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Pistoia e le sue strutture e monumenti

Eccovi la 3° parte della guida di Pistoia, in cui vi presento i monumenti e le sue strutture architettoniche.

Mura Via del Bastione mediceo, 3-15 – Pistoia

Pistoia conserva ancora leggibili le tre cortine murarie che fin dal medioevo ne hanno caratterizzato il tessuto urbano. La prima cerchia, si innalzava per circa 14 mt con uno sviluppo complessivo superiore al chilometro; la seconda fu costruta negli anni trenta del XII secolo; l’ultima fu edificata dopo le distruzioni del 1306 da parte dei fiorentini. Le mura hanno resistito integre fino ai primi del XX secolo.

Torre Del Campanile Piazza del Duomo, 1a – Pistoia

Costruita in stile romanico su un’antica torre di origine longobarda, la torre, con i suoi 67 metri di altezza, è uno dei più bei campanili. La struttura è divisa in 3 ordini di loggette ed è provvista di una cella campanaria dotata di una cuspide. Risalente al XII secolo, assunse l’aspetto attuale nel 1576.

Torre Di Catilina via Tomba Di Catilina, 3-15 – Pistoia

Costruita interamente in pietra, la torre, alta circa 30 metri, ed uno degli elementi simboli della città e deve il proprio nome alla leggenda secondo cui il corpo del politico romano Lucio Sergio Catilina sarebbe stato sepolto nella via dove sorge la torre. Grazie alla posizione panoramica in cui si trova, sul tetto è stata costruita una terrazza-belvedere, che permette la completa visione della Piazza del Duomo.

Pozzo Del Leoncino Piazza della Sala – Pistoia

Il pozzo, simbolo della città, deve il proprio nome al fatto che nel 1529 un leoncino in pietra arenaria che tiene la zampa sinistra sopra lo stemma a scacchiera della città fu collocato al di sopra dell’architrave del pozzo, per ricordare il dominio definitivo di Firenze su Pistoia. In passato, fino al 400, era utilizzato come scarico dei rifiuti della lavorazione delle carni.

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Pistoia e i suoi palazzi

pistoia

Oggi vi illustro i Palazzi da visitare a Pistoia.

Biblioteca Forteguerriana Piazza della Sapienza, 5 Pistoia

La biblioteca conserva rari incunaboli e preziosi manoscritti. Tra le raccolte da segnalare quella di Fernando Martini, dell’Accademia pistoiese di Scienze Lettere e Arti, di Alberto Chiappelli, di Alberto Montemagni, la raccolta Puccini e quella Macciò.

Ospedale del Ceppo Piazza Giovanni XXIII – Pistoia

Fondato secondo la tradizione nel 1277 dalla “compagnia di Santa Maria”; fu il primo ospedale cittadino aperto grazie alle donazioni ricevute a seguito della peste nera del 1348. All’esterno l’edificio è decorato da un fregio in terracotta dipinto a colori vivaci che illustra le sette opere di misericordia realizzato da Santi Buglioni; mentre dei tondi nella stessa tecnica sono inseriti nei pennacchi degli archi. All’interno è presente il museo dei ferri chirurgici.

Palazzo Dei Vescovi Vicolo del Duomo – Pistoia

Il palazzo ospitò i vescovi fino al 1786, quando fu ceduto a dei privati. La struttura fu più volte modificata. All’interno ospita il Museo Capitolare, che custodisce gli arredi sacri e i paramenti liturgici della Cattedrale e della Sacrestia di San Iacopo, oltre ad opere moderne come la Pomona di Marini o i dipinti di Boldini.

Palazzo del Capitano del Popolo Via di Stacceria, 1-15 – Pistoia

L’edificio, costituito da 3 nuclei (la torre angolare, la casa-torre e un po’ più basso corpo di fabbrica), è stato oggetti di diverse ristrutturazioni che gli hanno conferito l’attuale immagine. Oggi il palazzo è destinato ad abitazioni private e a usi commerciali.

Palazzo del Comune Ripa del Sale, 13 – Pistoia

La facciata è decorata da insegne dell’epoca medioevale, quali la testa di marmo nero sormontata da una mazza in ferro. Degno di nota è il miracolo dello scultore pistoiese Marino Marini esposto nel cortile del palazzo.

Palazzo Della Cassa di Risparmio via di San Matteo – Pistoia

Il palazzo presenta alcuni elementi di assoluta novità per l’epoca, come l’inserimento del fregio policromo a coronamento della severa facciata, le in ferriate del piano terra, ma soprattutto gli affreschi di carattere liberty che il fiorentino Galileo Chini eseguì nelle sale interne del palazzo.

Palazzo Fabroni Via Sant’Andrea, 18 – Pistoia

Il palazzo fu ristrutturato nel XVII secolo quando fu acquistato dai Fabroni. La facciata è caratterizzata da 3 diverse tipologie di finestre sormontate da altrettanti tipi di frontoni e dal portale d’ingresso che accoglie al centro del frontone il grande stemma del casato. Oggi è destinato in parte a prestigiosa sede espositiva e in parte ad uffici comunali.

Palazzo Panciatichi Piazzetta del Sole, 3-9 – Pistoia

Il palazzo è l’unico esempio rimasto nella città di palazzo privato medioevale. la facciata è caratterizzata dalle grandi finestre a crociera e dall’alto porticato che racchiude uno spazio interno. Attualmente il palazzo è adibito ad uffici e studi privati ed a sede del Consiglio Provinciale.

Villa di Scornio Via Dalmazia, 356 – Pistoia

la villa fu fatta costruire da Tommaso Puccini. Tra il 1821 e il 1844 per volere di Niccolò Puccini fu realizzato l’ampio giardino, arredato con vari edifici, alcuni dei quali dedicati alla scienza: un Pantheon agli Uomini illustri, un “Tempio di Pitagora”, un monumento alla scienza, uno all’industria, un emicidio dedicato a Galileo Galilei e una colonna sovrastata dalla statua di Carlo Linneo.

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Pistoia le sue piazze e i suoi musei

Oggi i parlo della prima parte di visita a Pistoia. Cioè elle sue piazze/vie e musei.

Piazza del Duomo 

La piazza del Duomo rappresenta da sempre il cuore della città; in particolare ha acquisito grande importanza in epoca medioevale quando è diventato luogo di mercato (ancora oggi lo è), assunse il ruolo di centro politico e religioso di Pistoia. Oggi è un grande spazio circoscritto da quelle architetture romaniche e gotiche che ne fanno una delle piazze più belle d’Italia.

Piazza della Sala via del cacio, 2-3 Pistoia

La Sala è una delle piazze più antiche della città e deve il proprio nome al modo in cui si era soliti indicare il palazzo dove risiedeva l’amministrazione pubblica. Vi si sviluppò il mercato, per lo più di generi alimentari, e vi si insediarono botteghe artigianali.

Piazza San Francesco

Nella prima metà di questo secolo, proprio per il suo importante ruolo pubblico, la piazza ha conosciuto nuove trasformazioni, tra queste la sistemazione del Monumento ai caduti dello scultore Silvio Canevari.

Centro di Documentazione Marino Marini Corso Silvano Fedi, 72 Pistoia

Il Centro custodisce l’intera collezione grafica di Marini. Oltre alla ricca gipsoteca, ad una biblioteca, un’emeroteca e una fototeca sull’artista. Il Centro è anche la sede dell’omonima Fondazione che tra i suoi scopi ha la diffusione e la conservazione dell’opera di uno dei più noti artisti del Novecento.

Museo Civico Piazza del Duomo Pistoia

Costruito agli inizi del XIX secolo. In esso è rappresentata l’intera storia artistica della città e comprende opere provenienti dalle soppressioni di Settecento e Ottocento, lasciti, donazioni (la collezione Puccini) e opere di antica proprietà comunale.

Museo Fernando Melani  Corso Antonio Gramsci, 159 – Pistoia 

La casa museo documenta l’esperienze artistiche e il pensiero di Fernando Melani. All’interno sono raccolte le opere come lo stesso artista le ha concepite e destinate. Partendo dalla soffitta e scendendo si scandisce il ritmo del tempo: più in alto gli anni ’60 con i lavori in lamiera e metallo con i caratteristici fili di ferro che pendono dal soffitto; poi gli anni ’70 al primo piano; gli anni ’80-81 vedono la libreria occupata dall’opera chiamata Bucati.

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polinesia francese cosa vedere e cosa fare

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La Polinesia francese, al largo della Nuova Zelanda, è formato da 5 arcipelaghi nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, centodiciotto isole di cui solo 67 abitate. La Polinesia francese è uno di quei luoghi da sogno che superano la nostra immaginazione per la bellezza dei suoi paesaggi incontaminati e le sue tante attrattive. Le Isole della Società (Bora Bora e Tahiti), le Marchesi, le Tuamotu, le Gambier e le Australi: hanno delle spiagge bianche dalla sabbia finissima e alture vulcaniche affacciate su acque cristalline dalle mille sfumature d’azzurro, questi arcipelaghi sono l’ideale del paradiso in Terra. Una volta li, sorprende la gentilezza e il senso di ospitalità della popolazione locale, sempre pronta ad accogliere i visitatori dando loro il benvenuto con una ghirlanda di tiaré bianche. La tranquillità di queste isole selvagge e il loro fascino esotico hanno attirato nei secoli numerosi artisti, persino le star hollywoodiane, desiderosi di rifugiarsi nel relax della remota Polinesia. A Hiva Oa, nel cimitero di Calvaire ad Atuona, è possibile tuttora visitare la tomba di Gauguin, così come il Centro Culturale Paul Gauguin mentre il Paul Gauguin Museum si trova a Tahiti, nella capitale Papeete. E proprio a Tahiti potrete visitare, infatti, la casa di Norman Hall, uno degli autori del Bounty, oltre all’interessante museo etnografico Le Musée de Tahiti et des Îles e al giardino botanico. A Papeete non dimenticate di fare un salto al coloratissimo mercato, dove troverete tutto il meglio dell’artigianato locale, dai patchwork alle decorazioni floreali. Tra giugno e luglio, inoltre, si tiene l’Heiva Tahiti, la più importante manifestazione culturale tahitiana, dove assistere a competizioni tra danzatori, artisti, artigiani, sportivi provenienti da tutti gli arcipelaghi. Se Bora Bora e Moorea sono le isole più vivaci, attrezzate e ricche di alberghi, Tahaa è meno turistica e merita di essere visitata per la sua costa frastagliata e i tanti “motu”, piccoli isolotti di sabbia bianca che la circondano, tra le palme di cocco che emergono dall’acqua. Raggiungibile solo in barca, è detta “isola della vaniglia” perché piena di piantagioni di questa profumata orchidea che è possibile acquistare a prezzi vantaggiosi. Gli atolli di Tuamotu, e in particolare quelli di Rangiroa, Fakavara e Tikehau, sono i più spettacolari per le immersioni, attività imprescindibile in Polinesia. Per il surfisti, invece, l’appuntamento da non perdere è quello dell’Air Tahiti Nui, torneo internazionale che si tiene a Teahupoo ogni anno nel mese di maggio e richiama sportivi da tutto il mondo. Un viaggio in Polinesia, è davvero in grado di farvi dimenticare ogni preoccupazione.

Da non perdere

Le perle nere

Vero e proprio simbolo della Polinesia francese, indossate dalle donne sin da bambine, le perle nere sono un acquisto irrinunciabile. In mezzo alla laguna, fermatevi a visitare una delle tante “ferme perlière”, piccole palafitte dove si coltivano queste perle dai riflessi unici, e sceglietene una come ricordo.

La Cascata di Fautuaua

A Tahiti, in una valle rigogliosa, troverete la spettacolare Cascata di Fautuaua, una meraviglia della natura le cui acque cadono ripide per 985 piedi in un’immensa piscina dov’è piacevolissimo fare il bagno. Gli appassionati di trekking potranno raggiungere, con l’aiuto di una guida, il belvedere sulla cima.

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Troia e i suoi tesori pugliesi

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Ecco delle cose assolutamente da non perdere a Troia.

Concattedrale della beata vergine maria assunta in cielo

La Cattedrale di Troia, costruita in stile romanico nel XI secolo, è il monumento iconico della cittadina dei monti Dauni. Sulla facciata spicca il suo rosone a 11 raggi. Completamente istoriata da una serie di curiose ed assolutamente uniche sculture allegoriche, è un monumento pieno di simboli educativi. le due porte bronzee, porta della Prosperità e porta della Libertà, opera di Oderisio da Benevento, rappresentative della coriacea resistenza opposta dalla Città di Troia nel corso dell’assedio mosso da Ruggero II. All’interno la Cattedrale, composta da tre navate suddivisa da 13 colonne marmoree, presenta un particolare abside asimmetrico.

Chiesa di San Basilio Magno

La Chiesa più antica di Troia ha origini protoromaniche e si presenta sobria ed austera, nono stante i rimaneggiamenti di epoca barocca. L’interno è a 3 navate, scandite da antiche colonne con splendidi capitelli, che reggono archi e volte a crociera; sul fondo l’abside in pietra viva. Custodice una fonte battesimale rinascimentale.

Museo del Tesoro

Nelle vicinanze della cattedrale, all’interno del palazzo dell’ex seminario vescovile, il Museo del Tesoro della Cattedrale custodisce alcune preziosissime opere. Tra pergamene, codici miniati e i busti argentei dei Santi Patroni, spiccano i 3 exultet, rari codici miniati di bellezza straordinaria e unica.

Processione delle catene

Troia è da sempre un baluardo del fervore popolare. Famosa all’interno dei riti della Settimana Santa è la Processione delle Catene. La mattina del Venerdì Santo, cinque penitenti incappucciati, completamente vestiti di bianco, portano a spalla delle pesanti croci lignee, trascinando massicce catene legate alle caviglie, il cui rumore ne preannuncia l’arrivo all’interno del centro storico, in un’attesa spettrale e silenziosa.

 

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Maiorca isola degli artisti

Isole Baleari

Messa in ombra dalle modaiole Formetera e Ibiza, l’isola più grande delle Baleari è tutt’altro che dèmodé. Tanto che ci  vivono scrittori, pittori, musicisti e creativi da tutto il mondo. Una comunità global/glam che è stata rapita da un mare cristallino e montagne mozzafiato. E da un capoluogo, Palma, dove si respira arte. Qualcuno adora Maiorca per la luce calda e morbida, pastosa. Altri per le spiagge e le montagne. Io invece sono rimasta colpita perché è una tavolozza di colori con un mare da urlo! A Maiorca c’è una forte comunità di stranieri global/glam: tutti residenti, tutti innamorati della luce, delle spiagge, del mare da urlo, delle montagne.

Il gran tour dei musei

Palma di Maiorca, principale città dell’isola e capoluogo delle Baleari, è come non te la aspetti. Un insieme di meraviglie storiche: la Cattedrale gotica (con all’interno lo stravagante baldacchino realizzato da Antoni Gaudí a forma di corona), il Castel de Bellver dalla forma perfettamente circolare, gli eleganti palazzi modernisti cresciuti nel XX secolo accanto ai resti delle memorie arabe. ma questa città è anche un museo di arte contemporanea, dove bastano pochi minuti a piedi per scoprire spazi straordinari come il Caixa Forum, che dietro una facciata très chic rivestita di ceramica, vanta la più grande collezione al mondo del pittore Anglada Camarasa. Al Museu Fundación Juan March, in un edificio del XVII secolo concepito in origine come una casa, cammini fra le tele di Joan Mirò, Pablo Picasso e Salvador Dalí, mentre Es Baluard, bello dentro e fuori, ha come valore aggiunto mostre di respiro internazionale e una vista strepitosa dal tetto. Il pezzo forte però è il “quartier generale” di Miró, la Miró Mallorca Fundaciò con la casa in pietra, il museo progettato da Rafael Moneo dove sono esposte oltre 5.000 opere, i due atelier nel parco dove il maestro dipingeva: la collezione più numerosa è a Barcellona, ma questo è il luogo che amava di più: ci ha trascorso gli ultimi anni.

Alla scoperta dell’isola

Se lasciate le spiagge della costa ai turisti mordi e fuggi dell’estate e puntate sulle calette di Bóquer e Murta, accessibili solo a piedi, scoprirete  un paesaggio bellissimo incorniciato dalla macchia mediterranea. Da una parte c’è la Serra de Tramuntana, la catena montuosa piena di boschi e di canyon che attraversa tutta l’isola, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Dall’altra il mare disegna l’orizzonte fino  a un carosello di borghi delle meraviglie che, come Palma, hanno sedotto molti stranieri. A Valldemossa si visita la certosa dove visse Chopin con la baronessa francese Amantine Lucile Aurore Dupin. Da lì è facile raggiungere Cap de Formentor, il promontorio più bello dell’isola e forse del Mediterraneo: con il suo faro ottocentesco che sembra un totem bianco davanti all’infinito è protagonista di migliaia di selfie ed è immortalato nelle tele di Hermenegildo Anglada Camassa. prima, però, bisogna fermarsi a Sóller. Questo paese nell’entroterra non è solo  un mosaico di architetture moderniste con un bel museo a tema, Can Prunera, pieno di mobili e oggetti dei primi del Novecento. È anche il punto d’arrivo dello storico trenino in legno che fa da spola con Palma. L’hanno inaugurato nell’aprile del 1912.

 

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yakitori di seitan in agrodolce

antipasto vegano

Ingredienti:

500 g di seitan naturale; 1,5 dl di salsa di soia; 1 cucchiaino di amido di mais; 20 g di zucchero si canna; 4-5 cucchiai di sakè o vermouth; 1 pezzetto di radice di zenzero; semi di sesamo bianco; olio extravergine di oliva; sale.

Preparazione:

Versate in un pentolino la salsa di soia, il liquore, lo zucchero e lo zenzero sbucciato e tagliato a fettine sottili, portate a ebollizione e cuocete a fiamma bassa per 2-3 minuti. Incorporate 1 cucchiaino di  amido di mais sciolto con 1 cucchiaio di acqua fredda e cuocete ancora per 2-3 minuti finché la salsa si addenserà leggermente. Intanto, tagliate il seitan a cubetti, mettetelo in una ciotola, irroratelo con la salsa tiepida e lasciatelo marinare per 15-20 minuti. Sgocciolate i cubetti e infilzateli su lunghi spiedini di legno. Scaldate pochissimo olio in una padella ampia. Aggiungete gli spiedini e rosolateli in modo uniforme per 1 minuto, poi proseguite la cottura a fiamma bassa per 8-10 minuti, aggiungendo man mano altra salsa, finché saranno ben caramellati. Suddividete gli spiedini nei piatti, spolverizzandoli con i semi di sesamo tostati e serviteli caldi.

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frappé al mango

Ingredienti:

400 g di polpa di mango; 2 lime; 1 dl di bevanda vegetale di soia; 50 g di panna di soia; 10 cubetti di ghiaccio.

Preparazione:

Frullare la polpa di mango con il succo di lime, la bevanda di soia e la panna di soia. Aggiungere il ghiaccio e frullate ancora fino a ottenere un composto cremoso. Suddividete il frappé nelle coppette e servite decorando a piacere.

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pizza con stracchino e fiori di zucca

pizza senza glutine

Ingredienti:

una confezione di la Pizza rotonda; 1 zucchina; 250 g di mozzarella di bufala; 150 g di stracchino; 150 g di fiori di zucchina; 1 ciuffo di basilico; olio extravergine di oliva; sale e pepe.

Preparazione:

(io ho fatto la pasta per pizza in casa) però voi se volete, stendete la pasta per Pizza sulla placca, conservando la carta di base in dotazione e fatela riposare. Tagliate a fette la mozzarella e mettetela a perdere l’acqua su carta assorbente da cucina. Pulite i fiori, eliminando il picciolo e il pistillo. Spalmate lo stracchino sulla pizza. Tritate 100 g di mozzarella e farcite i fiori con un cucchiaino, poi sistemateli sulla pizza e cuocetela in forno già caldo a 190°C per 10 minuti. Riducete a filetti la parte verde della zucchina e aggiungetela sulla pizza con la mozzarella rimasta, sale e pepe, quindi proseguite la cottura ancora per 5 minuti. Irrorate con un filo d’olio e servite.

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pancakes al lemon curd con frutti di bosco

san valentino

Ingredienti:

125 g di farina senza glutine; 1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci senza glutine; 1,7 dl di latte; 1 uovo; burro; zucchero; sale.

Per il lemon curd:

3 limoni non trattati; 220 g di zucchero; 4 uova; 160 g di burro; 1 cucchiaino di amido di mais.

Per completare:

250 g di frutti di bosco misti.

Preparazione:

Per il lemon curd, grattugiare la scorza di 1 limone poi spremeteli tutti. Versate il succo filtrato in un misurino e aggiungete acqua fino a ottenere 1,2 dl di volume. Montate in una ciotola le uova con lo zucchero, la scorza grattugiata e l’amido di mais, finché saranno chiari e spumosi. Incorporate mescolando il burro freddo tagliato in 7-8 pezzetti, poi aggiungete il mix di succo di limone. Trasferite la ciotola in una pentola con poca acqua in leggera ebollizione e cuocete il composto a bagnomaria a fiamma molto bassa, senza far mai bollire, mecsolando in continuazione per circa 8-10 minuti, finché il lemon curd si addenserà. Versatelo in una ciotola e lasciate raffreddare. Per i Pancakes, mescolate la farina con il lievito e unite l’uovo sbattuto. Aggiungete un pizzico di sale e un cucchiaino di zucchero. Poi versate il latte a filo, mescolando in continuazione con una frusta. Coprite e fate riposare per 30 minuti. versate 2-3 cucchiai di pastella in un padellino ben caldo e un po’  di burro in cui avrete inserito, a piacere, un tagliapasta a forma di cuore e cuocete il pancake per circa 1 minuto a fuoco medio; giratelo e fatelo dorare dall’altro lato ancora per 1 minuto. Ripetete con la pastella rimasta e tenete in caldo i pancakes. Serviteli caldi, spalmati con il lemon curd e con i frutti di bosco.