrea, uno dei massimi capolavori del periodo romanico-gotico italiano, simbolo della città con il fascinoso chiostro e la Sala Capitolare, proseguendo verso il Salone Dugentesco, storico “hospitale” per i pellegrini di passaggio lungo la via Francigena. In questa zona non si può non ammirare l’elegante Piazza del Duomo. Qui sorgono la Cattedrale, dove è conservato l’incantevole crocifisso monumentale, e il Seminario Arcivescovile. In piazza d’angennes si affaccia imponente il Campanile romanico a fianco del palazzo dell’arcivescovado che ospita l’Archivio, la Biblioteca Capitolare ed il Museo del Tesoro del Duomo. Imboccando via Galileo ferraris passate in mezzo a due altri illustri simboli vercellesi, la Chiesa di San Bernardo e l’ex Chiesa di San Marco, per poi giungere, tra ali di palazzi storici, in piazza Cavour. Ancora oggi questa nobile piazza, interamente circondata da portici medievali da cui emerge la trecentesca Torre dell’Angelo, è il cuore della città. Piazza Cavour è compresa tra piazza Palazzo Vecchio, e la piazza del Municipio dove si trova la Chiesa di San Paolo che conserva, all’interno, due opere di Bernardino Lanino.

Vercelli, tra umanesimo e rinascimento

Dalla piazza del Municipio, imboccando via San Cristoforo, ci si trova difronte l’omonima chiesa rinascimentale, la “cappella sistina di Vercelli”, che custodisce alcune delle più importanti opere pittoriche del ‘500: due splendidi cicli di affreschi di Gaudenzio Ferrari, storie della vita della Vergine e storie della vita di Santa Maria Maddalena, e una pala d’altare, la Madonna degli Aranci. Proseguendo lungo via Cagna e svoltando a destra verso Corso Libertà, si scopre Palazzo Centoris, edificio rinascimentale con bramantesco cortile coperto a doppio ordine di archi. Poco più avanti incontrerete Casa Tizzoni, magnifico edificio con un’elegante torre quattrocentesca. Verso la fine del “corso” si trova l’ex Chiesa di S. Chiara, raffinato capolavoro del barocco piemontese.

La Vercelli dei Musei

Il Museo Leone ha sede in due bellissimi palazzi contigui, la cinquecentesca Casa Alciati e il barocco Palazzo Langoscio, e custodisce reperti archeologici e opere d’arte dalla Preistoria all’800. Lungo la via Borgogna sorge l’altro importante museo cittadino, il Museo Borgogna che, per importanza è la seconda pinacoteca del Piemonte e che è ricco di opere di scuola vercellese del Rinascimento nonché di famosi maestri italiani, tedeschi, olandesi e fiamminghi dell’800 e del ‘900. Una raccolta di tesori inestimabili è anche il Museo del Tesoro del Duomo, ospitato nel Palazzo del Arcivescovado.

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Varallo sesia ecco cosa visitare

Valsesia

Questa è Varallo sesia che con la sua posizione e il suo santuario sul famoso Sacro Monte, presenta particolari e interessanti vedute che nessuna persona provvista di mezzi dovrebbe trascurare di visitare e, vecchie case e pendii ricchi di vegetazione formano un quadro che tutti vorrebbero possedere. Le strette contrade del centro storico, i cortili interni, il fitto tessuto di edifici religiosi e l’edilizia borghese sono testimonianza della storia del capoluogo della Valsesia.

Cosa Visitare:

La collegiata di S.Gaudenzio

eretta su un promontorio roccioso, è raggiungibile grazie alla maestosa scalinata contemporanea alla sua costruzione. La chiesa si presenta circondata da un loggiato composto da 28 archi dal quale si domina la piazza sottostante. Del suo aspetto originario, rimane solo la parte del campanile romanico. L’interno, barocco, presenta un’unica navata con cappelle laterali abbellite da opere pittoriche del XV-XVIII secolo mentre, nell’abside, si trova il polittico di Gaudenzio Ferrari dedicato allo Sposalizio di S.Caterina.

La Casa Valsesiana “Muntisei”

Situata all’interno dei giardini pubblici, è una ricostruzione di una tipica abitazione valsesiana: presenta infatti le caratteristiche di estrema funzionalità delle strutture e il tetto in beole, tipici delle costruzioni edilizie della Valsesia.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie

L’interno, caratterizzato dalla spoglia struttura architettonica di matrice francescana, è movimentato dalla presenza di archi gotici che sorreggono il soffitto in travi di legno a vista. A costruire la parte più artisticamente importante dell’edificio e ad attrarre lo sguardo del visitatore sono le 21 scene della vita di Cristo affrescate da Gaudenzio Ferrari, collocate sulla parete divisoria che separa lo spazio aperto ai fedeli da quello anticamente riservato ai religiosi. La parete è sovrastata, nel timpano, dal busto dipinto dal profeta Isaia, mentre al di sotto di essa due tondi raffigurano S.Francesco e S.Bernardino da Siena, soprastanti a loro volta due riquadri con la Pietà e la Veronica. La chiesa presenta inoltre i resti di una razione più antica, visibile nei riquadri accanto alla cappella di sinistra, mentre gli affreschi sulla volta della cappella dedicata alla Madonna delle Grazie sono opera di Antonio Orgiazzi. Nel chiostro del convento sono conservati affreschi che riprendono i temi della vita di Gesù trattati all’interno, oltre a figure di santi e alla Vergine col Bambino, sempre di ispirazione gadenziana.

Piazza Ferrari

Questa piazza è dominata dal monumento dedicato a Gaudenzio Ferrari.

L’Ottocentesco Palazzo del Musei

Sorge poco distante: attualmente ospita la Pinacoteca e il Museo Calderini, in passato era inoltre sede della Scuola Barolo, dedicata allo studio amatoriale di disegno e scultura. La Pinacoteca conserva esempi di pittura piemontese e valsesiana.

Il Museo di Storia Naturale Pietro Calderini

In riallestimento, è invece dedicato alla Storia Naturale e geologica di Varallo e della Valsesia. Ospita, oltre ad una ricca raccolta di coleotteri, reperti paleontologici, etnologici ed archeologici.

In Piazza S.Carlo, è possibile visitare la Casa-Museo Cesare Scaglia, in cui sono raccolte non solo opere ma anche mobili, oggetti e oggetti dell’artista. Dal palazzo dei Musei ci si può inoltrare nel centro cittadino, percorrendo vie caratteristiche quali via Don Maio, antica Contrada dei Nobili, Piazza S.Carlo, via Orgiazzi, via Albertoni, via Alberganti, fino a raggiungere Piazza Ravelli. Il ponte sul torrente Mastallone raggiunto attraversando le antiche vie di Varallo, è dominato dalla statua del generale Giacomo Antonini. Il Palazzo Scarognini d’Adda, oltre il ponte presenta una grandiosa architettura quattrocentesca, sugli esterni sono raffigurati gli antichi stemmi delle famiglie proprietarie. Tornando verso il centro città, attraverso via Osella in piazza Calderini su cui si affaccia il settecentesco Palazzo Racchetti, oggi sede della biblioteca civica. Poco distante, il palazzetto Centa testa presenta la sua importante architettura affacciandosi su via Vietti. Si raggiunge in fine corso Roma, viale alberato su cui si affacciano l’ex convento delle Orsoline, e le ville ottocentesche, segno tangibile dell’agiatezza e di un alto livello culturale raggiunto nel XIX secolo: oggi sono la sede del Municipio e di diversi Enti Territoriali.

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Arona percorso turistico

statua di arona

L’itinerario ideale per conoscere le bellezze di Arona parte dal piazzale della stazione ferroviaria e si sviluppa lungo la principale arteria del traffico cittadino. Difronte alla stazione in Largo Duca D’Aosta troviamo l’ufficio di promozione turistica. Corso della Repubblica offre uno splendido panorama della costa lombarda del Lago Maggiore, dominata dalla Rocca di Angera con il castello di origine medioevale. La passeggiata continua nella suggestiva isola pedonale di Corso Cavour, dove si incontra la chiesa dedicata ai santi Anna e Gioacchino. Da Corso Cavour le piccole rughe che si dipartono  verso il lago offrono straordinari scorci paesaggistici; in prossimità di una di queste si trova una statua dedicata a Carlo Borromeo e abitualmente nominata SanCarlino, una delle numerose testimonianze della dedizione degli aronesi per il santo. Lungo il corso potete trovare negozi di grandi marchi accostati a negozi di artigiani. Da Corso Cavour si può accedere da via Battisti alla caratteristica Piazza San Graziano, dove potete visitare il museo archeologico e minearologico nlle sale che un tempo erano adibite a mercato coperto.  Salendo la scalinata il sagrato conduce alla chiesa dei Santi Martiri o San Graziano, la facciata è barocca e l’interno è ispirato allo stile gotico. Proseguendo nel vicolo Card. Maurilio Fossati a destra difronte all’ex-ospedale SS. Trinità si trova la collegiata della Natività di Maria Vergine. Attigua alla collegiata addossata al palazzo comunale sorge la Cappella Beolco. Lasciata la Collegiata, in via Federico Borromeo si incontra la Chiesa di San Giuseppe. La passeggiata alla scoperta delle bellezze di Arona può proseguire lungo la suggestiva via San Carlo, per ammirare una delle dimore più eleganti della città Villa Ponti. Poco distante è il Palazzo Borromeo, con il portale adorno dello stemma gentilizio della famiglia. Proseguendo sulla strada dopo l’attraversamento stradale è possibile accedere al sentiero che porta al parco della Rocca di Arona. Da via San Carlo si diparte la via Pertossi, che conduce alla Piazza del Popolo. Antica sede del mercato, Piazza del Popolo era il vero centro dell’economia cittadina, come dimostrano il palazzo del Monte di Pietà, il Palazzo di Giustizia detto “Broletto”, il Palazzo dell’ex Corpo di Gurdia e i resti del porto. A dominare la piazza ci pensa la Chiesa di Santa Marta o Santa Maria di Loreto. A completare l’itinerario non deve mancare una romantica passeggiata lungo le rive del lago. Il Lungolago Marconi offre, a primavera, il suggestivo spettacolo del pergolato del glicine in fiore, ma in ogni stagione il panorama della costa lombarda regala degli scorci paesaggistici di eccezionale bellezza. Camminando tra le aiuole si incontrano l’edicola di Sant’Anna rivolta verso il lago a protezione dei naviganti e il Monumento al Barcaiolo. Proseguendo verso i giardini pubblici si trova il mezzo busto dedicato a Luigi Boniforti e nell’aiuola di Largo Garibaldi sovrasta l’Atlante, statua in bronzo deposta per il 50° anniversario della fondazione AVIS. Dalla passeggiata del lungolago attraverso un ponticello in legno i supera l’imbarcadero dove partono i battelli i battelli per la navigazione del Lago Maggiore. Proseguendo la passeggiata si accede ai giardini pubblici con aiuole, la grande fontana millenaria e il parco giochi per i bambini intitolato a Baden Powel.

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Levanzo cosa fare e vedere

isole egadi

Una miniatura sull’acqua. Benvenuti a Levanzo, la più piccola delle Egadi, dove auto e moto non possono passare, perfetta per chi vuole veramente staccare e godersi una vacanza sul mare in completo relax. La vita a Levanzo ruota intorno all’unico paese, Cala Dogana, affacciato sul porto. Nel borgo raccolto e punteggiato da case bianche, tra il merletto di vicoli e piazzette lillipuziane, si respira un’aria d’altri tempi con atmosfere rilassanti e slow, dove basta poco per fare amicizia con i suoi abitanti. Qui, inoltre, sono raccolte anche le poche attività commerciali dell’isola, da contare sul palmo di una mano. La seduzione di Levanzo si esprime inequivocabilmente nelle calette da conquistare a piedi o con le barche-taxi dei pescatori. Fra le baie più suggestive, si distinguono: Cal Fredda; più avanti, superata una pineta di pini d’Aleppo, si apre Cala Minnola, protetta alle spalle da un’ampia pineta, meta ideale durante le ore più calde della giornata. Da non credere anche Cala Tramontana, fra le più belle, bordata da rocce rosse e acqua cristallina, con fondali da sogno. Tra i gioielli di Levanzo merita una menzione anche la Grotta del Genovese, considerata una dei siti preistorici più importanti del mondo, per le pitture e incisioni rupestri risalenti al Neolitico e Paleolitico.

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triangoli agli spinaci

ingredienti per 35 pezzi:

310 g di spinaci, 1 tazza di porri tritati, 1 tazza e 1/2 di cipollotto tritato, 3/4 di tazza di aneto tritato, 1 uovo, 150 g di feta grattugiata, 14 fogli di pasta fillo, 1/2 tazza di burro fuso, 1 cucchiaino di sale, 1/4 di cucchiaino di pepe, 1/2 tazza di olio di oliva per friggere.

Preparazione:

Preriscaldare il forno a 175° e foderare due teglie con la carta oleata. Scaldare l’olio di oliva in una padella a fuoco medio-alto. Quando è caldo, aggiungere i porri, il cipollotto, l’aneto e far saltare per 2 minuti. Unire gli spinaci e continuare a saltare fino a che non sono appassiti. Regolare di sale e pepe. Lasciare scolare il composto di spinaci su una bacinella per circa 2 ore. In una ciotola grande, sbattete leggermente l‘uovo, aggiungere la feta e il composto di spinaci e mescolare bene tutto. Su una superficie piana, posizionare un foglio di pasta fillo e spennellarlo con il burro fuso, quindi appoggiarvi sopra un altro foglio e spennellarlo sempre con il burro. Tagliare con un coltello affilato 5 strisce uguali, mettere un cucchiaio di composto di spinaci su ogni striscia e piegare la pasta fino a creare dei piccoli triangoli. Continuare fino a esaurimento del ripieno. Disporre tutti i triangoli sulle teglie e spennellarli leggermente con un po’ di burro. Infornare e cuocere per 15-20 minuti.

ricette

salsa tzatziki

salsa greca

Ingredienti:

500 g di yogurt greco colato, 2 tazza di cetriolo grattugiato finemente, 3 spicchi d’aglio grattugiati, 1 cucchiaino di menta secca, 1 cucchiaio di succo di limone, 1 cucchiaio di olio d’oliva, sale, pepe.

Preparazione:

Mettere l’aglio e l’olio d’oliva in una bacinella di media grandezza. Mettere il cetriolo grattugiato in un colino e cospargerlo di sale. Lasciarlo spurgare per 15 minuti, quindi togliere l’acqua in eccesso. Aggiungere al composto di aglio e olio lo yogurt, il cetriolo, la menta, il succo di limone, sale e pepe. Mescolare bene.